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04 Dicembre 2022

Pubblicato il

Iss, 4 italiani su 10 rischiano l’attacco di cuore. A influire peso, colesterolo e pressione troppo alta 

di Alice Capriotti
Circa il 5% degli intervistati riferisce una diagnosi di diabete, mentre il 41% presenta un fattore di rischio di malattie cardiovascolare
Auscultazione del cuore da parte di un medico

Secondo uno studio portato avanti da Iss, pubblicato sul sito Epicentro dell’Istituto, in 4 casi su 10 gli italiani presentano problemi cardiovascolari, di colesterolo e di pressione troppo alta, soprattutto a causa dell’eccesso di peso e della sedentarietà

I dati

Più della metà degli intervistati è altamente attento alla quantità di sale da assumere in tavola, sia durante la preparazione dei cibi che nel consumo di quelli conservati. Infatti, quasi 8 persone su 10, pari al 76%, preferiscono usare il sale iodato. 

Per quanto riguarda il rischio cardiovascolare legato al consumo di sale nell’alimentazione, durante il biennio 2020-2021, i risultati ottenuti dalla ricerca della sorveglianza Passi (Iss) mostrano come il 41% degli intervistati presenti almeno tre fattori di rischio cardiovascolare, mentre solo il 2% risulta libero dall’esposizione a condizioni di rischio già conosciute. 

Le donne e il sale

Si è inoltre notato come il 61% delle donne sappia dosare il sale più consapevolmente rispetto al 50% degli uomini. Nelle persone più mature di età, tra i 50 e i 69 anni, la percentuale sale fino al 64% rispetto al 45% negli intervistati tra i 18 e i 34 anni di età. La percentuale, inoltre, cambia fra i residenti con cittadinanza italiana, pari al 56%, rispetto al 51% degli stranieri. 

Il sale e l’istruzione

La ricerca mostra come anche l’istruzione ricopre un ruolo importante. Gli individui più istruiti, infatti, prestano maggiore attenzione all’impiego di sale nell’alimentazione; infatti, il 62% dei residenti nel Nord Italia pone maggiore l’attenzione al consumo di sale rispetto al 51% dei residenti nel Meridione.

Lo studio, inoltre, evidenzia una crescita del 9% del sale iodato dal 2015 quando era utilizzata dal 67% degli intervistati. Nel 2021 infatti la percentuale è salita al 78%

Come detto precedentemente, sono le donne ad utilizzare maggiormente il sale iodato, le statistiche parlano del 79%, rispetto al 73% degli uomini. Inoltre, viene impiegato dal 78% delle persone non in difficoltà economiche, per l’80% fra i laureati, e dal 67% di coloro che hanno la licenza elementare. Il suo consumo, infine, è maggiore tra i cittadini italiani, per il 76%, rispetto al 68% degli stranieri e per l’82% nel Nord Italia rispetto al 73% del Centro-Sud.

Le diagnosi

Nel biennio preso in questione dall’Iss, l’indagine ha rilevato che su 100 intervistatati 19 ricevono una diagnosi di ipertensione, 19 di ipercolesterolemia, 34 sono sedentari, 25 fumatori, 43 risultano in eccesso ponderale e meno di 8 persone consumano cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, come raccomandato. Inoltre, quasi il 5% degli intervistati riferisce una diagnosi di diabete. Complessivamente il 41% presenta almeno tre dei suddetti fattori di rischio cardiovascolare e solo il 2% degli intervistati risulta del tutto libera dall’esposizione al rischio cardiovascolare noto.

 

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