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15 Agosto 2022

Pubblicato il

Dazn addio abbonamenti

Disdetta Leotta: valanga di abbonamenti saltati per il rincaro Dazn

di Simone Fabi
Cara Dazn, ci sei o ci fai? Il nuovo piano tariffario non convince. Utenti infuriati cancellano abbonamenti
Immagine del logo della piattaforma Dazn

“Cronaca di una morte annunciata”. “Piovono disdette”.
Quelli che apparentemente possono sembrare titoli cinematografici, potrebbero senza dubbio indicare il resoconto delle ultime ventiquattro ore. Da quando infatti Dazn ha comunicato le novità del piano tariffario, che entrerà in vigore dalla prossima stagione, è scoppiata una vera e propria bufera e rivolta mediatica da parte di abbonati e utenti in generale.

L’oggetto del contendere sta sostanzialmente nel fatto che per registrare e di conseguenza usufruire dei contenuti su due dispositivi differenti in contemporanea, a differenza di quanto avvenuto sino ad adesso, si dovrà necessariamente scegliere il “piano Plus”.  Parliamo di 39,99 € al mese. Un costo superiore, rispetto agli anni passati. Non è uno scherzo. E nemmeno un refuso del redattore. Nel dubbio, lo ripetiamo: 39,99 € al mese.
Come quei cartelli delle giostre di paese: un giro, un euro; due giri, due euro.
Non sarà un suicidio dal punto di vista commerciale, ma poco ci manca. E se non ci fosse da piangere, ci sarebbe molto da ridere.

Intanto, perché avremmo ritenuto più opportuno che prima di svelare con orgoglio il nuovo listino, venisse ricordato all’utente la legittima possibilità di disdire il proprio abbonamento.
Ok, comprendiamo che nell’euforia generata dalla soddisfazione di questo glorioso ritocco, l’entourage della compagnia abbia dimenticato di riportarlo.

Ma poi, diciamoci la verità, quaranta (anzi quarantahahah) euro per vedere cosa?!
Precisando il massimo rispetto, ribadiamo, il massimo rispetto nei confronti di società meno blasonate e, soprattutto, meno facoltose che faticano sempre più a far quadrare i conti in un contesto sportivo sempre più in crisi, ma per assistere a partite con squadre come Lecce, Spezia, Salernitana, Cremonese, Monza, Empoli, (per citarne alcune, non ce ne vogliano i tifosi di parte) magari private dei loro giocatori più talentuosi, un utente cosiddetto “neutrale” dovrebbe voler investire una somma del genere? Dopo che già a fatica, ha sostenuto i costi fino alla stagione sportiva appena conclusa.

Intanto, troppo nebuloso il futuro quanto a prestigio e spettacolarità delle partite. E poco conta il fattore “tifoseria locale”, perché quella, lo sappiamo bene, la propria squadra in serie A va a vederla allo stadio. In serie D, come in serie B, sotto il sole, pioggia, neve o tramontana. Figurarsi in serie A, soprattutto nei casi in cui la partecipazione alla massima serie, si configura come esordio in assoluto. Proviamo a spiegarlo meglio: un sabato di metà novembre, potrebbe prevedere in programmazione Monza – Salernitana alle 15:00; Lecce – Cremonese alle 18:00 e Empoli – Spezia alle 20:45.

Inoltre, a beneficio dei fuitori ci chiediamo ancora: c’è stata una diminuzione delle inserzioni pubblicitarie (perché poi, c’è anche questo da considerare) all’interno della programmazione? Sono previste novità all’interno del palinsesto di programmazione? Ma soprattutto, sono stati risolti gli annosi problemi legati alla trasmissione in streaming?

Perché tra buffering, down, crash e problematiche varie, il termine spezzatino sta sempre più connotandosi di una sfumatura di significato completamente differente dalle ben conosciute tinte gastronomiche.

Questi, dunque, i fatti fino a questo momento.
Staremo a vedere cosa succederà nel braccio di ferro tra Lega di serie A che legittima l’adeguamento, in virtù di quanto avviene unitamente nel resto del continente e associazioni di consumatori che preannunciano interventi.

Quel che è certo è che da Dazn a Cazn, il passo è breve.

 

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