Crans-Montana, rogo al “Le Constellation”: l’angoscia di Roma per Riccardo disperso e la lotta di Manfredi al Niguarda
Rogo a Crans-Montana nel locale di Capodanno: un 16enne romano è al Niguarda, l’amico risulta disperso e le famiglie attendono risposte
A Roma il passaparola corre più veloce delle conferme ufficiali. Nelle chat dei genitori, nelle telefonate ai compagni di scuola, nei messaggi che rimbalzano senza sosta, c’è una sola domanda: “Hai saputo qualcosa?”. L’incendio divampato nella notte di Capodanno (1 gennaio 2026) nel locale “Le Constellation” di Crans-Montana ha lasciato dietro di sé un bilancio pesantissimo e un elenco di nomi ancora incompleto, perché molte identificazioni richiedono tempo e procedure delicate. In questo spazio sospeso si colloca l’ansia di diverse famiglie romane: si cerca, si aspetta, si spera.
Crans-Montana, rogo al “Le Constellation”: la notte che doveva essere una festa
La località è una meta classica per chi ama la montagna e il turismo invernale. A Capodanno, come accade da anni, si ritrovano comitive di ragazzi e famiglie con seconde case. Poi, in pochi minuti, il locale si è trasformato in una trappola: fumo, calore, confusione, ferite gravi. Le prime ricostruzioni investigative indicano una possibile origine legata a candele pirotecniche usate durante i brindisi, con l’innesco nella parte alta del locale e la diffusione rapida delle fiamme. Sono elementi ancora al vaglio, insieme ai controlli su materiali e misure di sicurezza.
Crans-Montana, rogo al “Le Constellation”: Riccardo disperso, Manfredi trasferito in emergenza
In mezzo alla tragedia emergono storie che, per Roma, hanno volti e indirizzi. Riccardo Minghetti, 16 anni, risulta disperso: di lui, al momento, non c’è una localizzazione certa. La speranza dei familiari è che possa essere tra i feriti non ancora identificati, proprio perché le ustioni rendono difficile riconoscere in tempi rapidi molte persone soccorse. Il suo amico Manfredi Marcucci, coetaneo, è stato invece trasferito all’ospedale Niguarda di Milano, riferimento nazionale per i grandi ustionati, dove è seguito in un percorso clinico complesso ma descritto come stabile.
Crans-Montana, rogo al “Le Constellation”: il padre che lo trova in strada e lo porta a Sion
C’è un dettaglio che racconta l’umanità di certe notti: il padre di Manfredi che, saputo dell’incendio, raggiunge il locale e trova il figlio all’esterno, ferito, insieme ad altri giovani in condizioni critiche. Li carica in auto e li accompagna verso l’ospedale di Sion, dove scatta la prima risposta sanitaria. Poi la catena dei trasferimenti: per Manfredi, l’Italia; per altri, reparti specializzati in Svizzera e altrove. Intanto i genitori di Riccardo seguono il filo delle liste, dei reparti, dei controlli incrociati: un percorso che non è solo burocratico, ma emotivamente devastante.
Crans-Montana, rogo al “Le Constellation”: identificazioni lente, indagine sulle responsabilità
Gli investigatori svizzeri hanno davanti un lavoro difficile: oltre a chiarire la dinamica dell’innesco, devono verificare se vi siano state omissioni o irregolarità. In parallelo, gli ospedali e le autorità procedono con riconoscimenti che possono richiedere esami approfonditi, proprio a causa della gravità delle ustioni. Il dato umano, però, resta il più duro: ogni ritardo significa un giorno in più di attesa per chi, da Roma, aspetta una chiamata che dica “è vivo” o, almeno, “è stato identificato”.
Crans-Montana, rogo al “Le Constellation”: il cordoglio istituzionale e la città che resta in silenzio
Il sindaco Roberto Gualtieri ha espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e dei feriti, a chi è in attesa di notizie e alle autorità impegnate nei soccorsi e nelle operazioni di identificazione. È il linguaggio delle istituzioni, ma dentro quelle frasi Roma riconosce un sentimento comune: quando un ragazzo non risponde, l’intera città si ferma per un istante, anche se le strade restano piene e la vita va avanti.
