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03 Dicembre 2021

Pubblicato il

Crisi liquidità AMA: con le banche garantirà il Comune

di Redazione
“Non ci sono più dubbi sulla continuità aziendale”, dice il presidente Bagnacani. Gli altri dubbi, però, rimangono in piedi

Pace vera o tregua armata? La logica dice la seconda. Perché altrimenti la querelle che si è trascinata finora diventerebbe grottesca.

Come i lettori ricorderanno, infatti, tra il Campidoglio e il Cda di AMA è in atto un dissidio contabile da 18 milioni che ha bloccato i rispettivi bilanci, inguaiando soprattutto la municipalizzata. L’impasse, infatti, toglieva validità al bilancio approvato nel marzo scorso e lo rendeva inutilizzabile nei rapporti con le banche, compromettendo il rinnovo delle linee di credito indispensabili per proseguire normalmente l’attività. Di riflesso, inoltre, metteva in allarme i fornitori, giustamente timorosi riguardo al regolare pagamento delle loro spettanze.  

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Nel persistere della controversia, le banche hanno comunque concesso una proroga dei finanziamenti fino al 10 dicembre. Una dilazione utilissima nell’immediato ma che si limitava a spostare di qualche settimana il problema. Così, a ogni giorno che passava diventava più urgente arrivare a un qualche tipo di svolta.

Tranquille, banche: per AMA garantisce il Comune

Una prima soluzione è arrivata oggi. E a rivelarlo è stato il presidente di AMA Lorenzo Bagnacani, che è intervenuto in commissione Trasparenza comunicando di aver ricevuto una lettera da parte di Franco Giampaoletti, dg di quella Roma Capitale che è il socio unico della municipalizzata. Nella missiva, ha dichiarato Bagnacani, viene espressa la volontà di farsi garanti nei confronti degli istituti di credito, in modo che essi “possano continuare a supportare Ama. Con questo impegno esplicitato dal socio non ci sono più dubbi sulla continuità aziendale”.

Tuttavia, come già ricordato, la proroga bancaria scade lunedì prossimo, per cui è necessario stringere i tempi. “È una situazione positiva – sottolinea Bagnacani – che deve essere perfezionata per farla diventare una realtà'". A rassicurarlo è stato proprio Giampaoletti, anch’egli presente in Commissione: “C'è una proposta di incontro da parte nostra, una disponibilità via mail dalle banche e velocemente parleremo di queste cose. Non stiamo parlando di un'azienda che ha un rapporto tra costi e ricavi fuori squadra”.

Il distinguo è importante. Una cosa è la liquidità, un’altra il risultato di gestione. "AMA – ha rimarcato Bagnacani – ha un patrimonio di 288 milioni, di cui 105 di riserve. Quindi c'è un avanzo tra attivo e passivo talmente solido e robusto da fare fronte a situazioni eventuali di incertezza. Il conto economico di AMA ha capacità di produrre reddito, con dati Mol (Margine operativo lordo: in pratica la differenza tra ricavi e costi, ndr) in linea con le aziende del settore. Quindi, dico al mercato che AMA è nelle condizioni di onorare gli impegni che si prende”.

E la succitata controversia sui 18 milioni? Si vedrà. Ma ancora più importante è capire se, a causa di quella diatriba, sia venuto meno oppure no il rapporto di fiducia con Bagnacani. Fare finta che non sia successo niente sarebbe davvero un insulto all’intelligenza, e alla pazienza, dei cittadini.

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