Prima pagina » Interviste » Enrico Orlandi, il poliziotto no green pass che non fanno entrare al lavoro

Enrico Orlandi, il poliziotto no green pass che non fanno entrare al lavoro

Ogni giorno Enrico Orlandi si presenta in ufficio e viene rispedito a casa e considerato assente ingiustificato poiché privo di green pass

Polizia stradale

Enrico Orlandi, poliziotto della sezione “Polizia Stradale” di Modena, si occupa di logistica e lavora in ufficio da solo. La mannaia del green pass si è abbattuta anche su di lui, dato che non intende vaccinarsi e non è in possesso del lasciapassare verde. Ogni giorno si presenta in ufficio e viene rispedito a casa in quanto considerato assente ingiustificato poiché privo di tale certificazione.

Teme gli effetti avversi del vaccino

Il 15 ottobre si è recato a Trieste e si è unito alla protesta dei portuali, sentendosi meno solo. Non vuole fare la profilassi perché teme gli effetti avversi del siero e non accetta di essere parte di una sperimentazione basata su farmaci non abbastanza testati di cui s’ignorano gli effetti collaterali avversi a breve e a lungo termine. I tamponi li accetterebbe, se li facessero anche i vaccinati che, ormai, come tutti sanno, possono contagiare e contagiarsi. Del suo caso si è parlato anche nel programma Dritto e Rovescio di Paolo Del Debbio su Rete 4.

Cosa vorresti dire alla gente?

Che non dobbiamo dividerci. La classe politica cerca di metterci gli uni contro gli altri e sarebbe un grave errore a mio avviso. Purtroppo quando si viene bombardati da una certo tipo d’ informazione, si crolla per assuefazione. Molti dei miei colleghi hanno ceduto per disperazione. Il consenso informato gli è stato estorto perché si sono visti sottrarre le libertà individuali incluso il diritto al lavoro. L’ articolo 15 comma 2 della legge 81 del 2008 sancisce che nessuno debba pagare per lavorare mentre i tamponi costano. Temo una continua escalation. Siamo condizionati dal governo.

Era in prima linea ai tempi del lockdown

Cosa ti appare più ingiustificato?

Che nel periodo di massima emergenza, mentre tutti erano in lockdown io fossi a lavorare. Non ho mai saltato un giorno, non mi sono mai ammalato, non ho mai chiesto un permesso mentre molti dei miei colleghi erano in smartworking o prendevano una pausa per non esporsi giustamente al pericolo. Ora che le cose vanno meglio, invece, io resto a casa. Non ha senso. Non è giusto.

Per quale ragione hai deciso di ribellarti al green pass?

Non sono un estremista, ma non accetto che questo siero venga spacciato come l’ unica soluzione. Non ci danno i vaccini tradizionali proteici perché vogliono tassativamente imporci la strada indicata da loro. In più nessuno parla di come rafforzare il sistema immunitario. Io ho avuto mia madre anziana con il Covid e lo ha superato senza problemi. Altri come mio padre se ne sono andati, ma lui purtroppo aveva altre patologie. Io credo nella libertà di cura. Ognuno deve fare le proprie scelte senza subire pressioni, anche assumendosi il rischio di un eventuale decorso grave.

Secondo te come mai oltre 10 milioni di persone in Italia hanno deciso di non immunizzarsi?

Perché la comunicazione è stata ambigua. Troppi ricatti. Troppa insistenza e una comunicazione fallimentare. Prendiamo Astrazeneca, non si capiva a quale fascia d’ età venisse consigliata e poi Johnson: prima monodose, poi con una copertura di due mesi e ora di 6. E’ un aggiustamento continuo, privo di ogni logica. Non si capisce nulla. Per non parlare dell’ eterologa sulla cui sicurezza non abbiamo dati. Ci sentiamo ingannati. Ogni due giorni cambia il messaggio. Difficile dare loro fiducia. Impossibile comprenderci qualcosa.

Come hanno reagito i tuoi capi di fronte alla tua presa di posizione?

Rispettano le regole e la mia decisione, pur non condividendola. Mi stimano per la mia coerenza, mi sono sempre presentato al lavoro e mi sono prese le mie responsabilità.

Cosa pensi di fare in futuro?

Non so che cosa accadrà. Ho intenzione di resistere fino al 31 dicembre almeno. Lo faccio per convinzione e per solidarietà. Per ora rifiuto anche il tampone.

Lascia un commento