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07 Dicembre 2021

Pubblicato il

Quer gran pasticciaccio brutto della Roma Multiservizi

di Redazione
Roma Multiservizi, manca la sfiducia alla Cattoi, nonostante il Consiglio Comunale abbia votato contro la sua decisione

Quer gran pasticciaccio brutto della Roma Multiservizi. Ovvero, il fallimento della Giunta Marino, checché ne dicano i bei comunicati sulla pedonalizzazione del Tridente Mediceo, o le belle parole su un evento storico come il concerto dei Rolling Stones al Circo Massimo – ma servivano i Rolling Stones per tenere la metro aperta fino all’1.30?

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Ma a conti fatti, per le cose che riguardano più strettamente l’amministrazione di questa città – e ancora, checché ne dicano gli spot elettorali, tutto mi pare si stia facendo tranne che portare questa città tra le famose ‘capitali europee’ – che poi son quelle su cui dobbiamo valutare chi abbiamo voluto al governo della nostra Roma, ciò che si registra è un vuoto totale, una mancanza di programmazione, una mancanza di politica – checché ne dicano, ancora una volta, i cartelloni elettorali del sindaco Marino, che recitavano: ‘Non è Roma, è politica’. No, qui non è né Roma, né politica.

E il caso della Multiservizi è esemplare di quanto scritto finora. Ripercorriamo le tappe dal principio. In vista della scadenza dell’appalto alla Roma Multiservizi, società che gestisce la pulizia e la manutenzione delle strutture capitoline, si registra la volontà del sindaco Marino e dell’assessore Cattoi di non rinnovare l’appalto alla citata società (al 51% di Ama e al 49% della Manutencoop). In quel momento, iniziano le proteste dei lavoratori che letteralmente, dal 5 Giugno ad oggi, decidono di ‘invadere’ il Campidoglio, con presidi fissi e proteste per dire ‘no’ alla decisione di rimuovere l’appalto alla Multiservizi e, di conseguenza, dire ‘no’ ai possibili licenziamenti che potrebbero conseguirne.

I servizi attualmente gestiti dalla società, infatti, per volere del sindaco Marino e dell’assessore Cattoi, vengono affidati al Consorzio Nazionale Servizi, tramite l’affidamento alla gara Consip. Il dubbio, però, è sulla continuità occupazionale dei lavoratori della Multiservizi che, con il CNS, potrebbero non essere garantiti. Il giorno in cui si è svolta la riunione in Campidoglio tra maggioranza e assessori competenti, infatti, ancora non era chiaro il numero totale dei lavoratori da reintegrare. Motivo per il quale, solo allora, è stato chiesto alla Multiservizi l’elenco completo degli impiegati per capire se il CNS avesse potuto riassumere tutti quanti. E le condizioni erano chiare: bisogna riassumere tutti, con lo stesso contratto, con le stesse garanzie.

E il piano B, qualora il CNS non dovesse garantire la continuità occupazionale? Non pervenuto. 

Di fronte a tutte queste evidenti incongruenze, finalmente l’assessore Cattoi decide di convocare un tavolo tecnico con “Multiservizi, Cns, sindacati e rappresentanti dell'amministrazione capitolina per affrontare nella sede appropriata tutte le procedure e le criticità legate al passaggio di appalto dei servizi di pulizia, manutenzione e trasporto nelle scuole comunali”. Secondo quanto si è appreso, anche se l’assessore Cattoi ha smentito, sarebbero rimasti fuori – a seguito degli incontri intercorsi – 600 se non 700 lavoratori. Ma nonostante tutto la Cattoi sembra non voler tornare indietro sui suoi passi. E allora, mentre i lavoratori non si arrendono e addirittura si rivolgono a Papa Francesco, in Campidoglio qualcosa inizia a muoversi.

Esponenti dell’opposizione, congiuntamente al alcuni della maggioranza, iniziano a far sentire la loro voce. Tra questi, Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini, per protesta passa la notte in Aula Giulio Cesare insieme a una delegazione di lavoratori, a seguito della mancata votazione della mozione, in Consiglio Comunale, con la quale si chiedeva a revoca dell’appalto alla Consip e quindi la gestione dei servizi in mano al CNS.

Nel frattempo anche i consiglieri PD Orlando Corsetti e Dario Nanni presentano un’altra mozione, con lo stesso fine della precedente. Ma, nonostante le dichiarazioni rilasciate a seguito dell’incontro in Campidoglio del 7 Giugno tra maggioranza e assessori competenti, sono molti gli esponenti della maggioranza a non votare la mozione di Corsetti e Nanni, con la quale si proponeva non solo la proroga dell’appalto alla Multiservizi, ma anche “l'adeguamento della Multiservizi ai costi Consip, così saremmo inattaccabili, e l'efficientamento del servizio. In questo modo potremmo organizzare subito la gara, e sono convinto che la Roma Multiservizi, con la professionalità dei suoi lavoratori, avrà modo di vincerla”. La maggioranza quindi sembra non voler mettere in discussione la gara Consip, credendo invece che l’unica strada percorribile sia quella di continuare a chiedere al CNS di garantire l’assunzione di tutti i lavoratori. Cosa che, nei fatti, sembra essere smentita.

Tra di loro, anche Francesco D’Ausilio, il quale, a margine di quella seduta consiliare dichiarava: “Nessuno si permetta di dire che non siamo vicini a questa causa. È da giorni che investiamo la Giunta di questa vicenda e chiediamo che si occupi della Multiservizi: noi non vogliamo ingannare i lavoratori ma stiamo lavorando per dare loro solo soluzioni certe. Abbiamo investito il sindaco e l'assessore Cattoi per dare una risposta anche a quei lavoratori che non rientrerebbero nell'accordo”.

Salvo poi, lo stesso D’Ausilio, dichiarare che ora su Multiservizi “si deve cambiare rotta come formulato dall’Assemblea Capitolina, e si proceda con la revoca della richiesta preliminare di fornitura a Consip così come indicato dalla nostra mozione”.

Le dichiarazioni di D’Ausilio, infatti, seguono quella che per i lavoratori della Multiservizi è una prima vittoria. In occasione della seduta consiliare del 24 Giugno, infatti, l’Assemblea Capitolina vota all’unanimità la mozione con la quale si chiede di “revocare la richiesta preliminare di fornitura alla Consip e prorogare a favore della Roma Multiservizi il servizio di pulizia nelle scuole per il tempo previsto dal decreto Enti locali, e nel contempo, in coerenza con i contenuti e gli indirizzi inseriti nel piano di rientro, predisporre un percorso di valorizzazione dell'azienda mediante la cessione con gara della partecipazione di Ama (51%), con l'obiettivo di ottimizzare il risultato economico derivante dalla cessione a favore dell'amministrazione comunale, nonché di salvaguardare i livelli occupazionali".

Anche il MoVimento 5 Stelle Roma chiede, con un'altra mozione, che salti la gara Consip e quindi l’affidamento dei servizi al CNS, ma chiede anche che non venga prorogato l’appalto alla Multiservizi, un appalto di dubbia legittimità, in quanto in questi 20 anni anche la Multiservizi non ha mai partecipato ad un bando, ma ha sempre avuto affidamenti diretti. La mozione, presentata nel Consiglio di ieri, non è stata accolta.

Quella che invece è stata approvata martedì, prevede che entro dicembre si prepari una gara per la cessione della quota del 51% del Comune di Roma – quel 51% nelle mani di Ama, che è del 100% di Roma Capitale – in Multiservizi. Ciò, comporterebbe la cessione di una quota, come dire, piena che, senza ombra di dubbio, revocato l’appalto Consip, e quindi lasciando ancora alla Multiservizi un’appetibilità sul mercato, verrebbe presa dall’attuale titolare del restante 49%, ovvero la Manutencoop, che, facendoci due conti, avrebbe tutto l’interesse a prendersi un pacchetto di circa 50milioni di euro di appalto. Insomma, un regalo niente male. Al contrario, per M5S affinché un servizio pubblico sia definito come tale, c’è necessità che lo sia davvero. Ed ecco la proposta di internalizzare i servizi in Ama, che così non si troverebbe costretta a cedere la sua quota alla Multiservizi, che potrebbe diventare, qualora questa strada portasse da qualche parte, al 100% nelle mani di Manutencoop.

Queste, insomma, le posizioni in campo. Al di là di valutazioni di merito sulle mozioni, il dato è uno: l’Assemblea Capitolina si è ribellata alle decisioni di Marino e Cattoi. Motivo, questo, che ha spinto il consigliere Onorato a depositare una mozione per sfiduciare proprio l’assessore Cattoi e “chiederne la revoca dall'incarico qualora non dovesse dare seguito alla mozione sulla Multiservizi votata all'unanimità dall'Assemblea capitolina”. Perché, dopo i colloqui intercorsi in via Capitan Bavastro con i rappresentanti sindacali dai quali però sono stati esclusi gli stessi lavoratori, sembra ancora che la Cattoi non sia intenzionata a dare seguito alla volontà di revocare l’appalto Consip.

La mozione, però, è stata respinta dalla maggioranza nonostante – dichiarazioni dello stesso Onorato – si fosse mostrata disposta e disponibile  a discuterne. Il che, secondo il capogruppo della Lista Marchini, vuol dire di fatto decretare "l'inutilità del Consiglio Comunale".

“Finché l'assessore Cattoi non rispetterà la volontà espressa ieri all'unanimità dall'Assemblea capitolina e revocherà il mandato a Cns tramite Consip farò lo sciopero della fame” – ha annunciato questa mattina lo stesso Onorato che ora, come forma di protesta, è in via Capitan Bavastro, sede dell’assessorato della Cattoi. Assieme a lui, due lavoratori, che si sono incatenati.

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