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04 Dicembre 2022

Pubblicato il

Paradossi… centrali

Nucleare bifronte, quando un problema può risolvere un altro problema…

di Mirko Ciminiello
Il Governo aggiorna (dopo 12 anni) il Piano per fronteggiare incidenti in impianti esteri: eppure l’atomo è anche la nostra migliore possibilità contro il caro energia
centrali nucleari in francia, nucleare
Centrali nucleari in Francia

Il Governo ha approvato la nuova strategia di intervento in caso di incidente a una centrale nucleare estera. Un provvedimento non direttamente correlato alla guerra in Ucraina, anche se non è da escludere che l’attacco russo all’impianto di Zaporizhzhia gli abbia impresso un’accelerazione. Cosa che, en passant, rende l’atomo una sorta di Giano bifronte: da un lato un potenziale problema, dall’altro la possibile soluzione a un altro problema.

Il Piano emergenziale del Governo

Dopo 12 anni, forse per evitare un bis del piano pandemico, l’esecutivo ha aggiornato il “Piano nazionale per la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari”. Lo riferisce Il Sole 24 Ore, aggiungendo che lo schema di Decreto è stato firmato da Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile.

fabrizio curcio
Fabrizio Curcio

Le linee guida 2.0, la cui revisione era stata avviata mesi fa, servono a «fronteggiare le conseguenze di incidenti in impianti nucleari di potenza ubicati “oltre frontiera”». E, come spiega Sky TG24, individuano tre possibili scenari (legati alla distanza della struttura) e le relative misure di sicurezza da adottare.

Piano nazionale per la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari, nucleare
Piano nazionale per la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari

In particolare, come illustra il Corsera, si indicherebbe ai cittadini di restare al chiuso nelle proprie abitazioni per due giorni al massimo. Contestualmente, verrebbero bloccati in via precauzionale la circolazione stradale e il «consumo di alimenti e mangimi prodotti localmente (verdure fresche, frutta, carne, latte)».

Iodoprofilassi, nucleare
Iodoprofilassi

Inoltre, dal momento che lo iodio-131 (che induce il carcinoma tiroideo) può essere emesso in caso di incidente nucleare, vengono fornite indicazioni per la iodoprofilassi. Da effettuare somministrando pillole di iodio stabile «fino a otto ore dopo l’inizio stimato dell’esposizione» (oltre le 24 ore i danni supererebbero i benefici). Sarebbe interessata la popolazione da 0 a 40 anni (oltre, il rischio per la tiroide è praticamente nullo), oltre alle donne in stato di gravidanza e allattamento.

Nucleare bifronte

L’aspetto bizzarro è che l’atomo, pur costituendo una minaccia oggettiva, contemporaneamente rappresenta la migliore chance che abbiamo contro un’altra crisi – quella energetica. RomaIT lo sostiene da tempo, e ora anche il MiTE, secondo quanto riporta Il Foglio, starebbe valutando la ripresa delle attività nell’ex centrale di Trino Vercellese.

roberto cingolani
Roberto Cingolani

Per ora il titolare del Dicastero, Roberto Cingolani, glissa, ma i nodi stanno già venendo al pettine. Per esempio perché Dario Franceschini, Ministro della Cultura, e alcune Regioni (Puglia in testa) gli stanno paralizzando il progetto relativo alle rinnovabili (benché inutili, come abbiamo spesso argomentato). Ma anche perché lo stesso fisico, come scrive l’ANSA, si ostina colpevolmente a escludere la riapertura degli impianti a carbone.

dario franceschini
Dario Franceschini

Intanto, però, il caro bollette galoppa, e non si può più ignorare ideologicamente che il nucleare può essere sì una malattia, ma anche una cura. Paradossi… centrali.

 

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