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28 Settembre 2020

Pubblicato il

Vissani e 50mila ristoratori scrivono al viceministro Economia Laura Castelli

di Redazione

Vissani: "Castelli, non sforzatevi ad analizzare il mercato che cambia nella domanda ed offerta, lo sappiamo fare bene anche noi..."

Gianfranco Vissani, lettera a Laura Castelli
Gianfranco Vissani, lettera a Laura Castelli

Laura Castelli, viceministro dell’Economia analizzando la crisi economica conseguenza del Covid-19 ne deduceva che: “Se una persona decide di non andare più a sedersi al ristorante, bisogna aiutare l’imprenditore a fare magari un’altra attività… Io credo che negare il fatto che questa crisi abbia cambiato la domanda e l’offerta di questo Paese, proprio in termini macroeconomici, sia un errore”. La reazione di Gianfranco Vissani, lo chef più popolare d’Italia, è stata immediata: “Dovrebbe cambiare mestiere lei, non i ristoratori che hanno il 13% del Pil. Lei prende lo stipendio dallo Stato, bene o male che faccia. Dovrebbero cominciare a pagare i debiti che lo Stato ha, con me ad esempio, che non sono stati mai saldati da vent’anni”.

Il giorno dopo (domenica 19 luglio), arriva anche la lettera di Gianfranco e Luca Vissani, sottoscritta da circa 50.000 ristoratori italiani:

Alla ca. del Viceministro Economia e Finanze Laura Castelli

“Per il Viceministro Castelli passiamo dal Covid-19 direttamente alla ristorazione 4.0 Se si sbagliano i tempi e i modi si fa danno. Per noi il commento del viceministro al servizio mandato in onda dal TG2 è bocciato.

Non siamo più disposti a scusare, a capire o a giustificare. Siamo diventati intolleranti a questi scivoloni televisivi che mettono alla gogna mediatica un intero comparto. Ci hanno dato dei pigri, dei rivoluzionari, multati e adesso anche degli incapaci. Tutti questi appellativi non appartengono alla nostra categoria che rappresenta un’ importante colonna economica italiana (13% del Pil).

I ristoratori non hanno mai chiesto clienti al governo, hanno chiesto sostenibilità per le riaperture. Molte attività, hanno riaperto con la consapevolezza di ricominciare in una situazione emergenziale, dove gli incassi non coprono i costi.

Con il coraggio e lo spirito di sacrificio che sempre contraddistingue la nostra categoria abbiano scelto di voler continuare a regalare una serranda alzata in città, di voler essere vicini ai nostri collaboratori, per sopperire ad uno stato che ha lasciato nell’incertezza centinaia di migliaia di lavoratori del settore.

Nonostante tutto troviamo la positività e la dignità di non mollare   e tentare di preservare occupazione e conservare la tradizione enogastronomica, elemento trainante del Made in Italy.

Abbiamo chiesto aiuti concreti e sufficienti a salvaguardare le nostre attività, disposti a farci carico di ulteriori indebitamenti non voluti e non previsti che toglieranno altri anni alla nostra volontà di crescita, sviluppo ed innovazione. Ci siamo solo ritrovati con un pacchetto di promesse su promesse ancora non mantenute. A  tutto ciò cosa si aggiunge l’incapacità della comunicazione politica.

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Mai ci saremmo aspettati una dichiarazione del vice ministro Castelli totalmente fuori focus.

Da quando è cominciata l’era dell’impresa 4.0 avete propinato alle aziende digitalizzazione, robotica, e-commerce, app tecnologiche, ecologia, monopattini, delivery e tanto altro, ma nulla di tutto questo rappresenta l’essenza dei principi fondamentali della ristorazione fatto di ospitalità, accoglienza e relazione.

Ci volete vedere mangiare tutti davanti al PC in smartworkig?

Così siete liberi di ingabbiarci a casa e negli uffici e lasciare le città in balia del degrado e delle attività clandestine. Senza lavoratori, senza studenti, senza turisti migliaia di alberghi, musei e pubblici esercizi a breve abbasseranno le proprie serrande per non rialzarle più.

La politica non è show ma ha la responsabilità di dire cose giuste, nel modo giusto e con le parole giuste. Gli chef e i ristoratori, dopo gli artisti sono la categoria più creativa che ci sia.

Caro ministro Castelli non abbiamo bisogno di aiuti per cambiare modo di fare le nostre attività. Non si risolve il problema invitando aziende non convertibili a convertirsi in altro. Non sforzatevi ad analizzare il mercato che cambia nella domanda ed offerta, lo sappiamo fare bene anche noi.

In questo momento non abbiamo bisogno di sentirci dire nulla di tutto questo, abbiamo bisogno che turismo e mobilità tornino a vivere nelle nostre vie. Abbiamo bisogno che portiate a termine le vostre promesse. Poi parleremo, se vorrete, della RISTORAZIONE 4.0″.

Cordiali Saluti,

Gianfranco Vissani con Treviso Imprese Unite, Ristoratori Milanesi, Associazione ristoratori valle Camonica e Associazione pubblici esercizi alta valle Camonica, Associazione ristoratori Gussago Franciacorta, Associazione Palazzolese Enogastronomica, Movimento impresa Lombardia Liguria Riparte, Ristoratori Emilia Romagna, Ristoratori Toscana, Futuro Ho.re.ca Pisa, RistorItalia, Horeca Ciociaria, Associazione Commercianti per Salerno, Movimento Impresa Puglia, A.I.O.S., ARTHoB.

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