Prima pagina » Cultura » Festival dei Due Mondi 2026, anteprima al Senato: “Radici”, lirica d’apertura e nuove rotte per Spoleto

Festival dei Due Mondi 2026, anteprima al Senato: “Radici”, lirica d’apertura e nuove rotte per Spoleto

Al Senato, Spoleto Festival Friends presenta il Due Mondi 2026: tema Radici, apertura lirica, arti visive e Academy. Roma e Spoleto in dialogo

Fabrizio Abate, Daniele Cipriani

Fabrizio Abate, Daniele Cipriani

Roma, Palazzo Madama. Il Festival dei Due Mondi 2026 si è presentato in anteprima dentro un luogo simbolico, con l’arte al centro e una domanda che aleggia da mesi: che futuro avrà la cultura, se vuole parlare a pubblici nuovi senza perdere identità? L’incontro, promosso da Spoleto Festival Friends e dalla presidente Ada Urbani, ha riunito istituzioni e direzione artistica per un primo racconto pubblico di date, linee guida e obiettivi della prossima edizione: dal 26 giugno al 12 luglio 2026.

Palazzo Madama e il “Due Mondi” 2026: l’arte torna al centro del dibattito

A dare il perimetro politico-culturale della giornata è stato Maurizio Gasparri, che ha definito il Senato “casa della cultura”, rivendicando il valore degli appuntamenti ospitati a Palazzo Madama e lodando l’azione di promozione internazionale portata avanti dall’associazione. Parole che, al di là della formula, segnalano un punto concreto: il Festival di Spoleto continua a essere percepito come asset nazionale, non soltanto locale.

Nella sala, accanto alla rappresentanza parlamentare, anche le istituzioni dei territori chiamati in causa dal progetto culturale: il sindaco di Spoleto Andrea Sisti e il vicesindaco di Roma Silvia Scozzese. Il messaggio, in questa cornice, è stato chiaro: Spoleto lavora per accogliere, Roma per sostenere un dialogo che produce ricadute su promozione culturale, relazioni, visibilità internazionale.

Spoleto 26 giugno–12 luglio: “Radici” come tema e come dichiarazione d’intenti

Il cuore della presentazione è stato affidato al nuovo direttore artistico Daniele Cipriani. Il titolo-tema scelto per il 2026, “Radici”, è stato raccontato come un ritorno alla sorgente: radici culturali e simboliche, ma anche un richiamo alle origini del Festival e alla figura del fondatore Gian Carlo Menotti, evocato più volte nel corso dell’incontro.

Sul piano della programmazione, la prima indicazione è una scelta netta: apertura già dal 26 giugno con la grande lirica, e poi un calendario che punta a rendere Spoleto “Festival tutti i giorni”, superando l’idea di un evento concentrato soltanto nel fine settimana. È anche qui che si vede un’impostazione: allargare la presenza in città e, con essa, l’orizzonte di pubblico.

Prime assolute “in esclusiva” e più arti: la strategia di Cipriani per la nuova edizione

Uno dei punti più discussi riguarda le prime assolute: secondo quanto riportato durante l’anteprima, non verranno riproposte fuori dal Festival per almeno cinque mesi. Una regola che, letta in controluce, è una promessa al pubblico e agli addetti ai lavori: a Spoleto si viene per vedere ciò che altrove non c’è, almeno per un tempo significativo.

Accanto al cartellone performativo, è prevista un’espansione delle arti visive e l’introduzione di una sessione dedicata alla letteratura. Un passaggio tutt’altro che marginale: la letteratura viene presentata come “nuova” nella cornice 2026, pur riconoscendo che iniziative legate ai libri sono state promosse da tempo proprio dai Friends. In parallelo, l’annuncio della Due Mondi Academy e di un percorso formativo per giovani musicisti mette sul tavolo un tema decisivo: non solo spettacolo, ma anche filiera, formazione, crescita di talenti.

Anna Fendi e l’eredità di Menotti: “anni d’oro” come memoria, non nostalgia

Nel saluto della presidente onoraria Anna Fendi, il riferimento agli “anni d’oro” iniziali ha avuto il tono di una rievocazione affettiva e, insieme, di una richiesta implicita: tornare a un Festival capace di segnare il tempo, senza trasformare la memoria in cartolina. Fendi ha confermato l’impegno a collaborare con Fondazione e Friends per sostenere il successo della manifestazione, in una continuità che unisce mecenatismo, relazioni culturali e sostegno progettuale.

I Friends: non solo eventi, anche tutela del patrimonio con il restauro degli arazzi

Ada Urbani ha portato un esempio concreto di “cura” culturale che va oltre il cartellone: il restauro di arazzi storici legati alla tradizione cittadina, con riferimento a un tessuto appartenuto alla regina Cristina di Svezia e parte di una serie conservata dal Comune. È un tassello che parla di identità materiale: promuovere uno spettacolo internazionale, ma anche proteggere ciò che racconta la storia di Spoleto.

Intelligenza artificiale e arte: il tema che entra nei festival e nei palazzi

Non poteva mancare il capitolo più contemporaneo: l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’arte, con il suo carico di interrogativi estetici, professionali ed etici. Nell’incontro è stato ricordato anche un lavoro già avviato dai Friends, che nel 2025 hanno promosso a Spoleto un appuntamento dedicato a “intelligenza artificiale nell’arte” e ai profili etici, con relatori di rilievo fra cui padre Paolo Benanti e figure legate all’ENIA. Se “Radici” è il titolo, il sottotesto è evidente: tenere insieme origine e futuro, senza perdere di vista la centralità della persona e del gesto creativo.

Qui uno stralcio dell’intervento di Ada Urbani presidente Spoleto festival Friends

Qui uno stralcio dell’intervento del direttore artistico del Festival Due Mondi Daniele Cipriani