In piazza a Roma contro la Bolkestein

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Si è svolta ieri nella Capitale la manifestazione in difesa dei posti di lavoro della categoria dell'ambulantato, minacciati dall'applicazione della direttiva europea Bolkestein, recepita dal governo italiano con decreto legge nel 2010, che rimette a bando tutte le concessioni per il commercio su area pubblica entro il maggio 2017. Sono in ballo circa 200mila posti di lavoro.

La manifestazione è stata organizzata da diverse associazioni di ambulanti e dai lavoratori del settore balneare. Armati di fischietti e bandiere, i manifestanti che hanno presidiato Piazza della Repubblica sono venuti un po' da tutta la penisola; presenti anche alcuni leader politici, tra cui Matteo Salvini e Gianni Alemanno, intervenuti sul palco allestito sulla piazza dove risalta la scritta "No Bolkestein". "Questa è una parte importante del lavoro italiano che rischia di essere distrutta da un'applicazione sbagliata della direttiva", ha detto l'ex sindaco Alemanno. Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, invece, ha dichiarato: "Se l'Europa è quella della Bolkestein, meglio soli che male accompagnati".

Anche la Sinistra italiana di Fassina, Forza Italia con Maurizio Gasparri e Renata Polverini, Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni e altri rappresentanti politici hanno aderito al sit-in in piazza della Repubblica, sostenendo i motivi del no alla direttiva europea.

Presente anche il M5s, a fianco del commercio ambulante italiano che combatte contro la liberalizzazione selvaggia dei servizi, che a partire dalla primavera del 2017, rischia di distruggere il settore. "Gli ambulanti devono restare fuori dalla Bolkestein", si legge sel blog del Movimento, "I mercatini in strada, non le bancarelle abusive, sono un patrimonio culturale ed economico del nostro Paese che non può essere snaturato per mano delle solite multinazionali. stiamo parlando di circa 160mila piccole aziende e oltre 200mila occupati", sostengono i pentastellati.