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World Pizza Day a Roma, 17 gennaio 2026: la pizza accende i quartieri, dal forno alla strada

Oggi 17 gennaio è la Giornata mondiale della pizza: origini, rituali e gusti. A Roma la pizza è casa, quartiere, identità viva

Pizza romana

Oggi, sabato 17 gennaio 2026, è la Giornata mondiale della pizza e Roma la vive come una festa che non ha bisogno di cerimonie: basta il profumo che esce dalle pizzerie, il rumore della pala, il banco che si riempie di famiglie, coppie, studenti, turnisti. Non è solo una ricorrenza “social”: la data richiama una tradizione antica legata a Sant’Antonio Abate, figura popolare associata ai mestieri del pane e del forno, celebrata in molte città con riti collettivi e falò.

World Pizza Day Roma 2026: perché il 17 gennaio è diventato il giorno della pizza

La pizza, oggi, è un gesto quotidiano, ma il 17 gennaio la riporta alla sua dimensione originaria: quella di cibo di popolo, condiviso, nato per stare in mano e fare compagnia. Il “World Pizza Day” si è imposto come appuntamento fisso, con iniziative dedicate e menù celebrativi in tante pizzerie, anche fuori dai confini italiani.

World Pizza Day Roma 2026: pizza tonda, teglia, pala… una città, mille modi di dirla

A Roma la pizza è plurale. C’è la tonda bassa e scrocchiarella, che si piega e si spezza con quel suono secco che in sala fa girare la testa. C’è la teglia, regina dei banconi e delle merende “serie”, con l’angolo croccante e il cuore soffice. C’è la pala, perfetta per tavolate lunghe e comitive che si passano i tranci come fossero carte da gioco. E poi c’è il gusto romano per l’invenzione: patate e rosmarino, amatriciana, gricia, cicoria e salsiccia, fiori di zucca, alici, bufala, pomodoro che profuma d’estate anche a gennaio.

World Pizza Day Roma 2026: l’orgoglio dell’arte bianca e il richiamo dell’UNESCO

Mentre Roma si gode il suo stile, Napoli resta il cuore simbolico del racconto mondiale: l’UNESCO ha riconosciuto l’“Arte del pizzaiuolo napoletano” come patrimonio culturale immateriale, parlando di fasi di lavorazione, gesti, rotazioni dell’impasto, trasmissione del mestiere come legame vivo delle comunità. È un riconoscimento che, pur riferito a una tradizione specifica, ha avuto un effetto contagioso: ha rimesso al centro la manualità, il rispetto delle materie prime, il valore del banco come luogo di relazione.

World Pizza Day Roma 2026: qualità che si sente, non si racconta a parole

Il punto è sempre lo stesso: una pizza buona la riconosci senza discorsi. La senti nell’impasto che non pesa, nel pomodoro che non copre tutto, nella mozzarella che non diventa acqua, nell’olio che arriva in fondo e pulisce il morso. E la senti anche nel modo in cui ti viene servita: con due parole, un sorriso, magari con quel “dimmi com’è” detto al volo mentre il pizzaiolo guarda già il forno. In questa città, la pizza è un patto semplice: tu vieni, io ti tratto bene.

World Pizza Day Roma 2026: una festa che vale più di una cena

Il 17 gennaio, a Roma, non è soltanto un invito a scegliere una margherita o una diavola. È un modo per ricordare che la città si tiene insieme anche così: con luoghi piccoli che diventano grandi perché accolgono, con forni che restano accesi quando la giornata è stata lunga, con un cibo che mette d’accordo tutti senza bisogno di metterla in posa.