22 Aprile 2021

Pubblicato il

Houston, abbiamo un problema… di libertà

America 2020, il caso alla Corte Suprema nel silenzio dei media

di Mirko Ciminiello

Il Pg del Texas fa causa a 4 swing states per le irregolarità elettorali, col sostegno di altri 17 Stati Usa. Ma dai professionisti del pluralismo a senso unico neanche una parola

america 2020: trump vs. biden
Donald Trump e Joe Biden

Houston, abbiamo un problema, come dimostra – una volta di più – il caso America 2020. Vale a dire le Presidenziali che i media mainstream hanno già archiviato assegnando la vittoria al candidato democratico Joe Biden. E ignorando totalmente le accuse di brogli elettorali lanciate dal Presidente uscente Donald Trump.

America 2020, si diceva, evidenza che abbiamo un problema, più precisamente un problema di libertà. Ma non nel senso che si potrebbe pensare.

Qualche giorno fa, infatti, il Procuratore Generale del Texas Ken Paxton ha fatto causa a Georgia, Michigan, Pennsylvania e Wisconsin per «cambiamenti incostituzionali alle leggi elettorali». Una notizia significativa, perché si tratta di quattro Stati chiave, la cui assegnazione – estremamente controversa – a Sleepy Joe avrebbe determinato (il condizionale è d’obbligo) l’esito dell’elezione.

america 2020: ken paxton
Il Procuratore Generale del Texas Ken Paxton

Ancor più rilevante è il fatto che la Corte Suprema statunitense abbia accettato di calendarizzare immediatamente il procedimento. Al quale si sono uniti Missouri, Arkansas, Louisiana, Mississippi, South Carolina e Utah, che hanno presentato a loro volta una mozione contro i swing States. Ma sono ben 17, in tutto, gli Stati che hanno appoggiato quello della Stella Solitaria nell’azione legale «contro la più grande frode elettorale nella storia degli Stati Uniti». Questo il cinguettio di The Donald, subito “corretto” dai moderni Torquemada di Twitter. Ed è qui che scoppia il disagio.

America 2020, abbiamo un problema di libertà

Se per caso non avevate sentito nulla a proposito di questi sviluppi giuridici, non preoccupatevi: non è colpa vostra, bensì dei “custodi dell’informazione”. Dei paladini di un pluralismo a senso unico che ignorano – quando non censurano direttamente – tutto ciò che si discosta dalla loro narrazione politically correct.

stop politically correct
Stop al politically correct

Quelli che si sono affrettati a far sapere che la stessa Corte Suprema Usa aveva respinto il ricorso dei Repubblicani contro il voto postale in Pennsylvania. Quelli che non si sono scandalizzati – anzi – quando YouTube ha annunciato di voler rimuovere i video che fanno riferimento alle scorrettezze denunciate durante America 2020. Ma che, su un piccolo e insignificante dettaglio che potrebbe anche ribaltare la corsa alla Casa Bianca, hanno optato per un silenzio assordante.

Youtube logo
Logo di Youtube

Non che, intendiamoci, la genuflessione del “quarto potere” al pensiero unico sia una novità. Il problema vero è che in tanti – troppi – non lo ritengono un problema. Ahinoi.

 
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