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29 Novembre 2022

Pubblicato il

Auguri a tutti i nostri lettori!

Pasqua, così l’Antico Testamento aveva già preannunciato gli eventi futuri

di Mirko Ciminiello
Nei Salmi e nei Profeti ci sono numerosissimi riferimenti alla Passione, Morte e Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo: tutti puntualmente verificatisi
Pieter Paul Rubens - La Resurrezione di Cristo
Pieter Paul Rubens, La Resurrezione di Cristo (Anversa, Cattedrale di Nostra Signora, 1611-12)

Com’è noto, la Pasqua cristiana celebra la Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, avvenuta nel terzo giorno dopo la Sua Passione e morte in Croce. Eventi narrati primariamente (ma non solo) nei quattro Vangeli. Ma che erano già stati preannunziati secoli prima nell’Antico Testamento.

Pieter Paul Rubens - La Resurrezione di Cristo
Pieter Paul Rubens, La Resurrezione di Cristo (Anversa, Cattedrale di Nostra Signora, 1611-12)

L’Antico Testamento e i riferimenti alla Pasqua

È quasi sorprendente notare quanti riferimenti contengano le Sacre Scritture a quello che Alessandro Manzoni, ne Il cinque maggio, definì efficacemente “disonor del Golgota”. Ma lo è ancor di più pensare che moltissimi di questi riferimenti siano ante eventum, messi per iscritto centinaia di anni prima che si verificassero.

Particolarmente impressionanti sono i quattro Carmi del Servo del Signore, contenuti nei capitoli 42, 49, 50 e 53 del Libro di Isaia. Uno dei quattro “Profeti maggiori” della Bibbia, vissuto nell’VIII secolo a.C.

Michelangelo Buonarroti - Volta della Cappella Sistina, Isaia
Michelangelo Buonarroti – Volta della Cappella Sistina, Isaia (Città del Vaticano, Musei Vaticani, 1508-10)

Gli ultimi due canti sono forse i più significativi. Nel terzo, in particolare, Isaia descrive proprio la Passione di Gesù. «Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi» (Is 50, 6).

Molto forti sono anche le immagini del quarto carme. «Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità […]. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca». (Is 53, 2-5, 7).

Le citazioni di San Giovanni

Riferimenti diretti all’Antico Testamento (primariamente ad alcuni Salmi composti dal Re Davide tra l’XI e il X secolo a.C.) si trovano poi nel Vangelo secondo Giovanni. Si prenda, per esempio, la seguente scena sul Calvario: «I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura: Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte» (Gv 19, 23-24).

Domenichino - San Giovanni Evangelista
Domenichino – San Giovanni Evangelista (Londra, National Gallery, 1624-29)

La Scrittura in questione è il Salmo 22: «M’hanno forato le mani e i piedi. Posso contare tutte le mie ossa. Essi mi guardano e mi osservano: spartiscono fra loro le mie vesti e tirano a sorte la mia tunica» (Sal 22, 16-18).

L’incipit dello stesso Salmo, peraltro, è il celeberrimo «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Sal 22, 1). Che venne ripreso dallo stesso Gesù quando «gridò a gran voce: “Elì, Elì, lemà sabactàni?”», come riporta San Matteo Evangelista (Mt 27, 46).

Il “discepolo che Egli amava”, inoltre, afferma anche che «Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: “Ho sete”. Vi era lì un vaso pieno d’aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca» (Gv 19, 28-29). Una citazione del Salmo 69: «Hanno messo fiele nel mio cibo, e mi hanno dato da bere aceto per dissetarmi» (Sal 69, 21).

San Giovanni e la Pasqua

Infine, San Giovanni precisa che, a differenza dei due Ladroni, a Gesù non vennero spezzate le gambe per affrettarne la morte, poiché era già spirato. «Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: “Non gli sarà spezzato alcun osso”» (Gv 19, 36). Il richiamo, stavolta, è al Salmo 34: «Egli preserva tutte le sue ossa; non se ne spezza neanche uno» (Sal 34, 20).

L’Apostolo dichiara di aver riportato questi e altri segni «perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel Suo nome» (Gv 20, 31). Con questo auspicio, soprattutto in questi tempi così difficili, auguriamo una buona, Santa Pasqua ai nostri lettori!

 

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