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26 Settembre 2020

Pubblicato il

Il weekend nero della Ferrari: una dolorosa resa alla vigilia di Monza e Mugello

di Enrico Salvi

La Rossa esce dal Belgio lontana dalla zona punti e con le ossa rotte. Il rischio concreto ora è quello di fare figuracce in casa propria, per macchiare una storia gloriosa

Mattia Binotto

Che questa fosse un’annata complicata lo si era capito fin dall’inizio. Nonostante il podio alla prima gara (GP d’Austia) di Charles Leclerc, già nel replay della settimana successiva (GP di Stiria) si erano viste le grandi falle nella SF1000. In sei gare due podi in totale (quello ancora del monegasco a Silverstone) ma a Spa-Francorchamps, nella cosiddetta “università dell’automobilismo” della Formula 1, la Ferrari ha toccato il fondo.

Non due ritiri per incidente, come successo in Stiria o in Brasile l’anno scorso, peggio. Un weekend dove, tra qualifiche e gara, la Rossa di Maranello è stata, prestazioni alla mano, la settima macchina in pista. Al sabato un record negativo ritoccato dopo oltre 10 anni, ossia quello di non aver passato il Q2 con entrambe le macchine in condizioni standard (senza pioggia o problemi tecnici). In gara l’onta di essere sverniciati da macchine come Alpha Tauri (la sorella minore della Red Bull) e addirittura dal team “clienti”, ossia l’Alfa Romeo, in possesso della stessa motorizzazione.

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Un disastro rispetto all’anno scorso, quando la Ferrari a Spa monopolizzava la prima fila in qualifica e in gara otteneva la prima vittoria in carriera di Charles Leclerc. Un passo indietro evidente anche rispetto alle prestazioni stagionali, che vedevano le Ferrari ai limiti della Top 10 al sabato e leggermente migliore nel passo gara alla domenica. Solo un grande sussulto di Charles Leclerc al via ha consentito al monegasco di guadagnare 4 posizioni al primo giro, prima di avere problemi di potenza e tornare indietro. 13° e 14° posizione al via, 13° e 14° posizione al traguardo. È mancato tutto: potenza, gestione gomme, grip, carico aerodinamico. Oltre ai problemi di motore dopo l’accordo segreto con la FIA, anche evidenti defezioni a livello di set-up nel weekend belga. Il tutto concentrato nel team radio sfuggito a Leclerc dopo il pit stop (“Putain de sa race”) al quale Charles ha chiesto scusa.

Festa per i 1000 GP della Ferrari che potrebbe diventare un incubo

Così, dopo la “disfatta delle Ardenne”, con un calendario così compresso (17 gare in poco più di 5 mesi), arrivano immediatamente due tra le gare più attese, il Gran Premio d’Italia a Monza ed il millesimo GP della Ferrari, nella pista di proprietà al Mugello. L’incubo di finire disintegrati nelle gare di casa (e di festa) è più vivo che mai, visto il periodo di crisi tra i peggiori nel terzo millennio. Parola ‘crisi’ che non viene presa in considerazione da parte di Mattia Binotto, che parla di tempesta non risultando molto credibile in quanto a metafore.

Stamattina nei social della scuderia è apparso un messaggio che invita ai tifosi a sostenere la squadra. Ma la pazienza è al lumicino e si attende presto un forte segnale dall’alto, un messaggio da parte di una dirigenza che sembra più tenere d’occhio l’animo commerciale rispetto a quello sportivo.

 
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