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14 Agosto 2020

Pubblicato il

Salute

Calo delle nascite, il medico: aumento dell’infertilità maschile, i rimedi

di Redazione

Calo delle nascite: l'intervista all'andrologo sulle ragioni biologiche del fenomeno, che certamente ha anche ragioni di tipo socio-culturale ed economico

Calo delle nascite
Calo delle nascite

Ieri 13 luglio, l’Istat ha diffuso i risultati della sua ultima indagine demografica: in Italia il nuovo minimo storico dal periodo dell’unità, con un calo delle nascite del -4,5% rispetto al 2018. Abbiamo chiesto quali sono le ragioni di questa diminuzione della nostra popolazione al professor Ermanno Greco, andrologo della Reproductive Medicine casa di cura Villa Mafalda a Roma.

“Il calo delle nascite nel nostro paese è dovuto a diversi fattori. Primo la diminuzione della fertilità di coppia e soprattutto quella maschile. Infatti mentre le donne si sottopongono periodicamente a controlli e visite, gli uomini no. Quindi poi ci si trova di fronte a situazioni improvvise di infertilità maschile senza aver preso misure preventive. I fattori che causano l’infertilità maschile sono lo smog, il fumo, l’alimentazione, uno stile di vita eccessivamente sedentario, ma anche l’aumento della temperatura globale, che sta mutando la capacità di conservazione delle cellule maschili riproduttive. Esse sono molto sensibili e ne risentono anche se protette dal sacco scrotale. Secondo recenti studi la spermatogenesi è condizionata anche da cellulari e non è affatto una buona abitudine tenere il telefono in tasca e vicino ai testicoli.

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Consiglio quindi agli uomini effettuare uno spermiogramma periodicamente.

Il problema per la fertilità femminile invece, è che viene posticipata sempre di più l’età in cui una donna decide di avere una gravidanza. Da questo consegue una riduzione delle percentuali di successo, dovute alla riduzione degli ovociti. Con l’avanzare dell’età aumentano le anomalie genetiche degli ovociti, che quindi non vengono fecondati dagli spermatozoi maschili. A 25 anni questi ovociti anomali sono il 25-30% massimo, mentre sopra i 36-37 anni sono molto di più. La natura non permette di fecondare ovociti anomali.

Calo delle nascite, fattori sociali ed economici

Quindi cosa può fare la donna? Può congelare gli ovociti ed effettuare la fecondazione artificiale. Gli embrioni vengono congelati entro i 35 anni, poi fecondati artificialmente con il seme del marito o partner e poi reinseriti nell’utero della madre.

L’esame che consiglio alla donna è la riserva ovarica per verificare quanti ovociti possiede. Meno ne possiede, meno può temporeggiare per la gravidanza.

Vi sono poi fattori storico-culturali ed economici che determinano il calo delle nascite. Ragioni di realizzazione personale nella carriera o mancanza di sostegno alla famiglia da parte dello stato. Il segreto è dunque quello di congelare gli ovociti”

 
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