07 Aprile 2021

Pubblicato il

J'accuse

Medico in prima linea contro la politica: “Ci chiamate angeli ma avete rovinato la sanità italiana”

di Redazione

Il medico contro la classe politica: "Avete rovinato il sistema sanitario Italiano, introducendo cervellotici criteri di scelta e di spesa"

Medico, politica
Pronto soccorso

Dedico queste parole alla Politica Italiana e a molti italiani, che per anni ci hanno attaccato, offesi, minacciati, denunciati, insultati. Hanno accusato ingiustamente noi medici di non essere più i medici di un tempo. Da quando è esplosa la drammatica vicenda legata al Covid-19, ci hanno invece definito Angeli. Appunto per questo, dopo aver riflettuto e dopo aver letto diverse lettere di altri colleghi, anch’io ci terrei a trasmettere attraverso queste poche righe il mio punto di vista. Ricordando “soprattutto ai politici” di risparmiarci tutte le sciocchezze scritte e riferite agli organi di stampa “in questo drammatico periodo storico che perdura da circa un anno”. Chiedo di non continuare ad offenderci con parole di circostanza che escono a ruota libera dalle loro bocche.

Ma cosa avete al posto della faccia? A posto della vostra dignità? Avete già dimenticato nel corso del 2020, i 19 anni in Europa “dove rappresentiamo la ruota di scorta?”. Avete dimenticato gli anni di una politica sanitaria incosciente, dove avete creato solo danni nei confronti dei cittadini e del personale sanitario. Adesso vi siete accorti e resi conto che mancano posti letto, i macchinari, il personale sanitario e parasanitario? Ma vi credete davvero dei fighi, dei potenti, importanti e prestigiosi? Siete stati eletti dal popolo per lavorare per il popolo e non per i vostri beceri interessi. Siete stati e siete una vergogna.

Criteri sbagliati, di scelta e di spesa

Avete rovinato il sistema sanitario Italiano, introducendo cervellotici criteri di scelta e di spesa. Proclamando che le scelte venivano fatte per ridurre il debito pubblico e che poco avevano a che fare con le vere esigenze di una Sanità appartenente ad una società civile. Una Nazione “l’Italia”, cosi piccola, ma tra le prime nel mondo per i motivi che tutti conosciamo. Avete continuato a tagliare i posti letto a chiudere reparti, a bloccare le assunzioni. Ora a causa vostra l’Italia ha meno posti letto e meno Ospedali. Nel 1998 c’erano 311 mila posti letto, adesso dagli ultimi dati siamo a circa 191 mila. E in rapporto al numero di abitanti, siamo passati da 5,8 posti letto ogni mille abitanti del 1998 a 3,6 nel 2017. Siamo diventati tra gli ultimi Stati dell’Europa occidentale.

Siete riusciti a creare una carenza anche nella professione infermieristica. Avete inventato il numero chiuso per la facoltà di Medicina. Avete bloccato i concorsi per quindici anni. Poi avete capito che il Medico non lo vuol fare più nessuno in Italia: retribuzioni inadeguate all’impegno, alle responsabilità e ai rischi professionali. Inadeguata tutela sociale e legale di tutti gli operatori sanitari. Soprattutto nella Medicina d’Urgenza i concorsi vanno vanificati perché non si presenta quasi nessuno. Tanti dei nostri colleghi preferiscono andarsene all’estero, abbandonando l’Italia, le famiglie e gli affetti. Avete incentivato la cultura del precariato della professione medica attraverso una variegata quantità di contratti a termine.

Noi operatori sanitari siamo sempre gli stessi che avete offeso e umiliato

Avete seminato povertà; avete reso arida e secca la nostra professione e adesso per colpa vostra stiamo raccogliendo il nulla. Speriamo che al più presto si riesca ad uscire da questa triste emergenza e che la gente di buon senso che non ha mandato il proprio cervello all’ammasso riesca a mente ferma e serena a capire e riflettendo, riesca a comprendere bene le vostre responsabilità e incompetenze.

A tutti quelli che leggeranno queste righe voglio invece ribadire, qualora ce ne fosse il bisogno, che noi operatori sanitari siamo sempre gli stessi che avete offeso. Gli stessi a cui avete distrutto i Pronto Soccorsi con calci e pugni. Dunque, a tutti voi domando ancora, perché ci ringraziate solo ora, e per cosa. Noi facciamo quello che siamo capaci di fare ogni giorno per nostra scelta e per il bene dei pazienti. Pertanto sarebbe per noi molto importante nella nostra normalità e quotidianità, sapere che una volta finita l’ emergenza, portaste rispetto alla sanità pubblica e agli operatori sanitari.

Alberico Giustini (medico angiologo, Ospedale Tivoli)

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