06 Maggio 2021

Pubblicato il

Lavoro come babysitter e studio

di Redazione

Nonostante la tendenza in Italia sia quella di restare a casa con mamma e papà fino alla laurea

Nonostante la tendenza in Italia sia quella di restare a casa con mamma e papà fino alla laurea – almeno – è preminente, si sta diffondendo l’abitudine di lavorare già durante gli studi.

Il baby sitting può essere il giusto lavoro part-time per studenti degli ultimi anni delle superiori o dell’università. Nella capitale in questo momento ci sono 44mila persone iscritte nel solo sito di Sitly, la più importante piattaforma in Italia per la ricerca baby sitter, che stanno cercando lavoro come baby sitter a Roma . E se anche qui si riflette la media nazionale rilevata dal sito, che è il 34%, allora significa che almeno 15mila baby sitter romane sono anche studenti.

 Trovare un lavoro part time per studenti può non essere facile, soprattutto in Italia dove il mercato del lavoro in questo momento sta vivendo evidenti difficoltà. Allo stesso tempo la penuria di posti dagli asili nido e la non conciliazione tra orari lavorativi e scolastici, nelle loro tristi conseguenze, possono aprire delle opportunità.

Fare la baby sitter può così rappresentare un’ottima soluzione, in estate, per supplire ai lunghi mesi di chiusura delle scuole, ma anche in inverno per supportare i bambini come aiuto compiti o, se si conosce bene una lingua straniera, iniziarli verso l’apprendimento di questa lingua.

Il baby sitting viene desiderato come lavoretto dagli studenti perché è flessibile, dato che ha un impatto bassissimo sulla gestione del tempo: le volte che la baby sitter viene chiamata la mattina per tenere compagnia a un bambino a letto malato saranno di sicuro meno numerose dei pomeriggi senza avere il problema di perdere le lezioni all’Università. Non è necessario convivere poi con orari sregolati, a differenza di un impiego come cameriere, dato che normalmente si lavora di giorno o di sera, e quando i bambini vanno a nanna ci si può rilassare. Infine la paga è buona – sebbene cambi di città in città, a Roma la media è particolarmente alta – soprattutto considerando che si tratti di un’attività il più delle volte divertente e fortemente ripagante.

 
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