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26 Gennaio 2022

Pubblicato il

Vietato avere dubbi sulla “Scienza”: per i No vax torna il reato di lesa maestà

di Francesco Febbraro
Nuovi eretici: chiunque osi mettere in discussione l'isterica narrazione pandemica viene messo alla gogna
Miniatura medievale con impiccati

Scienza e antiscienza della pandemia.

Il ritorno del reato di lesa maestà per i cosiddetti “No vax”


In Italia è stato reintrodotto, dai tribunali televisivi, riedizione farsesca in chiave moderna della Santa Inquisizione, il reato medievale di lesa maestà.
Il reato viene oggi contestato a chiunque si permetta di mettere in discussione le scelte governative in materia di lotta al Covid. Privati del diritto di parola, i dubbiosi vengono sistematicamente ridicolizzati, sbeffeggiati e infine condannati, con il marchio infamante di essere “contro la scienza”.

Unità nazionale e pandemia degli errori


In questi mesi di pandemia era sembrato che, anche grazie alla paura, che in queste situazioni agisce da collante, si fosse ritrovata l’unità nazionale. Quella unità ha di fatto frenato le critiche alla confusa e tardiva risposta data dal Governo nella fase della crisi emergenziale.
Nella generale impreparazione, gli esperti governativi ed i medici sul territorio reagirono adottando strategie opposte. I primi scelsero la linea della prudenza passiva, quella della “vigile attesa” in casa per vedere come sviluppava la malattia. Il risultato è stato una lunga scia di vittime.
Sul versante opposto alcuni medici coraggiosi scelsero di curare a casa e immediatamente i contagiati salvando invece molte vite. Ma nessuno accusò gli esperti governativi di essere degli incapaci e ciarlatani.

Paziente fiducia nei cosiddetti esperti


Quella stessa unità fece accettare le pesanti limitazioni imposte dal lockdown, per dare al Governo il tempo di organizzare le difese. Ma il Governo, anziché seguire l’esempio dei medici coraggiosi, riorganizzando capillarmente la sanità territoriale, ci ha propinato pletore di sedicenti esperti negli show televisivi e una serie di scelte approssimative, come quella di approntare migliaia di posti letto di terapia intensiva in luoghi improbabili, rimasti spesso inutilizzati e l’acquisto milionario di inutili banchi a rotelle per le scuole.
In realtà, l’unica strategia degli esperti governativi sono state le chiusure e l’attesa del vaccino. Delle cure tempestive a domicilio, dimostratesi spesso efficaci, nemmeno a parlarne. Quella è roba da poveri medici condotti, mica da “star” della medicina.

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La litania dei decessi


In attesa del vaccino, la gente continuava a morire e ogni sera si recitava la litania dei defunti, anche se nessuno era in grado di dire se si morisse di Covid o se il Covid fosse solo la goccia che faceva traboccare il vaso colmo di altre patologie. Solo di recente il Ministero della Salute ha ammesso che le vittime da “solo” Covid erano molte meno delle decine di migliaia con le quali ci hanno terrorizzato per mesi. In compenso, aver dedicato l’attenzione solo al Covid ha fatto sì che morissero, per mancanza di cure, migliaia di malati di cancro o di malattie cardiovascolari. Ma nessuno ha accusato gli esperti governativi di essere incapaci o ciarlatani.
Poi sono arrivati i vaccini, i più veloci della storia della medicina. I Governi corsero ad accaparrarsi le dosi e le case farmaceutiche ad accaparrarsi le commesse miliardarie.

La colpa di dubitare dei vaccini


A quel punto, però, qualcuno ha iniziato a fare domande: sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini e sui possibili effetti nefasti che una cura sperimentale poteva avere nel breve o lungo periodo. E qui si è sfaldato l’equilibrio sociale che aveva retto fino a quel momento.
Discutere il vaccino è divenuto un crimine, porre domande è diventata una colpa, avere dei dubbi o richiedere un confronto scientifico è divenuto delitto di lesa maestà.

La macchina del fango contro i dubbiosi e sedicenti no vax


Ma questo non bastava per fermare le critiche ed allora si è messa in moto la più gigantesca macchina del fango della nostra storia, per delegittimare, con l’accusa di essere “contro la scienza”, chiunque sollevasse dei dubbi.
Anche quando a sollevare i dubbi era un Premio Nobel, uomo di scienza per eccellenza.
Non avendo argomenti scientifici la macchina del fango ha rincarato la dose con l’accusa di “negazionismo” col fine propagandistico di associare i dubbiosi ai seguaci delle teorie “terrapiattiste” o delle pseudo filosofie esoteriche.

Chi distribuisce le patenti di scientificità?


Incredibilmente l’accusa di ignoranza antiscientifica proveniva proprio da coloro che avevano ampiamente dimostrato di essere dei perfetti incapaci e che avevano sostenuto tutto e il contrario di tutto, sbagliando in entrambi i casi.
Ma la domanda fondamentale è: chi ha l’autorevolezza per distribuire o togliere la patente di scientificità?
Può esserlo il comitato di “esperti” che, per imperizia, ma in buona fede, ha lasciato che morisse tanta gente a causa della disorganizzazione sanitaria o degli errati protocolli di cura che essi avevano suggerito? Possono esserlo Bruno Vespa, Lilli Gruber, Selvaggia Lucarelli o Buu Buu Burioni? Fermiamoci un attimo a ragionare.

Cos’è la scienza?


Il dizionario Garzanti definisce la Scienza come “l’insieme delle conoscenze organizzate che permettono di accertare verità universalmente valide”. Bene. Qualcuno può affermare che sui vaccini, che peraltro saranno in fase sperimentale fino al 2024, con noi a fare da cavie, ci siano “verità universalmente valide”? O che ce ne siano sui metodi adottati per combattere il Covid?
Il vaccino doveva risolvere tutto. Ma poi sono servite due dosi, poi tre e ora forse una ogni semestre. Qualcuno vede certezze scientifiche? Nei Paesi con la più alta percentuale di vaccinati crescono i contagi ed i ricoveri e si prospettano nuovi lockdown. Dove sono le certezze scientifiche?
La storia della scienza è punteggiata da molti errori, da alcune idiozie e da tante casualità. Le idiozie sono state smascherate e superate proprio da chi ha dubitato delle certezze che venivano date come dogmi indiscutibili. Solo grazie a chi ha dubitato si sono potute fare nuove scoperte che hanno prodotto nuove “certezze”, che sono, tuttavia, solo momentanee.

I no vax e la vera scienza


La vera scienza è quella che, rifuggendo dalle certezze, si affida piuttosto al dubbio e alla “probabilità” che una cosa sia vera e che, dubitando delle certezze acquisite, apre la strada a nuove conoscenze. Se così non fosse stato i medici utilizzerebbero ancora i salassi per curare l’ipertensione arteriosa. Se così non fosse stato i concetti tradizionali di spazio e tempo non sarebbero stati messi in discussione da Einstein e la fisica quantistica non avrebbe potuto spiegare i fenomeni dello infinitamente piccolo o dello infinitamente grande che la fisica newtoniana non era in grado di spiegare.
Le cose stanno così e se le cose stanno così certi giornalisti di casa nostra che amano ergersi a giudici dovrebbero tacere anziché accusare i “no vax” di essere l’antiscienza.
Tra i cosiddetti “no vax” non mancano certo gli esaltati, così come, tra i “si vax”, non mancano gli sciocchi che si affidano al fideismo acritico.

Ma quando si parla di scienza è meglio essere cauti e prendere atto che la vera scienza risiede proprio nel dubbio, quello che, guarda caso, finora sollevano solo i “no vax”.

 
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