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Influenza a Roma e nel Lazio, corsa dei contagi prima del rientro: 100mila persone a letto

Influenza in forte crescita a Roma e nel Lazio: 100mila malati in due settimane. Dati ISS in aumento e bimbi 0-4 anni i più colpiti

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La nuova influenza - pexel - romait.it

Nelle strade di Roma, nei bus affollati, nelle sale d’attesa dei pediatri e dei medici di base, la scena è la stessa: tosse, febbre, spossatezza. Solo che quest’anno la curva è salita prima, con un’impennata che nel Lazio ha già costretto a letto oltre 100mila persone in due settimane. A certificarlo sono i dati ufficiali della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, che segnalano una crescita rapida dell’incidenza: da valori bassi sotto 13,35 casi ogni mille assistiti a 17,43, fino a 19,61 nella settimana successiva, collocando la regione fra quelle con livelli più alti in Italia in questo passaggio di dicembre.

Influenza a Roma e nel Lazio, corsa dei contagi: la settimana 15-21 dicembre nei dati

Il punto di svolta coincide con l’ultima settimana di scuola. I medici sentinella del Lazio hanno rilevato 3.773 casi, con un’incidenza di 17,56: numeri che, letti oggi, spiegano perché molti ambulatori abbiano visto aumentare le richieste in pochi giorni. Il confronto con lo scorso anno rende l’idea dell’anticipo: nello stesso periodo del 2024 l’incidenza era 11,05 e i casi risultavano in calo, mentre spesso il picco arriva dopo la ripresa delle lezioni.

Su scala nazionale, la settimana 51 (15-21 dicembre) mostra un’incidenza complessiva di 17,1 casi per 1.000 assistiti, in aumento rispetto alla settimana precedente. Il dato aiuta a capire che Roma e il Lazio non sono un’eccezione isolata: il rialzo riguarda l’intero Paese, con intensità diverse da zona a zona.

Influenza a Roma e nel Lazio, corsa dei contagi: perché i bimbi sono in prima linea

Il dettaglio più evidente riguarda l’età. A essere maggiormente colpiti sono i più piccoli, dai neonati ai bambini della scuola dell’infanzia. Nel Lazio, nella fascia 0-4 anni, i casi segnalati con sintomi classici (febbre alta, tosse, forte stanchezza) sono stati 534, con un’incidenza di 48,74 casi ogni mille bambini monitorati: un valore che spiega la pressione su pediatri, guardie mediche e pronto soccorso pediatrici.

Gli anziani over 65, invece, si fermano a un’incidenza di 8,71. È un dato che viene spesso collegato alla maggiore adesione alla vaccinazione in questa fascia d’età e a una maggiore attenzione alle misure di prevenzione. In mezzo, adulti e studenti che, pur con quadri clinici spesso gestibili a casa, alimentano la circolazione dei virus perché si muovono molto e frequentano luoghi chiusi e affollati.

Influenza a Roma e nel Lazio, corsa dei contagi: cosa cambia con RespiVirNet e cosa circola in inverno

Da questa stagione, il protocollo RespiVirNet parla di “infezione respiratoria acuta” (ARI), superando la vecchia etichetta delle sindromi simil-influenzali: un passaggio che consente di osservare con più precisione la realtà dell’inverno, quando diversi virus respiratori possono sovrapporsi e produrre sintomi simili. In altre parole, la crescita che vediamo in questi giorni racconta un’ondata respiratoria ampia, dentro cui l’influenza stagionale ha un ruolo importante.

Nella vita quotidiana di Roma, questo significa file in farmacia per antipiretici, telefonate per visite urgenti, richieste di certificati per scuola e lavoro. E significa anche un tema di responsabilità collettiva: restare a casa con febbre, limitare contatti con persone fragili, usare buon senso negli ambienti chiusi.

Influenza a Roma e nel Lazio, corsa dei contagi: effetti su scuole, lavoro e servizi sanitari

L’anticipo ha un impatto immediato sulle famiglie: molti genitori si sono ritrovati a gestire bambini malati proprio nei giorni in cui si chiudevano le scuole, con incastri complicati fra permessi, nonni e assistenza domestica. Nelle scuole dell’infanzia e nei nidi, l’alta incidenza rende frequenti le assenze a grappolo, con classi che si svuotano in poco tempo.

Sul fronte sanitario, l’aumento concentrato in pochi giorni rischia di congestionare soprattutto i canali di prima risposta: pediatri, medici di medicina generale e pronto soccorso per i casi più seri. La regola, ricordata dagli stessi operatori, resta sempre la stessa: contattare il medico se i sintomi sono importanti, persistono o peggiorano, soprattutto nei bambini piccoli, negli anziani e in chi ha patologie croniche.

Influenza a Roma e nel Lazio, corsa dei contagi: prevenzione e prossime settimane

Il rientro a scuola dopo le feste, storicamente, è uno snodo che può favorire un ulteriore aumento dei casi. I dati ISS mostrano già una crescita rapida a dicembre, e questo rende ancora più utile rafforzare le misure di prevenzione: vaccinazione per chi rientra nelle categorie raccomandate, attenzione all’igiene delle mani, protezione delle persone fragili e gestione responsabile dei sintomi per ridurre il contagio.