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28 Novembre 2020

Pubblicato il

Lo sapevate che

I numeri della cannabis in Italia

di Redazione

A contribuire al successo ottenuto con le vendite della cannabis light ci pensano centinaia di growshop, ma anche e soprattutto l’e-commerce

cannabis in Italia
Cannabis

Negli ultimi anni, in Italia, si è fatto strada un business che, fino a poco tempo prima, era impensabile. Stiamo parlando di tutto quello che ruota attorno alla cannabis light. La coltivazione e la commercializzazione di questa pianta sono state interessate da un cambiamento epocale nel 2017.

Nel mese dell’anno appena citato, infatti, è entrata in vigore la Legge 242/2016. Questo provvedimento normativo, che ha rivoluzionato la società italiana mettendo in primo piano un cambiamento economico, sociale e culturale fino a pochi anni prima inimmaginabile, consente il consumo, a scopo non medico, di cannabis light caratterizzata da una percentuale di THC molto bassa.

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Questo principio attivo, caratterizzato da noti effetti psicoattivi, è presente in quantità a dir poco basse: parliamo infatti di una percentuale compresa tra lo 0,2 e lo 0,6. In virtù della peculiarità appena citata, è importante ricordare che la cannabis light non è una sostanza stupefacente.

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Cannabis light in Italia: come sono cambiati i numeri in pochi anni

In una manciata di anni, il punto di vista sulla cannabis light è cambiato radicalmente. Se fino al 2016 la commercializzazione di cannabis era associata al concetto di illegalità e il suo consumo alla ricerca dello sballo, grazie a un oggettivo progresso scientifico, oggi come oggi, non solo è cambiata la legge, ma è diversa anche la mentalità. Non dimentichiamo infatti che l’utenza è maggiormente consapevole dei benefici di certi principi della cannabis, in primis il CBD o cannabidiolo.

Questa nuova consapevolezza ha portato a dei mutamenti oggettivi nei numeri che ruotano attorno a questa pianta. Giusto per fare qualche esempio, ricordiamo che dal 2013 al 2018 è quintuplicata l’estensione dei terreni coltivati con cannabis. Per quanto riguarda il giro d’affari, parliamo di cifre superiori ai 40 milioni di euro.

La cannabis e il successo dell’e-commerce

A contribuire al successo ottenuto con le vendite della cannabis light ci pensano centinaia di growshop dislocati in tutta la penisola, ma anche e soprattutto l’e-commerce. Negli ultimi anni, gli acquisti online sono cresciuti tantissimo.

A dare l’impulso definitivo ci ha pensato il lockdown che, come dimostrato da uno studio di Netcom Group, ha visto, nel mese di marzo, circa il 70% dei soggetti che hanno scelto l’e-commerce in Italia rientrare nella categoria dei nuovi utilizzatori. In poche parole: a marzo, molte delle persone che hanno scelto l’e-commerce per i loro acquisti – in generale, a prescindere dalle merci scelte – non lo avevano mai fatto prima.

In questo panorama oggettivamente dirompente dal punto di vista dell’innovazione, si colloca la crescita degli ordini di prodotti a base di cannabis light. Diversi portali, si sono trovati a gestire centinaia di ordini al giorno, partendo da poche decine prima del lockdown.

Questo ha portato a un’oggettiva necessità di adattarsi alla situazione da parte delle aziende che, per esempio, hanno dovuto organizzare da zero dei servizi di delivery.

Cosa si può comprare in un negozio di cannabis light?

Anche se l’atteggiamento mentale, normativo e scientifico nei confronti della cannabis light è cambiato tantissimo negli ultimi anni, quando si parla di questa pianta sono ancora numerosi i luoghi comuni da sradicare. Tra questi è possibile citare l’incertezza nei confronti dei prodotti che si possono acquistare presso i growshop e i negozi online di cannabis light.

Il pensiero in questi casi corre sempre al gesto di fumare e, di riflesso, alle infiorescenze. Si possono acquistare questi prodotti, ma anche tanti altri. Qualche esempio? L’olio di CBD, ideale per chi è alle prime armi nell’utilizzo della cannabis, ma anche i liquidi per sigaretta elettronica e un prodotto la cui popolarità è cresciuta tantissimo: i cristalli di CBD che, in virtù della loro purezza, della versatilità e della conseguente capacità di favorire il rilassamento, sono stati scelti da tantissime persone durante il lockdown.

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