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Cronache di malasanità all’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli

Storie di malasanità all’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli, ASL RM 5. Come trascorrere un pomeriggio al pronto soccorso

Medici in corsia di ospedale

Storie di malasanità all’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli, ASL RM 5. Come trascorrere un pomeriggio al pronto soccorso. Arrivando si legge “Dea di primo livello”, direttore Donati. L’organizzazione del pronto soccorso è caotica e il clima è quello di un disordine disarmante.

Decine di pazienti sulle barelle, altrettanti accalcati nella saletta contigua al pronto soccorso in attesa di essere chiamati per una visita. Ore 15 del pomeriggio di martedì 21 febbraio 2023, arriva un bambino di dieci anni, aveva perso conoscenza a scuola, verrà chiamato per un primo controllo alle 18 dopo circa tre ore dal suo arrivo.

Nel frattempo verso le ore 17 arriva una signora con gli arti superiori e inferiori paralizzati, oltre ad aver perso la sensibilità della bocca. Quasi subito viene fatto il tampone COVID e dopo circa 15 minuti arriva il risultato negativo. Quindi si sperava che fosse chiamata con urgenza vista la situazione di criticità oggettiva. Un addetto gli mette una mascherina, viene attribuito il codice arancione e viene allocata nella stanza di lato al pronto soccorso e abbandonata al suo destino.

Dopo continue insistenze e lamentele dei familiari, che restano disattese e inascoltate viene spostata alle ore 20,40 all’interno del pronto soccorso. Ma un po’ prima l’infermiere, con nervosismo si rivolge alla signora, chiedendole chi le avesse fornito la maschera e con sgarbo provvede a togliergliela. E’ mai possibile che solo dopo tre ore e mezzo dall’ arrivo le vengano prestate le prime visite di routine?

L’ospedale di Tivoli è da annoverare come “Quinto mondo” per prestazioni e lungaggini. In servizio ci sono un medico e due ragazzi privi di esperienza e professionalità, qualità necessarie invece per lavorare in un pronto soccorso. Se il management è composto da incapaci e da irresponsabili che hanno contribuito al declassamento dell’ospedale e se anziché premiare medici competenti, si affidano gli incarichi a coloro che fanno i cortigiani, i risultati sono pessimi.

Direttore rassegni le dimissioni: ha fallito totalmente gli obiettivi affidati dalla Regione con la sua nomina. Indossi il camice e torni a visitare i pazienti, se ne ha ancora le capacità, e offra un servizio dignitoso alla collettività. I cittadini attraverso le tasse pagano lo stipendio dei medici e spesso ricevono nulla di quello che si aspettano dal servizio sanitario.

Cesare Giubbi