22 Luglio 2021

Pubblicato il

Il fiore di Maggio: l’ortensia

di Redazione

Green Passion, di Federica Basili

“Ben venga maggio
e 'l gonfalon selvaggio!
Ben venga primavera,
che vuol l'uom s'innamori:
e voi, donzelle, a schiera 
con li vostri amadori,
che di rose e di fiori,
vi fate belle il maggio,
venite alla frescura
delli verdi arbuscelli. 
Ogni bella è sicura
fra tanti damigelli,
ché le fiere e gli uccelli
ardon d'amore il maggio”.

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Angelo Poliziano

Il mese di maggio, insieme a quello di aprile, rappresenta il vero emblema della primavera: profumi che anticipano l’estate, giornate più lunghe,  spighe e balle di fieno che si iniziano a vedere nei campi di un verde brillante e, infine, il trionfo dei fiori che finalmente pongono fine ai freddi colori dell’inverno. Quale miglior fiore racchiude in sé il senso allegro e vivo di questa stagione se non l’ortensia?

LA STORIA 
La prima volta che fu pronunciato il nome di questo fiore, risale al 1771 quando il naturalista francese Philibert de Commerson battezzò alcuni di questi fiori in onore della sua amatissima Hortense de Nassau. Paradosso dei paradossi, il nome botanico dell’ortensia, Hydrangea, riconduce invece ad una figura  terribile e molto lontana dal romanticismo di Commerson, ossia Hydra: famigerata figura della mitologia che appariva sotto le sembianze di una figura femminile caratterizzata per i velenosissimi serpenti in luogo dei capelli che dovrebbero richiamare appunto le sporgenze presenti sulle capsule di queste piante. Rimanendo nell’ambito all’etimologia della parola, Hydragena derivera verosimilmente dalle due parole greche hydros (acqua) e angeion (vaso), proprio per la forma delle capsule contenenti i semi che assomigliano a dei piccoli coni d'acqua.

Nel XVIII secolo l’ortensia era una pianta molto diffusa già in tutta  Europa, in America e anche in Giappone dove si presume popolasse i giardini già dal 1600.  Nel 1700 la sua capacità di cambiare il colore dei suoi petali la rese una pianta quasi miracolosa e per tale ragione molto famosa, fino a che non si arrivò a comprendere il motivo di questo affascinante mistero: i petali della pianta assumono diverse tonalità a seconda degli elementi chimici presenti nel terreno in cui vive.

LA COLTIVAZIONE
L’ortensia è definita comunemente un arbusto perenne; essa si spoglia nei mesi freddi e rifiorisce agli albori della primavera. Si tratta di una pianta che ama particolarmente gli ambiente molto luminosi, ma mai l’esposizione ai raggi diretti che potrebbero in poche ore ridurla ad un insieme di petali secchi. Per tale ragione, nel coltivare una di queste piante, è necessario avere cura di annaffiarla abbondantemente assicurandosi che il terriccio sia sempre umido senza mai arrivare ad un vero e proprio ristagno idrico, potenziale fonte di parassiti e funghi.

Sebbene questa specie possa essere facilmente coltivata in appartamento, è consigliabile piantarla in giardino o in un ambiente esterno: sembrerebbe infatti che le ortensie da appartamento tendano a non fiorire ogni anno diversamente da quelle trapiantate all’esterno. Grazie alla sua “eterna” esistenza, l’ortensia sopporta molto bene le basse temperature.

Riguardo al cambiamento del colore dei petali, si può considerare che un terreno alcalino tenderà a rendere le foglie rosa o rosse, mentre un terreno acido darà adito a foglie blu o porpora; un terreno il cui ph tende alla neutralità, farò crescere ortensie dai fiori blu e celeste. Vi sono poi dei piccoli trucchi tesi ad intensificare il colore delle foglie come, ad esempio, nel caso di un terreno acido, l’innaffiatura con solfato di alluminio favorirà l’intensità del colore blu dei fiori.

Per quel che riguarda la potatura, bisogna prestare particolare attenzione trattandosi di una fase decisamente delicata per queste piante. Per le ortensie da esterno, è consigliabile potare al termine dei mesi freddi oppure subito dopo la fioritura così da consentire alla pianta di mantenere lo spazio per le gemme della fioritura successiva. Per le ortensie da appartamento, è possibile potare a fine estate avendo cura di lasciare integre alcune gemme per ogni ramo.

 
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