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Italia, estate tragica nel turismo tra caldo e disservizi

Italia, questa è una estate bollente; a farne le spese il settore turismo che deve fronteggiare i disagi e i disservizi nazionali

Turisti con le valigie

Siamo un paese fragile, con frane, inondazioni, incendi, cui si aggiungono problemi gestionali, incidenti come quello all’aeroporto di Catania e difficoltà dovute al cambiamento climatico. Il turismo è la nostra vera grande risorsa. Bisogna porre uno stop al modo dissoluto di consumare e inquinare e prevenire la disorganizzazione dei servizi turistici.

Il grande caldo di questa estate è nemico del turismo in Italia

Che avrebbe fatto caldo, più del solito, si sapeva. Il giugno e il luglio 2023 rischiano di essere i mesi più caldi della storia d’Italia. Se ne sono accorti i turisti e gli stessi Italiani, non solo il Ministro della Sanità tedesco Karl Lauterbach : “L’ondata di caldo qui è spettacolare. Se le cose continuano così, queste destinazioni di vacanza non avranno futuro a lungo termine. Il cambiamento climatico sta distruggendo l’Europa meridionale“.

Una influencer su Tik tok ha sconsigliato di venire in Italia per via delle temperature record nella Penisola. Pensando a quello che ci attende, se non riduciamo da subito le emissioni di CO2, questo invece che il più caldo potrebbe essere un anno tra i più freschi! Le temperature sono destinate ad aumentare in media ancora nei prossimi anni, se non procediamo a contrastare efficacemente le emissioni di CO2 che concorrono a causare il riscaldamento globale.

L’agenzia spaziale europea ci aveva avvertiti, sarà un’ estate bollente

L’agenzia spaziale europea (Esa) segnala le temperature record oltre 40° portate dal ciclone Cerbero, il mastino a tre teste a guardia dell’Inferno, sottolineando che le temperature in Sicilia possono sfondare i 49°, ben oltre anche del fatidico 11 agosto 2021, giorno di caldo record in Sicilia con 48,8°! Già in diverse città italiane sono stati superati i 45° a luglio: a Roma, Napoli, Taranto e Foggia, mentre alle pendici dell’Etna sono stati già raggiunti i 47°.

Le ondate di calore non riguardano solo l’Italia, con buona pace del Ministro Lauterbach ma anche Spagna, Francia, Germania e Polonia. Madrid e Siviglia hanno toccato a luglio i 47°. Quindi il male è comune e i rimedi debbono essere presi insieme. Il troppo caldo crea problemi ai sistemi ecologici, a piante e animali, agli insetti impollinatori, alla fauna ittica che sta cambiando nel Mediterraneo.

Catania: incendio all’aeroporto e il Paese perde la faccia

All’aeroporto di Catania l’Italia sta perdendo la faccia. Un incendio scoppiato domenica sera 16 luglio scorso al Terminal A, il più importante, ha mandato il tilt da settimane lo scalo siciliano. Avrebbe dovuto riaprire il 25 luglio ma resta ancora chiuso per gli accertamenti e  riparazioni.

Importantissimo per gestire il traffico turistico, per e dall’isola, per quanti si dirigono alle Eolie, a Taormina, nei dintorni di Catania stessa. Voli cancellati all’ultimo minuto o spostati su Trapani, Comiso e Palermo. L’elenco dei bus in partenza, da mezzanotte alla mezzanotte successiva, viene pubblicato su Facebook!

Caos tra i passeggeri in cerca del bus navetta che li porti via

I passeggeri che riescono ad essere informati dal passa parola, perché il megafono non tutti lo sentono e il display che informa è solo all’interno dell’aerostazione, mentre la folla di passeggeri staziona sotto il sole. Il Terminal B è chiuso e funziona solo il C, il più piccolo.

La fila dei viaggiatori è impressionante. La Protezione civile consegna bottigliette di acqua a temperatura ambiente (cioè almeno 38°) alle persone in fila ma non basta ovviamente. Chi deve trovare il bus che lo porterà in un altro scalo siciliano è abbandonato a sé stesso. Chi lo sa che l’elenco delle partenze sta su Facebook? E comunque dov’è il bus?

Vagando e chiedendo ai vari autisti, i poveri turisti stranieri, a volte in un italiano incomprensibile, cercano la corriera per Comiso o Trapani. Non si rendono conto delle distanze chilometriche che li aspettano sotto il sole siciliano. E non è detto che una volta che trovano il bus poi ci siano i posti disponibili e non debbano aspettare un’altra corriera e perdere certamente il volo.

Il quinto scalo italiano costretto a ridurre il 70% dei voli

Lo scalo di Catania Fontanarossa, il più importante del Sud Italia assieme a Napoli, è il quinto nel nostro Paese per con poco più di 10 milioni di passeggeri all’anno (Enac 2022). Inoltre detiene il record delle prime 4 rotte più trafficate d’Italia: la Catania-Roma e viceversa (al secondo posto), e la Catania-Malpensa e viceversa (al terzo e quarto posto). Solo lunedì scorso erano previste circa 120 partenze dall’aeroporto etneo.(Gabriele Simmini – theflightclub.it 19.7.2023)

Per chi arriva i bagagli vengono consegnati a mano appena scesi dall’aereo, sottobordo. Il servizio di riconsegna bagagli è sospeso per via della chiusura del Terminal A e la indisponibilità dei nastri.

La società di gestione Sac, in coordinamento con la Protezione Civile, ha realizzanto una tensostruttura che ha aumentato la capienza del Terminal C e di conseguenza il numero di voli operati ogni ora. Questa tensostruttura avrebbe dovuto agevolare l’attesa e le operazioni di imbarco. Ma il 3 agosto la situazione s’è fatta insostenibile per i passeggeri che cercano di scappare dall’isola. L’aeroporto ha mantenuto i voli dell’area Schengen soprattutto Ryanair e Lufthansa ma ha sacrificato il traffico extra Schengen, quindi i voli da e per il Regno Unito, Riyad e Tel Aviv, Il Cairo, Luxor, Dubai e Casablanca e Istanbul, creando disagi notevoli ai viaggiatori e al turismo dell’isola. Solo il 30% dei voli previsti riesce a partire e ad arrivare a Catania.

Trapani: 60.000 passeggeri in più in una settimana

Intanto a Trapani Birgi il numero dei passeggeri è quadruplicato, 60.000 viaggiatori per quasi 500 voli in meno di una settimana, con un centinaio di pullman che fanno la spola tra una capo e l’altro dell’isola. Non c’è una ferrovia per portare passeggeri da Catania a Trapani in breve tempo. Il volo che collega i due aeroporti siciliani impiega 50 minuti e si fa con un ATR da 68 posti di Air Connect che poi prosegue su Cagliari, Firenze e Forlì. È l’unico volo interno a una Regione italiana. Per questo Salvatore Ombra, presidente di Airgest – società che gestisce lo scalo trapanese – ribadisce la necessità di dotare la Sicilia di un trasporto intermodale centrato sulle ferrovie. Intermodalità che è praticamente inesistente ad oggi.

Ai passeggeri di Ryanair l’aeroporto chiede di cambiare in maniera autonoma la carta d’imbarco. “Al fine di evitare file ai check in, i passeggeri sono pregati di modificare autonomamente dal sito di Ryanair la propria carta di imbarco, dall’aeroporto di Catania a quello di Trapani. Si raccomanda, inoltre, di raggiungere il terminal con largo anticipo”, sostiene Airgest sul propri sito.

Altro che Ponte: servono strade, acquedotti, aeroporti e ospedali

Il tilt di Catania si espande così anche agli altri aeroporti. Chi fino a poche settimane fa discuteva del Ponte sullo Stretto, adesso si rende conto che prima del ponte ci sono un milione di cose da mettere in sesto. Strade e autostrade fatiscenti, in molti paesi manca ancora l’acqua, mancano ospedali, ferrovie, mancano aeroporti adeguati alle necessità turistiche immediate e future. La Sicilia e la Calabria necessitano di servizi e infrastrutture per gli stessi abitanti lasciati da troppo tempo indietro e il Ponte appare più che un miraggio l’ennesima presa per i fondelli.

Già oberato da 100 rotte estive previste per questa estate, anche l’aeroporto di Palermo versa in gravi difficoltà logistiche. Una stagione che vede 73 collegamenti internazionali verso 26 Paesi, mentre sono 25 le compagnie aeree che operano dal Falcone-Borsellino. Con altri 26 voli domestici verso altrettante mete italiane. “Non abbiamo il personale sufficiente a gestire 8-9 mila persone in più del previsto, tante sono quelle che erano destinate a Fontanarossa” ha detto Vito Riggio, ad di Gesap, la società che gestisce lo scalo di Palermo.

L’aeroporto di Comiso continua a essere invece il più interessato dai voli dirottati da Catania, anche per un discorso di vicinanza. Circa un’ora e mezza di auto per 90 chilometri.

In alcuni giorni lo scalo ibleo ha raggiunto il  record di quasi 100 voli entro le 24 ore.

La Romagna, prima va sott’acqua e ora brucia

Da un incendio a un altro. I vigili del fuoco sono al lavoro da ore per domare un incendio che si è sviluppato a San Cassiano di Brisighella, nel Ravennate. A partire dall’alba diverse squadre arrivate da Faenza, Casola Valsenio e Marradi (Firenze) sono impegnate nella zona su un fronte di un centinaio di metri. “Le alte temperature e l’assenza di precipitazioni hanno inaridito i terreni favorendo l’innesco degli incendi nelle campagne e nei boschi, divenuti purtroppo spesso inaccessibili a causa delle frane che in seguito agli eventi alluvionali di maggio hanno reso impraticabile buona parte della viabilità poderale e delle strade forestali tagliafuoco” lo denuncia Coldiretti di Ravenna. Secondo Stefano Monti della Coldiretti di Brisighella, sono seriamente compromesse molte coltivazioni delle aziende agricole locali.

Al fine di preservare l’ecosistema forestale, il territorio e la biodiversità, e quindi di prevenire i roghi, Coldiretti Ravenna e Campagna Amica hanno predisposto una sistema informativo ad hoc rivolta a cittadini, turisti, consumatori, diffuso sia via social che nei mercati contadini. La campagna Ama il bosco, accendi il cervello, dispensa consigli sui comportamenti vietati e da evitare in zone a rischio come, appunto, l’aperta campagna e le foreste: dall’accensione di sigarette o fornellini, all’abbandono di vetri fino ai comportamenti imprudenti, come posteggiare l’auto con marmitta ancora calda a contatto con erba secca.