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16 Gennaio 2021

Pubblicato il

L'intervista

L’infettivologo Spallanzani: “Medici di famiglia rischiano di più, visitano senza protezioni adeguate”

di Giulia Bertotto

L'intervista al dottor Mauro Zaccarelli: la sua fotografia direttamente dai reparti Covid e ci aiuta ad interpretare i dati nazionali e regionali

Indice Rt, medici di famiglia e curva nazionale dei contagi. Il dottor Mauro Zaccarelli, infettivologo dell’Istituto Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma ci porta la sua fotografia direttamente dai reparti Covid e ci aiuta a interpretare i dati nazionali e regionali.

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“Negli ultimi giorni la situazione è lievemente migliorata, c’è stato un netto calo dei nuovi casi e questo è dovuto certamente alle misure prese. Quindi è ancora più importante non rilassarci troppo durante le feste natalizie. Purtroppo il numero di decessi continua ad essere ancora molto alto, siamo sempre sui 500-600 al giorno. Questo perché abbiamo avuto tanti contagi e quindi anche se molti sono asintomatici, molti sviluppano anche polmonite e vanno in carenza di ossigeno.

L’indice Rt è adesso intorno a 1 in Italia, non c’è aumento, ma stabilizzazione dell’infezione. Questo significa meno ricoveri anche in Italia. Nelle prossime settimane non ci sarà un crollo dei casi ma 10-20mila casi stabili e con il tempo una tendenza alla diminuzione. Questo significa che avremo comunque una quota di pazienti gravi.

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L’indice Rt nel Lazio

Nella regione Lazio le cose vanno abbastanza bene perché l’Rt è 0,6, cioè ogni paziente affetto da Covid lo trasmette a meno di un’altra persona. Questo da un po’ di respiro agli ospedali. Tutta la regione Lazio ha aumentato posti letto come ha fatto anche lo Spallanzani. Sono state create anche strutture per ricoveri e adibiti posti in albergo per coloro che non possono isolarsi.

I rischi del personale sanitario e dei medici di famiglia

Per quanto riguarda il personale sanitario che si trova a contatto con questi pazienti, nel nostro ospedale c’è stato qualche caso di infermiere e medico contagiato. Ma la maggior parte del nostro personale può averlo anche contratto altrove e non sul lavoro. Noi abbiamo materiale e presidi di protezione con cui vestirci e difenderci. Ma purtroppo in tutto il paese tantissimi medici sono stati ricoverati con la polmonite. Tra i medici più colpiti ci sono i medici di famiglia, che visitano tanti pazienti quotidianamente spesso senza che gli sia stata fornita un’adeguata protezione”

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