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Caso Ginnaste, Malagò: “Un certo grado di rigore e di ‘durezza’ è inevitabile”

Intervistato in merito alla bufera nel mondo della ginnastica, Malagò fa le sue scuse alle ginnaste ma non esclude che siano solo casi isolati

Giovanni Malagò

Giovanni Malagò

Sui casi di violenza che ha colpito il mondo delle farfalle della ritmica, arrivano le parole del Presidente del CONI, Giovanni Malagò. Ormai il fenomeno delle denunce di abusi da parte delle ginnaste della ritmica sembra inarrestabile. RomaIT ha raccontato solo pochi giorni fa l’ultimo caso di una ragazzina di 13 anni bullizzata per il proprio peso e costretta a rinunciare alla ginnastica ritmica.

Il fenomeno ha portato già alla presa di posizione della politica (il Ministro Abodi ha convocato prontamente i vertici dello sport) e della Federginnastica cha ha commissariato il centro di Desio, sede prestigiosa della Nazionale di ginnastica e centro delle oscure vicende.

Arrivano oggi le dichiarazioni di Giovanni Malagò, Presidente del CONI, affidate ad una lunga intervista al quotidiano La Repubblica.

Le sue parole, faranno naturalmente rumore nell’ambiente travolto dalle testimonianze di decine di ragazze, ex atlete, degli ultimi giorni dove sono emersi agghiaccianti retroscena svelati dalle dirette interessate.

A dare via alle rivelazioni shock due ex atlete, Nina Corradini e Anna Basta che per prime hanno avuto la forza e il coraggio di raccontare cosa è accaduto a loro direttamente ma anche indirettamente alle compagne di squadra durante gli anni in Federginnastica, l’organismo associato al CONI che oggi è sotto la lente di ingrandimento della Procura.

Nell’intervista emerge come il Presidente non assolva nessuno dei coinvolti nella vicenda, ma non da nemmeno colpe. Una posizione di attesa la sua, “Bisogna capire la reale entità del fenomeno, una volta che si accerteranno i singoli casi”.

Per poi aggiungere: “Più che in altri sport, nella ginnastica si deve avere attenzione sulla questione del peso, che resta uno dei suoi aspetti cruciali. Un certo grado di rigore e di ‘durezza’ è inevitabile“. Ma subito aggiunge “Diverso è quando si passa la linea e dal rigore si sconfina nella violenza, nell’umiliazione, nella vessazione. Però ripeto, tutto questo deve ancora essere accertato”.

Non retrocede dalle proprie responsabilità, Giovanni Malagò che in quanto al ruolo che ricopre afferma: “Come presidente del Comitato olimpico e punto di riferimento dello sport italiano sento l’obbligo di chiedere scusa a tutte le atlete ed ex atlete che hanno sofferto a causa di comportamenti inappropriati”.

Incalzato dal giornalista il Presidente continua nel sostenere la preparazione dei tecnici e altrettanto l’indipendenza della giustizia sportiva. Dunque cosa è successo per arrivare a tante denunce?

“Bella domanda. Va capito se hanno sbagliato solo i singoli o se c’era un sistema che li ha indotti a sbagliare. In questo secondo caso si potrebbe parlare di responsabilità oggettiva, di tutti, Coni compreso. Se invece ci trovassimo di fronte a tante situazioni autonome, sarebbe solo un problema dei singoli soggetti”.