Si è svolta venerdì a Roma, la penultima tappa della European Running Challenge 27x27x27, l’ambizioso progetto portato avanti da Hakaroa Vallée, atleta francese di 21 anni che convive con il Diabte tipo 1. L’obiettivo del progetto è combattere la discriminazione nei confronti delle persone affette da Diabete T1, e prevedeva di correre 27 km in ciascuna delle 27 capitali dell’Unione Europea per 27 giorni consecutivi nel periodo dal 27 luglio al 22 agosto 2026. La tappa “romana” ha avuto inizio alle 9:00 da piazza San Silvestro e ha interessato un percorso tra piazza San Silvestro, piazza Venezia, Fontana di Trevi e il Colosseo, per un totale di 27 km. L’iniziativa, sostenuta dall’Ambasciatrice di Francia in Italia Anne-Marie Descôtes, è stata pienamente condivisa da Diabete Italia, la rete associativa composta da 140 associazioni presenti in tutta Italia.
Ad accogliere e supportare Hakaroa, si sono uniti a piazza San Silvestro i rappresentanti dall’Ambasciata francese in Italia, Diabete Italia, A.D.I.G. Lazio APS (Associazione Diabete Infantile Giovanile) e A.N.I.A.D (Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici). Tutti uniti per per chiedere l’aggiornamento di leggi obsolete su integrazione, sport, lavoro e concorsi militari. Il giovane Hakaroa con il suo coraggioso progetto ha deciso di sfidare l’Europa per dimostrare che la malattia non è un limite.
Che cos’è il Diabete T1? È davvero un limite?
“Il diabete mellito di tipo 1 è una patologia cronica, autoimmune, dipendente da un’alterazione del sistema immunitario, che comporta la distruzione di cellule dell’organismo riconosciute come estranee e verso le quali vengono prodotti degli anticorpi (autoanticorpi) che le attaccano. Nel caso del diabete tipo 1, vengono distrutte le cellule del pancreas che producono insulina (cellule beta).
L’insulina è l’ormone che regola i livelli di glucosio (zucchero) nel sangue e, come una chiave che apre una porta, ne permette l’ingresso nelle cellule per essere utilizzato come fonte di energia. Il principale segno della malattia è, perciò, l’eccesso di glucosio nel sangue (iperglicemia).
Il diabete di tipo 1 rappresenta circa il 10% dei casi di diabete. È detto anche diabete giovanile o insulino-dipendente, per distinguerlo dal tipo 2 (detto anche dell’adulto), in quanto insorge, di solito, in giovane età e l’unico trattamento possibile è quello con insulina. Si sviluppa in genere durante gli anni dell’adolescenza, ma può comparire anche in bambini neonati o in giovani adulti e dura tutta la vita.
In Italia le persone con diabete di tipo 1 sono circa 300.000 e l’incidenza di questa patologia è in aumento in tutto il mondo.” *
Oggi i progressi tecnologici permettono alle persone con diabete di condurre una vita e un’attività sportiva ai massimi livelli. Nonostante questo, sopravvivono restrizioni ingiustificate nel mondo del lavoro, nell’accesso ai corpi militari e civili dello Stato, ai mutui immobiliari, nelle assicurazioni e nel conseguimento delle patenti di guida.
Diabete T1 e T2: differenze
Esistono differenze importanti ed effettive tra il diabete mellito di tipo 1 e 2:
- Il diabete di tipo 1 – come sopraindicato – è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario, per cause non completamente note, attacca e distrugge le cellule beta del pancreas responsabili della produzione di insulina. L’esordio del diabete di tipo 1 è precoce, ovvero insorge generalmente in età giovanile (giovani, adolescenti e bambini). Da sottolineare che il Diabete T1 non insorge perché i bambini/ragazzi mangiano troppi dolci o perché sono stati cattivi o disobbedienti – tesi ancora ahimè molto diffusa tra la popolazione. Sorprende che questa errata convinzione sia diffusa anche tra gli stessi bambini, sicuramente inculcata dai “più grandi”, con il solo effetto di generare sensi di colpa o discriminazione vera e propria.
- Il diabete di tipo 2 è caratterizzato sia da resistenza all’insulina (il corpo non risponde bene all’insulina), sia dalla ridotta produzione di insulina nel tempo. Il Diabete T2 è associato sia a fattori genetici (familiarità) sia ambientali come obesità, sedentarietà e dieta squilibrata. Il diabete di tipo 2 insorge prevalentemente in età adulta (più frequente dopo i 40 anni); oggi purtroppo sempre più comune anche nei giovani a causa dello stile di vita. Quindi, chi conduce una vita malsana, sedentaria e mangia troppi dolci o cibi “spazzatura”, è un soggetto predisposto a sviluppare il Diabete Tipo 2. Oggi, quest’ultima forma pappresenta circa il 90-95% dei casi di diabete e inizialmente la terapia non prevede l’uso d’insulina, ma di farmaci che riducono l’assorbimento del glucosio – come la metformina – nonché una dieta sana ed equilibrata unita a una buona pratica dello sport o dell’esercizio fisico.
Ho ritenuto utile precisare in modo personale questa differenza, anche se molto complessa, perché la ritengo importante per abbattere almeno i primi pregiudizi e discriminazioni, come puntare il dito contro i ragazzi con il Diabete T1 accusandoli di “essere stati puniti perché mangiavano troppi dolci”. Tengo altresì a precisare che ci sono tanti altri ragazzi e ragazze che in modo naturale e gentile accettano e supportano i ragazzi e ragazze con Diabete tipo 1, facendoli sentire alla loro pari e trattandoli come tutti gli altri.
Oltre al tipo di discriminazione sopraindicato, che sopraggiunge quasi subito dopo la già difficile accettazione della diagnosi, ne arrivano poi tante altre nel quotidiano, contro cui sono tutti chiamati a combattere: i singoli pazienti e i loro genitori – come è il caso appunto di Hakaroa Vallée e della sua splendida famiglia – e le associazioni come Diabete Italia, di cui riporto di seguito alcune battaglie:
La battaglia per lo sport e i concorsi militari
- L’accesso ai corpi militari e civili dello Stato: superare le barriere normative ormai anacronistiche che impediscono ad atleti con diabete, anche di fama internazionale, di entrare a far parte dei Gruppi sportivi militari e dei Corpi civili dello Stato. Una riforma attualmente in discussione al Senato (Affare n. 1024)
- La valutazione individuale di condizioni discriminanti: nel caso di specie, impedire l’espulsione dall’Accademia Aeronautica, su mera base normativa, di giovani meritevoli per il solo fatto di aver sviluppato il diabete dopo aver superato il concorso ed essere stati ammessi al relativo corso di studi. Un tema recentemente rimesso al giudizio del TAR Lazio (https://forzearmate.org/pilota-riammesso-con-riserva-il-tar-interviene-sul-caso-diabete/).
Ultima tappa di European Running Challenge 27x27x27
Il 22 agosto si è svolta a Parigi l’ultima tappa del percorso, iniziato il 27 luglio da Madrid e che prevedeva una distanza totale di 729 km attraverso le 27 capitali UE, con un impegno giornaliero di 27 km percorsi ogni giorno senza interruzioni. Tutto ciò per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul diabete, combattere le discriminazioni e protestare contro le restrizioni professionali e i divieti sui brevetti che colpiscono chi convive con il Diabete di tipo 1, promuovendo al contempo una diagnosi precoce.
Un grande grazie e supporto a Hakaroa per un impegno così coragioso, importante e tenace e un grande in bocca al lupo per le sue prossime lotte e sfide.
*Fonte: https://www.salute.gov.it/new/it/tema/diabete/diabete-mellito-tipo-1/
Azra Hrusto