Pubblicato il

Virus latino

Il Latinoamerica ai tempi del Coronavirus, di Mimmo Politanò

Non è che tutti gli esimi presidenti di tutte le nazioni mondiali siano stupidi al punto da non intuire veramente la pericolosità di un virus ‘sconosciuto’

Jair Bolsonaro, Brasile

‘Era inevitabile: l’odore dei corpi lasciati per strada a compiere un amaro destino. Il vecchio e pensionato dottore cercava di farsi largo verso la casa del suo paziente tentando di trovare un modo per non calpestarli. Appena entrò nella casa ancora al buio, quasi svenne. Altri corpi gettati su una specie di letto arrugginito, giacevano come immagini dipinte da Goya, con gli occhi fuori dalle orbite e bocche spalancate alla ricerca affannosa di respirare un po’ d’aria, per l’ultima volta’. “Per tutto il tempo – lungo o breve, non importa, perché la vita si misura dall’intensità con cui si vive.”

Che mi accade? Devo scrivere un articolo sul Sudamerica al tempo del Coronavirus, e Gabriel e Luis, s’impossessano della mia anima come se volessero parlare loro al mio posto? Come se loro ne avessero più diritto? Perché più bravi e perché nell’altra dimensione in cui ora si trovano, gli eventi si svolgono forse sotto un’altra luce? La luce del bene? Della verità? Della Giustizia? Della libertà? Della fratellanza? Dell’eguaglianza? Quella sotto cui le ombre del potere svaniscono, allo zenit di un giudice divino? Dove i soldi non hanno più alcun senso? Dove l’onnipotenza crolla ripiegandosi sulle proprie colpe?

Non nego che mi piacerebbe avere il talento di questi due fratelli che hanno raccontato la vita con il coraggio dei liberi: dei liberi muratori. Ma non avendolo vi dovrete accontentare del mio stile mediocre e dei miei punti di vista non aderenti a discorsi di giornalisti prezzolati, né a linee editoriali imposte dai dominanti internazionali.

Intuita fin dall’inizio di gennaio, la gravità di quello che stava accadendo, ho tentato di informare il più velocemente possibile, la maggior quantità di amici italiani e latinoamericani. E l’ho fatto con video da Facebook, da Instagram, da WhattSapp; inoltre, da ‘Accarezzami l’anima’ a RadioRadio e da ‘Fuera de Control’, programma di Radio Pop, 96.1 d’Argentina, del mio amico giornalista Juan Alberto Barriento. Sono stato realista (ma per qualcuno, catastrofista e molto peggio) perché la mia coscienza mi impone di non negare le verità di cui vengo a conoscenza; pur se spesso esse sono considerate frutto della mia fervida fantasia.

In latinoamerica alcune persone mi hanno dato ascolto; altre no. Perché in Argentina, come in Cile, in Uruguay, Perù, Brasile, Ecuador, Venezuela, Messico, Colombia, eccetera, il corona virus, non è un puro problema sanitario, ma politico; e come tale un problema di destra, di sinistra, di comunisti e fascisti, di conservatori e progressisti.

In Argentina il governo di sinistra di Alberto Fernandez , in Brasile quello di destra  del neroniano Jair Bolsonaro, in Ecuador di Lenin Moreno, di rimembranze russe, in Colombia quello di Ivan Duque Marquez, in Uruguay, in Cile, e in tutte le altre nazioni, sud e centroamericane, sono stati commessi i medesimi ‘errori’ dell’Italia e della Spagna, che hanno sottovalutato il problema. Per non parlare poi degli USA di Trump.

La mia impressione, in realtà, non è che tutti gli esimi presidenti di tutte le nazioni mondiali siano stupidi al punto da non intuire veramente la pericolosità di un virus ‘sconosciuto’. Il mio pensiero è che vi sia stato un accordo segreto fra esponenti delle più potenti super logge massoniche internazionali (Ur-Lodges) per far perire il maggior numero di persone, mettendo in atto una selezione biologica di memoria nazista, per terrorizzare quelle che non moriranno, e imporre come ineluttabili, misure repressive e dittatoriali; di cui Noam Chomsky ha scritto una lista  di dieci strategie della manipolazione attraverso i media.

Quando incontrai il venerabile Licio Gelli a villa Wanda, mi parlò a lungo dei suoi rapporti con la Cina e mi fece vedere tutti i libri scritti in cinese che parlavano ampiamente di lui. Il che potrebbe dare una spiegazione sulle iniziazioni degli ultimi presidenti cinesi alle Ur-Logdes più potenti del mondo.

E per farvi fare una risata liberatoria ( ma poi non tanto) l’osservatore attento, si rende conto, che il cliché del ‘protocollo’ mondiale da mettere in atto durante la pandemia, è unico; cambiano solo gli idiomi. E resta pure, guarda un po’, in tutte le nazioni, una raccomandazione vitale: “Fate sesso virtuale!” Ma a proposito di sesso…i super miliardari dominanti, ci stanno forse sodomizzando?

 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Sostieni il nostro giornalismo


Commenti dei nostri lettori

1 commenti trovati
Condividi