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30 Settembre 2020

Pubblicato il

Vivere di Turismo

Turismo in calo ad Agosto, ma ci sono attività che fanno meglio del 2019, ottenendo risultati straordinari

di Redazione

"Anche il settore extralberghiero non è stato risparmiato dal calo dei flussi turistici. Eppure non è stato così per tutti"

turismo in calo
Agriturismo

Milioni di presenze in meno in Italia nel 2020, turismo in calo a causa della pandemia da Coronavirus. Da Firenze a Roma, tutte le grandi città sono state colpite dalla crisi del settore turistico. Tuttavia, “dal lago di Como al Salento, passando da Firenze a Catania, citando la stessa Costiera Amalfitana, non sono poche le attività che ad Agosto hanno registrato un segno positivo in termini di incassi.

Seppur con prezzi medi inferiori al 2019 molte attività extralberghiere sono riuscite a battere il fatturato dell’anno precedente grazie ad una attenta pianificazione strategica di prezzi, offerte e tariffe, partita da marzo fino ad arrivare alla gestione dei vacanzieri “last Minute”.

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Cosa ha consentito a queste attività di ottenere risultati straordinari nonostante il turismo in calo?

Passione, competenza e la preparazione”. Lo ha dichiarato Giuseppe Murina, docente di revenue Management della Business School Vivere di Turismo, nata a Firenze e che raggruppa i più grandi esperti del settore per formare nuovi imprenditori del settore.

“Un’estate così nessuno poteva prevederla. Sono saltati i piani economici di tutti gli operatori turistici, e per la maggior parte di loro questo rappresenta ormai un anno di passaggio. Arrivare quindi sani e salvi al prossimo è l’obbiettivo principe.

Anche il settore extralberghiero, fatto di case vacanza, agriturismi e Bed and Breakfast non è stato risparmiato dal calo dei flussi turistici, in particolare dall’estero.

Nonostante un buon flusso di vacanzieri nostrani, l’assenza di eventi / fiere / concerti ha generato un calo di presenze diffuso – ha proseguito Murina – un po’ in tutto il territorio nazionale. 

Due elementi hanno fatto la differenza

Eppure non è stato così per tutti. Dalle analisi condotte è emerso che due elementi hanno fatto la differenza: il primo è la passione per il proprio lavoro, che ha permesso a questi gestori di non perdersi d’animo nei mesi di caos da marzo a giugno, e mantenere la relazione positiva con la propria clientela.

Il secondo va a completare il primo: la competenza e la preparazione. Le strutture formate e professionali hanno potuto attingere a tutti gli strumenti utili per affrontare la crisi. La gestione dinamica delle tariffe.

La preparazione e i comportamenti degli operatori singoli hanno avuto quindi un impatto importante sui risultati della loro stagione estiva”.

 
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