Vuoi la tua pubblicità qui?
05 Dicembre 2022

Pubblicato il

E Fiorello attacca la RAI, cioè il suo datore di lavoro

Mondiali, l’ipocrisia dei (finti) boicottaggi del Qatar…

di Mirko Ciminiello
In Francia niente maxi-schermi, la Danimarca avrà la terza maglia “a lutto” per il mancato rispetto dei diritti umani: però poi nella pratica nessuno abbandona la rassegna
Striscione per boicottare i Mondiali 2022 in Qatar
Striscione per boicottare i Mondiali 2022 in Qatar

Domenica 20 novembre prenderanno ufficialmente il via i Mondiali di calcio, che per questo 2022 sono stati assegnati al Qatar. Un’edizione contrassegnata, fin dalla designazione del Paese ospitante nel 2010, da forti polemiche (soprattutto) extra-calcistiche, che ora in Europa si stanno sviluppando in varie forme di protesta. Che però sembrano servire più che altro a lavare le coscienze dei loro promotori.

Striscione per boicottare i Mondiali 2022 in Qatar
Striscione per boicottare i Mondiali 2022 in Qatar

Dei Mondiali controversi

Gli ormai imminenti Mondiali di Qatar 2022 sono controversi per tutta una serie di motivi, a cominciare dall’anomalo periodo tardo-autunnale in cui si svolgeranno. L’aspetto più problematico riguarda senz’altro la “peculiare” (eufemismo) concezione dei diritti umani in voga nell’emirato, con particolare riferimento ai lavori di costruzione e ristrutturazione degli stadi. Durante i quali, secondo un’inchiesta del Guardian, al 2021 avevano perso la vita oltre 6.500 operai – per lo più migranti indiani, pakistani, nepalesi, bengalesi e cingalesi.

L'indiana Latha Bollapally, col figlio Rajesh Goud, mostra una foto del marito Madhu Bollapally, un lavoratore migrante morto in Qatar per costruire gli stadi dei Mondiali
L’indiana Latha Bollapally, col figlio Rajesh Goud, mostra una foto del marito Madhu Bollapally, un lavoratore migrante morto in Qatar

Per accendere i riflettori su questi ignobili e inaccettabili soprusi, il Vecchio Continente ha preso diverse iniziative. Per esempio, scrive La Repubblica, la Danimarca ha stabilito di portare in Medio Oriente una terza maglia nera: «il colore del lutto», come ha precisato lo sponsor tecnico.

La terza maglia della Danimarca ai Mondiali 2022
La terza maglia della Danimarca ai Mondiali 2022

In Francia, invece, come riporta France 24 i sindaci di alcune grandi città hanno deciso di non installare maxi-schermi e di non aprire alcuna Fan Zone. L’elenco comprende Parigi, Marsiglia, Lione, Tolosa, Bordeaux e Saint-Étienne, e in qualche caso la scelta è stata giustificata con la necessità del risparmio energetico.

Il (finto) boicottaggio della rassegna qatariota

Gli echi della diatriba sono arrivati pure in Italia – che pure, com’è arcinoto, non parteciperà a questi Mondiali – per bocca di Fiorello. Che, come rileva Il Riformista, ha attaccato la RAI (cioè il suo datore di lavoro) per aver speso 200 milioni di euro per i diritti della rassegna. Quello dello showman siciliano è un caso piuttosto paradigmatico, perché si fa onestamente fatica a capire come possa poi continuare a mangiare dal piatto in cui sputa. Ma, in fondo, non è poi così diverso dagli altri.

Rosario Fiorello
Rosario Fiorello

Per essere davvero credibili, infatti, Nazioni e Nazionali dovrebbero ritirarsi dalla competizione: ipotesi che, ça va sans dire, non viene nemmeno presa in considerazione. E dunque non potrà che produrre, al netto delle buonissime intenzioni, un boicottaggio finto, ipocrita e, cosa più importante, del tutto inefficace.

 

Condividi questa notizia per primo

Scorri lateralmente questa lista

Seguici per rimanere aggiornato

Sostieni il nostro giornalismo