Bamba della settimana, l’anti-premio di Feltri dalla Russia con delirio

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Torna di nuovo il “Bamba della settimana”, l’anti-premio ideato dall’attuale direttore editoriale di Libero Vittorio Feltri come ironico omaggio al meglio del peggio del periodo. E, come l’edizione precedente, anche quella odierna non poteva che essere incentrata sulla guerra in Ucraina.

Bombardamenti in Ucraina
Bombardamenti in Ucraina

Pure stavolta c’è un caso categorizzato come hors catégorie per non falsare la kafkiana competizione. È l’ennesimo smacco subito da Joe Biden che, per frenare l’impennata del prezzo del petrolio, intendeva rivolgersi ai monarchi di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. I quali però, come riferisce il Wall Street Journal, non hanno neppure voluto parlare con lui. Forse Sleepy Joe avrebbe dovuto ricordare il detto “pagare moneta, vedere Kamala” (Harris).

Ci riportano in Italia gli strascichi della ridicola censura inflitta dall’Università di Milano “Bicocca” al corso su un gigante della letteratura mondiale come Fëdor Dostoevskij. Volendo esaltarne la grandezza, il presentatore Massimo Giletti, come riporta Libero, ha citato «quello straordinario diario scritto proprio da Dostoevskij sulla Prima Guerra Mondiale». Venendo gelato dal filosofo Massimo Cacciari, che gli ha fatto presente come il grande scrittore russo fosse «morto molto prima», per la precisione nel 1881. Uno strafalcione letteralmente dostoevskiano.

Massimo Giletti, bamba della settimana
Massimo Giletti

Che il conflitto tra Mosca e Kiev stia dando alla testa lo conferma poi la decisione della Camera di spegnere il riscaldamento un’ora prima. Una scelta dettata dalla necessità di abbassare i consumi energetici, definita dall’Huffington Post una «mossa anti-russa». Che sarà utile alla causa bellica quanto il taglio dei parlamentari lo sarà per la riduzione delle spese della politica.

Il “Bamba della settimana”

Niente a che vedere, però, con il ragionamento sciorinato in diretta televisiva da Enrico “stai sereno” Letta, segretario del Pd. Secondo cui il Presidente russo Vladimir Putin «ci ha tolto l’illusione che l’Europa potesse diventare una grande Svizzera».

Considerato che Berna non fa parte dell’Unione Europea (e, se è per questo, nemmeno della NATO), il paragone non sarebbe potuto essere più calzante. E si merita tutto il “Bamba della settimana”.