19 Maggio 2021

Pubblicato il

Badanti e colf: “Gentili famiglie, l’IRPEF dovuta versatela voi…”

di Redazione

Il governo ha lanciato la caccia agli evasori e spunta, ufficiosamente, un’idea balzana. Trasformare in sostituto d’imposta chi utilizza dei lavoratori domestici

Sarà anche un’ipotesi, ma è un’ipotesi sballata. E allora il governo dovrebbe affrettarsi a smentirla, se davvero si tratta di niente di più di un’eventualità che è stata formulata in via puramente teorica ma alla quale non si intende dare seguito.

L’ipotesi è questa: trasformare in “sostituti d’imposta” le famiglie che utilizzano colf, badanti e affini. Vale a dire, obbligarle a comportarsi come delle aziende. Che al momento di pagare i loro dipendenti devono trattenere l’Irpef sugli stipendi e provvedere a versarla allo Stato. Un adempimento spiccatamente tecnico che, com’è ovvio, non tutti sono in grado di gestire da soli in modo corretto.

E cosa dovrebbero fare, allora, i privati cittadini che fossero gravati di questo ulteriore onere? Mettere mano al portafoglio per avvalersi di consulenti specializzati, o tentare di cavarsela da soli esponendosi, in caso di errori, alle relative sanzioni?

A denunciare l’eventualità è Assindatcolf, l’Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico. Che sul proprio sito denuncia, giustamente, non solo le conseguenze pratiche connesse all’adempimento in quanto tale, ma anche la logica sottintesa: “Sarebbe intollerabile fare "cassa" a spese delle famiglie che già oggi, in mancanza di adeguate leve fiscali e di un welfare efficiente, sono costrette a farsi carico di tutto il peso dell’assistenza, anche e soprattutto economico”.

Lasciamole in pace, le famiglie

Il punto è proprio questo. Soprattutto nel caso delle badanti, ma non solo, la regola generale è che non si tratta affatto di spese voluttuarie. Bensì di prestazioni che vengono pagate per fronteggiare le esigenze di un familiare che ne ha assoluto bisogno. Anziani, malati cronici o comunque impossibilitati, per un tempo più o meno lungo, a essere autosufficienti.

Sia pure in misura minore, e con le dovute eccezioni, lo stesso ragionamento vale anche per quanto riguarda colf e baby sitter: in una società che spesso costringe entrambi i genitori a lavorare, e in cui sono numerose le famiglie monoparentali (nel censimento 2011 erano 2.651.827 su un totale di 16.648.813), farsi aiutare nelle faccende domestiche o nella cura dei figli non è certo un capriccio.

Nella recentissima manovra, alias NaDEF (nota di aggiornamento al DEF – Documento di Economia e Finanza), il governo ha fatto della lotta all’evasione un caposaldo e ne ha quantificato il maggior gettito potenziale in ben sette miliardi. Con l’occasione, per non dire con il pretesto, ha caldeggiato un massiccio passaggio dai pagamenti in contanti a quelli con la cosiddetta moneta elettronica. E già su questo c’è molto di cui discutere.

Ma l’idea che siano le famiglie a garantire il puntuale versamento dell’Irpef a carico di badanti e simili, che peraltro non sono esattamente dei grandi evasori, è da rigettare prima di subito. Il massimo che si può pretendere, e per i rapporti non occasionali già lo si fa, è di instaurare un regolare rapporto di lavoro e comunicarlo all’INPS, provvedendo al versamento dei contributi sulla base dei bollettini predisposti dagli uffici competenti.

Francamente, sembra più che abbastanza.

Rifiuti Roma, l’allarme dei medici e il rischio di un Natale con la monnezza

IVA su o IVA giù. Misure imprevedibili. La politica del “chissà chi lo sa”

 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Condividi questa notizia per primo

Scorri lateralmente questa lista

Seguici per rimanere aggiornato

Sostieni il nostro giornalismo


Nessun commento