Derby al Milan e l’impatto di Vlahovic: i temi della ventiquattresima di Serie A

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Dopo una settimana di stop torna la Serie A con il primo di due turni potenzialmente decisivi. La capolista Inter, affrontando in successione Milan e Napoli, poteva dare una spallata al campionato e scavare un solco importante, invece Giroud tiene il campionato apertissimo: le prime tre sono tutte nel giro di un punto, con i nerazzurri che devono recuperare una partita.

Giroud ribalta il derby in tre minuti: Serie A aperitssima

Il derby di Milano per l’Inter rappresentava una grande opportunità per smontare l’inseguimento dei cugini. Progetto che sembrava potersi realizzare durante la partita, con un’ora di grande Inter, passata in vantaggio con un tocco di Perisic a centro area con il Milan rimasto a galla grazie a due super interventi di Maignan. A un quarto d’ora dalla fine la partita vira improvvisamente con il calo mentale inaspettato dei nerazzurri e il Diavolo pronto ad approfittarne, con Olivier Giroud uomo copertina. Il francese campione del mondo ha ribaltato la sfida in tre minuti con due realizzazioni da grande centravanti: la prima da rapace, la seconda con stop e girata a centro area, visto tante volte da Lukaku l’anno scorso.

Milano è rossonera stavolta e, a differenza di 12 mesi fa, i nerazzurri mancano la spallata Scudetto, pur rimanendo favoriti. Il campo lo ha dimostrato. Inzaghi però è conscio che non può permettersi distrazioni: altri cali di concentrazioni potrebbero mettere tutto in discussione. Milan e Napoli sono attaccati.

Pressing Napoli, stop Atalanta, slancio Juve

Il Napoli approfitta dello scontro al vertice per rimanere lì con le milanesi, battendo un Venezia coriaceo solo nella ripresa. Alla mezz’ora Osimhen scheggia il palo esterno, mentre Ospina salva su Okereke, ma alla lunga gli azzurri prendono il sopravvento con la pennellata di Politano per la testa del bomber nigeriano che torna al gol 108 giorni dopo l’ultima volta (con il Legia Varsavia in Europa League). A chiudere i conti dopo un recupero lunghissimo è Petagna in contropiede con i lagunari in 10 e sbilanciati in avanti. Ora è a -1 dalla vetta, con lo scontro diretto in casa settimana prossima e la possibilità di recuperare Koulibaly e Anguissa di ritorno dalla Coppa d’Africa.

Brutto stop per l’Atalanta, che continua a balbettare in casa e perde malamente contro un Cagliari falcidiato dalle assenze ma sempre più in lotta per salvarsi. Dea molto imprecisa negli ultimi metri e all’occorrenza uno sveglio Cragno ha tenuto la partita in equilibrio. Nel giro di 120 secondi cambia completamente la partita con lo zampino di Gaston Pereiro. L’uruguaiano insacca approfittando di un cross basso colpevolmente passato, poi ruba palla a Djimsiti e s’invola verso la porta provocando l’espulsione di Musso. L’Atalanta nonostante l’uomo in meno preme e ristabilisce la parità con Palomino ma scoperta, si lascia infilare ancora una volta da Pereiro. Oltre al danno – sconfitta e sorpasso subito dalla Juventus – per Gasperini la beffa della ricaduta di Zapata, entrato per soli 14 minuti e di nuovo ko.

La stessa Juventus, prima dello scontro diretto con la Dea, non manca l’occasione e batte 2-0 il Verona coronando come meglio non poteva l’esordio in maglia bianconera di Dusan Vlahovic e Denis Zakaria. Per il serbo sono serviti a malapena 13 minuti per sbloccarsi, con un pallonetto perfetto a scavalcare Montipò. Nella ripresa anche lo svizzero timbra subito il cartellino finalizzando la transizione guidata da Morata. Per Allegri solo buone notizie.

Rabbia Roma, Lazio deluxe

Chi rallenta è la Roma, che non sfrutta un turno potenzialmente favorevole. In casa contro il Genoa i giallorossi mancano la terza vittoria consecutiva evidenziando la scarsa continuità che impedisce alla squadra di Mourinho di avvicinare il quarto posto. A parte qualche brivido iniziale da palla inattiva c’è stato un predominio non concretizzato a dovere. Sono arrivate quattro nitide occasioni prima dell’espulsione di Ostigard: nei 25 minuti di superiorità numerica però la Roma si è fatta prendere dalla fretta e la risoluzione del caso è arrivata solo con un lampo da fuoriclasse di Zaniolo. Caso diventato subito mistero con l’annullamento della rete da parte dell’arbitro Abisso, sotto consiglio del Var Nasca, per un pestone di Abraham su Vazquez. La rabbia di tifosi e dello stesso Zaniolo, poi espulso, non restituisce due punti ma la dimostrazione di una pesante mancanza di continuità.

La Lazio raggiunge i cugini a quota 39 battendo a domicilio la Fiorentina con un sonoro 3-0. In quello che è stato un vero scontro diretto, visto che le squadre erano a pari punti, i biancocelesti vincono e convincono. Dopo un primo tempo di sostanziale equilibrio la squadra di Sarri passa in vantaggio ad inizio ripresa con l’esterno destro di Zaccagni a servire l’inserimento letale di Milinkovic-Savic. Negato al Var un calcio di rigore alla Viola, la Lazio in campo aperto e con Immobile protagonista sigla il raddoppio e poi lo 0-3 finale.

Centrogruppo: vittorie pesanti per Samp e Cagliari

La Fiorentina cade malamente con la Lazio, servirà del tempo per rivedere la bella Viola della prima parte del campionato senza il killer Vlahovic. Vittoria roboante per la Sampdoria di Giampaolo, che batte 4-0 il Sassuolo con ex di turno e nuovi acquisti, mentre pesa come un macigno la vittoria del Cagliari a Bergamo. I sardi sono virtualmente salvi con il Venezia ora in zona rossa. In attesa di Salernitana-Spezia, passettino prezioso del Genoa all’Olimpico. Bologna ed Empoli confermano il loro buon momento con uno 0-0 di alto livello. Nel recupero l’Udinese batte il Torino 2-0 e si porta a +9 dal Venezia.

Ci Piace e Non Ci Piace: Giroud/Vlahovic e Zaniolo/Theo Hernandez

Per i Top e Flop di giornata premiamo due coppie. Copertina in positivo per l’impatto di Dusan Vlahovic in maglia bianconera e per i due gol pesantissimi di Olivier Giroud nel derby che preservano una Serie A apertissima.

Malus invece per le sciocchezze, sottolineate dalle espulsioni, di Nicolò Zaniolo e Theo Hernandez. Arrivate in circostanze di punteggio differenti, rimangono i brutti gesti di nervosismo al netto di episodi arbitrali o tensioni con gli avversari.