Prima pagina » Ambiente » Fori Imperiali, Domenica Ecologica con Metro C e cargo-bike: Roma 2030 in 17 obiettivi

Fori Imperiali, Domenica Ecologica con Metro C e cargo-bike: Roma 2030 in 17 obiettivi

Un esperimento urbano, “una mattinata dedicata alla Mobilità Sostenibile” che ha unito attività pratiche e una proposta politica chiara

Roma 2030, 17 obiettivi per una mobilità sostenibile

Roma 2030, diciassette obiettivi per una mobilità sostenibile

Il Colosseo sullo sfondo, via dei Fori Imperiali senza il solito rumore di motori, e un’energia fatta di volontari, famiglie, ciclisti, curiosi. La Domenica Ecologica del Comune di Roma, stavolta, ha avuto il sapore di un esperimento urbano: “Una mattinata dedicata alla Mobilità Sostenibile” che ha unito attività pratiche e una proposta politica chiara.

Visite guidate alla nuova archeo-stazione della Metro C, laboratori ambientali, raccolta dati sugli spostamenti in città, ecopesca, biciclettate, prove di cargo-bike: il cuore della Capitale è diventato per qualche ora un luogo dove si immagina come muoversi meglio, con meno auto e più diritti.

Un appuntamento pieno di persone e di proposte concrete

A organizzare e animare l’iniziativa sono state Associazione Collina della Pace, Bike4City Roma, Coordinamento FIAB Lazio, Legambiente Lazio e circolo Gemme, Movimento Diritti dei Pedoni, Odissea Quotidiana, Salvaiciclisti Roma, Salvaiciclisti Roma, Streets for Kids, con DoctorBike come partner tecnico.

Un insieme di sigle diverse per storia e sensibilità, ma unite da un’idea semplice: la mobilità non è solo traffico, è tempo, salute, sicurezza, accesso ai servizi, qualità dello spazio pubblico.

Le associazioni hanno parlato di un “grande obiettivo per Roma verso il 2030”: trovare soluzioni capaci di “ridare spazio alle persone, alla vita e alla bellezza”, togliendolo allo strapotere dell’automobile. La frase colpisce perché detta lì, a pochi passi dai monumenti più fotografati del mondo, suona come una domanda rivolta a tutti: a che cosa serve una città splendida se viverla diventa faticoso, lento, pericoloso?

Metro C, educazione ambientale e ascolto: la città si misura sul quotidiano

La visita alla nuova archeo-stazione della Metro C ha rappresentato uno dei momenti più seguiti. Non per la curiosità turistica, ma per l’idea che una stazione non è un punto sulla mappa: è un accesso, un percorso, una catena di scelte. Chi prende la metro ogni giorno sa quanto contino l’ultimo chilometro, i tempi di attesa, la sicurezza degli attraversamenti, le connessioni con autobus, bici e camminate.

Accanto, i laboratori di educazione ambientale hanno avuto un tono leggero, ma non superficiale: parlare di aria, rumore, spazio pubblico con bambini e adulti significa seminare comportamenti e consapevolezza. La raccolta dati sulle esigenze di spostamento ha dato un taglio quasi “da officina”: domande, schede, confronto, segnalazioni. Il punto non era raccontare un futuro astratto, ma capire che cosa manca oggi, quartiere per quartiere, fascia d’età per fascia d’età.

Poi le bici: biciclettate, micromobilità, prove di cargo-bike. Vedere una cargo-bike in azione davanti al Colosseo aiuta a capirne l’utilità: non è un oggetto di nicchia, può diventare un mezzo per accompagnare figli, fare consegne, portare spesa, sostituire tratti in auto, se la rete ciclabile è continua e protetta.

Roma 2030, i 17 obiettivi: dalla sicurezza stradale alla “città dei 15 minuti”

Nel momento centrale della mattinata è stato presentato il documento “Agenda Duemila30 per una mobilità sostenibile e inclusiva a Roma”, articolato in 17 obiettivi. Il primo è quasi un giuramento: “zero morti in strada”, cioè azzerare decessi e violenza stradale con politiche coerenti e controlli. Subito dopo, l’attuazione del Biciplan: una rete ciclabile che non sia un mosaico incompleto, ma un sistema sicuro e utile.

L’obiettivo “città per le persone” richiama spazi pedonali e attraversamenti protetti, marciapiedi praticabili, piazze dove si possa camminare e sostare. Sul trasporto pubblico, il documento chiede cura del ferro, prolungamenti e nuove metro, tramvie, anello ferroviario, più autobus elettrici, corsie preferenziali e intermodalità: parole che a Roma significano una cosa sola, servizio affidabile, perché senza affidabilità le alternative all’auto restano teoria.

C’è poi “Roma città 30”, limite a 30 km/h nelle aree urbane, e l’idea di “strade scolastiche” senza auto davanti alle scuole, insieme alle “strade verdi” con più verde stradale. Sulla micromobilità e lo sharing, l’obiettivo è ampliare i servizi di monopattini, bici, scooter e auto elettriche, con politiche che rendano il sistema ordinato e funzionale.

Il documento insiste su inclusione e accessibilità: una “città giusta” che contrasti la trasport poverty e renda i mezzi accessibili e sicuri per tutte e tutti. Propone anche governance dedicata e “road diet”, cioè ripensare la sezione stradale e ridurre spazio destinato all’auto privata.

Molto romano il passaggio “meno auto in città”: una Capitale dove le macchine aumentano e la sosta vietata è un problema quotidiano, con strade che sembrano parcheggi permanenti. Poi la qualità dell’aria, collegata a misure come Fascia Verde, ciclabilità, congestion charge, potenziamento del trasporto pubblico e sharing mobility, perché respirare meglio non è un lusso.

Gli ultimi obiettivi parlano di eventi e campagne di informazione, educazione stradale per bambini, adolescenti e adulti, e rispetto delle regole: stop a parcheggio selvaggio, riduzione delle velocità, rispetto delle ordinanze e delle misure nelle Ztl.

Perché questa mattinata conta per Roma

La forza dell’iniziativa sta nel mettere insieme una scena concreta e un’agenda di richieste verificabili. Via dei Fori Imperiali, per qualche ora, ha mostrato che il centro può essere vissuto in modo diverso e che il tema non riguarda solo chi va in bici: riguarda chi cammina, chi prende autobus e metro, chi accompagna figli, chi lavora in città, chi visita Roma.

Le associazioni hanno annunciato un percorso collettivo aperto a nuove adesioni e contributi, rivolto a chi governa e governerà la Capitale. In altre parole, non un evento isolato, ma un invito al confronto su scelte e cantieri della transizione ecologica. Roma 2030, qui, non è uno slogan: è un cronoprogramma implicito, fatto di infrastrutture, regole, manutenzione e cultura urbana.