Fiumicino, foto nude create con l’IA nelle chat dei tassisti: quattro donne scoprono tutto e denunciano
A Fiumicino foto false create con IA hanno colpito tre bariste e una tassista: circolavano nelle chat dei tassisti. Denuncia e indagine per revenge porn
A Fiumicino, un gruppo WhatsApp di tassisti diventa — secondo la ricostruzione emersa nelle ultime ore — il luogo dove per mesi avrebbero girato foto manipolate con l’intelligenza artificiale: immagini pornografiche costruite senza consenso, usando il volto e il corpo di quattro donne reali. Tre sono bariste, riprese mentre lavoravano dietro il bancone; la quarta è una tassista, fotografata durante un’iniziativa collegata alla categoria. La scoperta risale allo scorso giugno e le vittime, tramite l’avvocato Roberto Staro, hanno presentato denuncia alla Procura di Civitavecchia, che procede con l’ipotesi di revenge porn.
Fiumicino, foto nude create con l’IA nelle chat dei tassisti: la scena che fa emergere tutto
Non è un investigatore a scovare il primo indizio, ma un marito. Entra in un bar della zona per un cappuccino, incrocia un collega e vede aprirsi sullo schermo una chat nella quale lui, paradossalmente, non è nemmeno presente. L’amico gli mostra una foto della moglie: è al lavoro, riconoscibile, ma appare nuda. Un falso, certo, però abbastanza realistico da colpire come un pugno. La telefonata a casa arriva subito e per la donna, quando guarda l’immagine, è un crollo: incredulità, vergogna, paura di essere giudicata, timore che quel materiale possa arrivare al datore di lavoro o ai clienti.
Fiumicino, foto nude create con l’IA nelle chat dei tassisti: bar, taxi e un paese che parla sottovoce
In città di mare come Fiumicino la rete sociale è fitta: baristi, tassisti, clienti abituali, volti noti. Proprio per questo la storia pesa doppio. Chi subisce non deve solo gestire l’offesa personale, ma anche la sensazione di essere osservata, commentata, “messa in piazza” in un circuito chiuso dove le voci corrono veloci e le smentite arrivano lente.
Le vittime, raccontano le fonti, avrebbero cercato aiuto anche chiedendo informazioni a tassisti conosciuti: il problema, oltre al contenuto in sé, è capire chi abbia scattato le foto originali e chi le abbia trasformate e condivise. E in questo passaggio emerge un clima fatto di reticenze, silenzi, porte che non si aprono.
Fiumicino, foto nude create con l’IA nelle chat dei tassisti: altre immagini, stesso copione
Quando il marito della prima barista si rende conto che non si tratta di un episodio isolato, il quadro si allarga: nella chat compaiono foto manipolate riferite ad altre tre donne, due collegate allo stesso locale e una tassista. Cambiano i volti, non cambia la dinamica: immagini rubate alla normalità — un turno dietro al bancone, un evento di lavoro — trasformate in pornografia e poi fatte circolare come se fosse materiale “da gruppo”.
Fiumicino, foto nude create con l’IA nelle chat dei tassisti: la denuncia e l’indagine
A giugno arriva la decisione comune: denunciare. La Procura di Civitavecchia apre un fascicolo e lavora sull’ipotesi di revenge porn. Da qui in avanti, il nodo diventa duplice: identificare chi ha creato e diffuso i falsi e ricostruire la catena di condivisione, perché nei gruppi digitali la responsabilità non è solo di chi produce, ma anche di chi rilancia, conserva, commenta, alimenta la gogna.
Fiumicino, foto nude create con l’IA nelle chat dei tassisti: perché questa storia riguarda tutti
La tecnologia corre più veloce della consapevolezza. Oggi bastano pochi minuti e un’app qualunque per alterare un’immagine e farla sembrare autentica. Ma il danno resta reale: reputazione, lavoro, serenità, relazioni. Ed è questo il punto che la vicenda di Fiumicino mette davanti agli occhi: l’intelligenza artificiale non “inventa” soltanto, può colpire persone precise, in luoghi precisi, con effetti che arrivano al bar sotto casa e alla postazione taxi.
