Civitavecchia, alunne raccontano presunti abusi: docente ai domiciliari dopo l’indagine della Polizia
Alcune alunne di un istituto superiore di Civitavecchia si sarebbero rivolte a insegnanti dell’istituto, confidando presunti atteggiamenti a sfondo sessuale attribuiti a un professore
Studenti
A Civitavecchia la Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare nei confronti di un insegnante indagato per reati a sfondo sessuale commessi, secondo l’ipotesi accusatoria, ai danni di tre studentesse minorenni. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Civitavecchia e richiesto dalla Procura, arriva dopo una serie di accertamenti svolti dal Commissariato cittadino, in un contesto che la stessa Polizia definisce “delicato” per la natura delle contestazioni.
Dal racconto in aula alla denuncia: come sarebbero emersi i sospetti
Il punto di partenza, secondo la ricostruzione fornita dalla Polizia di Stato, sarebbe stato un gesto di fiducia: alcune alunne di un istituto superiore della cittadina portuale si sarebbero rivolte a insegnanti dell’istituto, confidando presunti atteggiamenti a sfondo sessuale attribuiti a un professore. Non solo parole: nel racconto raccolto dagli investigatori, si parlerebbe anche di comportamenti non verbali.
L’intervento del Commissariato e gli accertamenti coordinati dalla Procura
A quel punto la scuola avrebbe contattato il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Civitavecchia, avviando l’interlocuzione con gli investigatori di via della Vittoria. L’attività di polizia giudiziaria si è mossa sotto il coordinamento dei pubblici ministeri della Procura di Civitavecchia, che hanno seguito passo dopo passo la raccolta degli elementi, con procedure adeguate all’età delle presunte vittime.
Audizioni protette: la tutela delle minorenni durante l’ascolto
Nella nota ufficiale si parla di audizione protetta, effettuata con la presenza di uno specialista incaricato dalla magistratura. È uno snodo importante, perché in casi che coinvolgono minorenni l’ascolto richiede strumenti specifici: non è un dettaglio tecnico, ma una garanzia di protezione e correttezza del percorso, utile anche sul piano processuale.
Le accuse: allusioni, doppi sensi e presunti contatti fisici su tre ragazze
Il quadro investigativo descritto agli atti parlerebbe di allusioni e doppi sensi, oltre a presunti contatti fisici ritenuti “lascivi” su almeno tre giovani studentesse. È su questa base che, ultimate le indagini, la Procura ha chiesto l’emissione di una misura cautelare. Il GIP ha accolto la richiesta, disponendo il provvedimento poi eseguito dagli agenti del Commissariato.
Docente ai domiciliari: cosa prevede ora la misura cautelare
L’indagato è stato posto agli arresti domiciliari ed è a disposizione dell’Autorità giudiziaria. La contestazione indicata nella comunicazione della Polizia di Stato è quella di violenza sessuale aggravata. Il passaggio in sede giudiziaria serve anche a fissare un perimetro di controllo, riducendo il rischio di reiterazione e preservando la serenità delle persone coinvolte, in particolare delle minori.
Scuola e istituzioni: il valore della segnalazione tempestiva
La Polizia di Stato sottolinea la “perfetta sinergia” che avrebbe permesso di far emergere i fatti e interrompere in poco tempo la condotta contestata. In una città come Civitavecchia, dove scuola e famiglie si incrociano ogni giorno, la rapidità della segnalazione e la scelta di affidarsi a canali ufficiali diventano un elemento decisivo per proteggere chi denuncia e per consentire alle istituzioni di intervenire con strumenti adeguati.
Presunzione di innocenza: a che punto è il procedimento
La stessa nota precisa che quanto emerso riguarda la fase delle indagini preliminari. Per l’indagato vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza irrevocabile di condanna. Saranno gli sviluppi giudiziari a chiarire la fondatezza delle accuse e a definire il quadro completo della vicenda.
