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08 Dicembre 2021

Pubblicato il

Il fiore di agosto: la gerbera

di Redazione
Green Passion di Federica Basili

L'acqua della fonte
suona il suo tamburo
d'argento.
Gli alberi
tèssono il vento
e i fiori lo tingono
di profumo.
Una ragnatela
immensa
fa della luna
una stella.

Notte d'Estate – F.Garcia Lorca

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LA STORIA
La gerbera comprende numerose specie di piante coltivate in Occidente sin dall’800 ed è molto simile alla margherita di cui è considerata la specie “cugina”; la gerbera prende il suo nome dal naturalista Gerber e fu introdotta in Italia soltanto nei primi decenni del Novecento. I fiori di gerbera sono resistenti e molto durevoli, caratteristica che spiega la facile commercializzazione come “fiori recisi”. Si tratta di un fiore che racchiude infiniti significati a seconda del colore che lo caratterizza, motivo per cui, nel linguaggio dei fiori, viene definita la pianta “saggia”. Prima di regalare un mazzo di questi fiori, è bene informarsi sul significato dei vari colori: il rosa esprime affetto, mentre il giallo rappresenta la conquista, l’arancione la felicità e la simpatia. Se volete regalarne un mazzo a qualcuno, state molto attenti al colore che scegliete: a seconda del suo colore questo fiore (noto per spiccare in addobbi e bouquets) può avere diversi significati!

LA COLTIVAZIONE
La gerbera sia coltivata all’esterno sia all’interno, richiede di essere posizionata in un luogo molto luminoso ma non esposto alla diretta luce del sole; è un fiore che ama i terreni freschi e ben drenati: questo è un dato da tenere a mente quando si intraprende la coltivazione di questo fiore poiché, come avviene comunemente, il ristagno idrico può rivelarsi un nemico fatale. E’ fondamentale porre i semi in posizione verticale non troppo in profondità in modo che la terra non soffochi lo sviluppo della pianta. Una volta germinate, è possibile spostare le piantine in vasi più grandi. Prima ancora, è necessario lavorare a fondo il terreno smuovendolo e integrandolo con il terriccio universale o anche con piccole quantità di sabbia o stallatico. Un terreno ben integrato non necessiterà di concimazioni successive.

Per quel che riguarda l’annaffiatura, la gerbera richiede più attenzioni a partire dai mesi primaverili fino alla fine dell’estate: anche un breve periodo di siccità potrebbe comportare l’immediato appassimento delle foglie.

Una volta terminata l’estate, non ci si deve stupire se il fogliame si appassisce fino a essicarsi e cadere: infatti quando le temperature scendono, le gerbere entrano nella fase denominata “riposo vegetativo” che dura fino alla primavera successiva. Per consentire la sopravvivenza nel corso delle gelate invernali, è consigliabile coprire il terreno in cui è stata piantata, con foglie secche o paglia che mantenga un minimo di calore.

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Fortunatamente la gerbera non teme molte malattie o parassiti ad esclusione di quelli che si sviluppano dai ristagni idrici che possono essere facilmente estinti grazie a prodotti naturali come i macerati di ortica o altri specifici antiparassitari.

 
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