22 Aprile 2021

Pubblicato il

Presto la normalità?

Proroga Dl, Italia Zona Rossa o Arancione fino al 30 aprile: nessuna Zona Gialla

di Redazione

Italia Zona Rossa o Arancione fino al 30 aprile: nessuna Zona Gialla, vaccinazioni obbligatorie per i sanitari

Italia, Lockdown
Piazza di Spagna di Roma nei giorni di lockdown

Il decreto legge con le nuove misure per contrastare la diffusione del Covid-19 approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri prevede, in sintesi, la proroga fino al 30 aprile delle misure previste dal precedente decreto Covid. Non ci saranno zone gialle in Italia, il provvedimento sarà in vigore dal 7 aprile, sino alla fine del mese.

Nelle Regioni e province autonome di Trento e Bolzano i cui territori si collocano in zona gialla, si applicano le misure stabilite per la zona arancione.

Dl valido fino al 30 aprile, la scuola

Si prevede inoltre la possibilità, in questo arco temporale, di deliberare in Consiglio dei ministri un allentamento delle misure anti Covid, qualora lo consentano l’andamento dell’epidemia e l’attuazione del piano vaccini e la scuola in presenza, anche in zona rossa, fino alla prima media. L’obiettivo è quello di garantire gradualmente il rientro a scuola in presenza di tutti gli studenti. E’ quanto riferiscono fonti di palazzo Chigi.

Covid e vaccinatori

Il decreto esclude la punibilità dei “vaccinatori” quando hanno agito seguendo le procedure corrette previste per la somministrazione del vaccino e, quindi, l’uso è avvenuto in conformità con le indicazioni contenute nelle circolari pubblicate sul sito del ministero e nel “foglietto illustrativo”.

Il provvedimento prevede l’obbligo di vaccinazione per gli esercenti le professioni sanitarie e per gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie e socio/sanitarie pubbliche e private, in farmacie, parafarmacie e studi professionali.

La misura ha come obiettivo quello di tutelare più possibile sia il personale medico e paramedico sia coloro che si trovano a frequentare ambienti che possono essere maggiormente esposti a rischio di contagio.

Il lavoratore che rifiuterà di vaccinarsi potrà essere adibito (ove possibile) ad altre mansioni che non comportino rischi di diffusione del contagio (in caso contrario la retribuzione non sarà dovuta). La disposizione vale anche per gli autonomi.

Dl in vigore fino al 30 aprile: i concorsi

Il decreto – spiegano sempre le stesse fonti – prevede lo sblocco dei concorsi (circa 110 mila posti) e introduce procedure concorsuali semplificate. Tra le principali novità si prevede una prova scritta e una prova orale nei soli concorsi per il reclutamento di personale non dirigenziale.

Sono esclusi dalle procedure semplificate i concorsi per alcune categorie (il personale in regime di diritto pubblico, ex articolo 3 del decreto legislativo 165/2001) tra cui magistrati ordinari, amministrativi e contabili, avvocati e procuratori dello Stato, professori universitari, appartenenti al comparto sicurezza e difesa, personale della carriera diplomatica e prefettizia.

Per consentire lo svolgimento delle prove in sicurezza si prevede l’obbligo per i candidati di produrre la certificazione di un test antigenico anche negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Inoltre, la durata massima della prova è limitata ad un’ora e lo svolgimento delle prove sarà effettuato in sedi decentrate a carattere regionale.

Speranza: “Impegno di tutto il governo”

“Esprimo soddisfazione per un decreto legge che mette la tutela della salute al primo posto. Vincere la battaglia sanitaria contro il Covid è la premessa per la vera ripartenza del Paese“. Lo afferma in una nota il responsabile della Salute, Roberto Speranza, al termine del Consiglio dei ministri.

“C’è l’impegno di tutto il governo a lavorare, in sede di conversione del decreto, ad una protezione legale per il personale sanitario impegnato nell’emergenza che vada oltre la semplice norma approvata oggi che riguarda le vaccinazioni”.

“Più rigore nella campagna vaccinale, più serenità per medici, infermieri e volontari che in tutta Italia si prodigano, anche con turnazioni notturne, per moltiplicare le vaccinazioni.

Il decreto varato oggi dal governo segna una svolta che va nella direzione auspicata da Forza Italia” ha commentato Mara Carfagna, ministro del Sud e della Coesione territoriale.

Dl 30 aprile: Scudo penale per i vaccinatori

L’obbligo di vaccinazione per il personale sanitario e lo scudo penale per i vaccinatori – continua l’esponente dell’esecutivo in una nota – colmano due gravi lacune normative che segnalavamo da mesi. Ora c’è stato il coraggio di provvedere.

Finalmente torna anche la scuola: la riattivazione dal 7 aprile su tutto il territorio nazionale delle lezioni in presenza sostiene il diritto all’istruzione dei bambini e il diritto al lavoro dei genitori, in particolare delle donne.

Per milioni di italiani sarà una Pasqua di sacrifici, ma adesso, a differenza che in passato, ci sono le regole e le garanzie per sperare in un ritorno alla normalità molto vicino”.

Soddisfazione anche dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà: “Ritengo che l’obbligo vaccinale per gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali sia giusto e necessario in un momento così decisivo per la campagna vaccinale e la lotta alla pandemia”.

Ritornare presto alla normalità

“Come chiarito nel decreto approvato dal governo, ha spiegato ancora “la vaccinazione costituisce requisito essenziale all’esercizio della professione’: si tratta della giusta soluzione normativa per sciogliere i nodi emersi nelle scorse settimane sulla questione. Il vaccino è il vero strumento efficace e sicuro per sconfiggere il virus e bisogna fidarsi della scienza per proteggere le persone a rischio.

E’ chiaro che l’esempio di chi svolge professioni sanitarie sia necessario alla causa, oltre che obbligatorio per preservare da qualsiasi rischio i cittadini con i quali si viene a contatto”.

L’obiettivo del governo, ha concluso “rimane quello di vaccinare il maggior numero di persone in breve tempo per rendere immune l’intera popolazione e ritornare, finalmente, alla normalità”.

 
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