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26 Settembre 2020

Pubblicato il

Io, mia figlia e il Covid-19, le sfide da affrontare dal pediatra alla scuola

di Redazione

Non siamo gli uni contro gli altri. Nella lotta al Covid-19 siamo insieme genitori, pediatri e la scuola per fare le scelte migliori

Covid-19, scuola
bambini-con-mascherina a-scuola

Nessuno mette in dubbio il diritto di poter vivere in una società che sia conforme alle norme di sicurezza sanitarie e non solo. Ma la domanda è: siamo tutelati tutti o ci sono delle categorie un po’ più uguali delle altre, detto con le parole di Orwell?

Mia figlia ha compiuto un anno poco tempo fa e da una settimana ha iniziato l’asilo nido. Come lei, sono tanti i bambini che in tutta l’Italia hanno intrapreso questo percorso e altri milioni di bambini e ragazzi inizieranno il nido e i diversi gradi di scuola lunedì 14 settembre. Tutti loro e tutti noi genitori e familiari a breve ci troveremo davanti a scenari più o meno simili.

I rischi della stagione che sta per arrivare

L’arrivo dell’autunno porterà con sé l’abbassamento delle temperature e si ripresenteranno come ogni anno vari virus. E si tradurranno in raffreddori per i nostri bambini che spesso potranno subire una alterazione della temperatura corporea. Stando alle regole attuali dell’asilo, superati i tre giorni di convalescenza del bambino, è necessario il certificato del pediatra. Il quale a sua volta automaticamente sottoporrà il bambino al test anti-Covid. In attesa che il test dia il suo esito, tutta la famiglia dovrà essere sottoposta al regime di quarantena. Questo protocollo dovrà essere rispettato ogni qualvolta che i bambini o i ragazzi presentino sintomi di raffreddore o febbre.

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Se si è fortunati e si ha solo un raffreddore al mese, facendo due calcoli veloci, tra un passaggio ed un altro, fino alla totale guarigione del proprio figlio, minimo si dovrebbe stare tutti chiusi in casa una settimana. Ma se si è un po’ meno fortunati e il bambino si raffreddasse più di una volta al mese, le settimane in cui la famiglia dovrà rinchiudersi a casa saranno raddoppiate.

E qui sorgono importanti domande

Cosa succede con il lavoro di mamma e papà, se nella migliore delle ipotesi sono dipendenti e in questo caso il problema viene fatturato al datore di lavoro o allo Stato? E se mamma e papà sono autonomi o a partita Iva? Cosa accade al bilancio economico degli asili nido privati?

Un genitore, dopo che il proprio figlio e con lui tutta la sua famiglia è stata a casa per due settimane se non di più, ahimè dovrà prendere la decisione di non portarlo più, perché non tutti sono esenti dal pagamento.

E non trascuriamo anche problemi quotidiani su come fare la spesa o andare in farmacia

Potrebbe verificarsi anche un altro fatto alquanto pericoloso per tutta la società. I genitori preoccupati dai continui tamponi ai propri bambini e gravati dalle eventuali situazioni economiche dovute alla chiusura potrebbero evitare di potare i propri figli dal pediatra. Se questo accadrà saremo di fronte ad una profonda preoccupazione e ad una violazione dei nostri diritti fondamentali.

Lungi da me oppormi al test anti Covid e per fortuna che lo possiamo fare, ma deve essere attuata una procedura razionale in modo tale che tutti possano vivere in modo dignitoso, a partire dai nostri bambini passando per noi genitori fino ad arrivare ai nonni.

Alla domanda del pediatra di mia figlia “Se io fossi in grado di distinguere un semplice raffreddore dal Covid-19”, la risposta è quella di un qualsiasi altro professionista che di professione non fa il medico. Io ho le competenze per fare il mio lavoro e il medico ha le proprie. 

Quando bisogna prendere una decisione bisogna farlo in piena coscienza. Si deve essere molto responsabili delle proprie scelte ma soprattutto quelle scelte che vanno a condizionare i diritti e le libertà degli altri.

Non soffro del delirio di dover dettare le linea guida ai pediatri ma sono genitore e il bene che voglio a mia figlia nasce da uno stato naturale di essere umano che non ha bisogno di alcun giuramento.

Non siamo gli uni contro gli altri, in questa lotta siamo tutti insieme e insieme, genitori, pediatri ed educatori dobbiamo fare le scelte migliori. Per i nostri e i vostri figli, per il futuro del nostro paese che in primis sono loro.

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