Tor Vergata, stop all’équipe di Sica: cosa succede ora al Policlinico e come verranno garantiti gli interventi
Tor Vergata, sospesa per 6 mesi l’attività dell’équipe del prof Sica dopo la lite in sala operatoria: personale spostato e interventi redistribuiti
Al Policlinico Tor Vergata, a Roma Est, la notizia corre veloce nei corridoi e arriva fino a chi attende una chiamata per un intervento: la Fondazione PTV ha deciso di sospendere per sei mesi le attività chirurgiche dell’unità di Chirurgia mininvasiva collegata all’équipe del professor Giuseppe Sica. L’obiettivo dichiarato è ripristinare condizioni operative e relazionali adeguate e garantire qualità assistenziale, senza lasciare i pazienti in sospeso grazie alla redistribuzione delle attività su altre unità.
Tor Vergata, stop all’équipe di Sica: dal video virale alla decisione della Fondazione
La storia affonda le radici nell’episodio ripreso in un video diventato pubblico, relativo a un intervento chirurgico avvenuto a inizio giugno 2025. Nelle ricostruzioni circolate in questi mesi si parla di un diverbio molto acceso con insulti rivolti alla collega Marzia Franceschilli, che ha denunciato l’accaduto. La dottoressa ha riferito anche un colpo fisico; il professore, in una nota diffusa mesi fa, aveva parlato di toni eccessivi e di responsabilità verso il paziente, sostenendo di essersi scusato, ma senza condividere la versione dell’aggressione fisica.
Il passaggio decisivo, però, arriva adesso: con una delibera firmata dal commissario della Fondazione PTV, Ferdinando Romano, l’unità viene “congelata” fino ai primi di giugno 2026, e il personale viene riallocato. In pratica, l’équipe come assetto stabile viene smontata temporaneamente.
Tor Vergata, stop all’équipe di Sica: che cosa accade a visite, ricoveri e sale operatorie
La domanda che rimbalza fra prenotazioni, reparti e famiglie è sempre la stessa: “E adesso?”. La delibera indica una strada: entro dieci giorni la Direzione sanitaria deve trasferire le attività chirurgiche verso altre unità operative, rispettando programmazione e necessità assistenziali, e spostare il personale non apicale per garantire continuità. Questo significa che le prestazioni non vengono cancellate, ma riassegnate, con un lavoro intenso di ripianificazione interna.
Per chi aspetta un intervento mininvasivo, cambierà verosimilmente il riferimento clinico: non è escluso che alcuni pazienti vengano presi in carico da altre équipe dello stesso Policlinico, con nuove date e nuovi medici responsabili. Il rischio percepito, in questi casi, è l’allungamento dei tempi; la promessa, invece, è che la macchina ospedaliera regga l’urto senza perdere qualità.
Tor Vergata, stop all’équipe di Sica: il confronto con l’Università e la pressione della Regione
Prima del provvedimento della Fondazione, l’Università aveva già disposto una sospensione di un mese, dal 15 dicembre 2025 al 14 gennaio 2026. Una misura giudicata troppo lieve da più parti, compresa la Regione Lazio: il presidente Rocca aveva criticato la sanzione sul piano del messaggio pubblico, chiedendo un segnale più netto. Da qui la scelta della Fondazione di intervenire sul perimetro organizzativo, dove può agire in modo diretto, rimodulando unità, attività e personale.
In parallelo, dalle ricostruzioni emerge che Sica potrebbe valutare iniziative legali contro il provvedimento, mentre il nodo disciplinare universitario e quello giudiziario restano su binari distinti.
Tor Vergata, stop all’équipe di Sica: il “benessere lavorativo” entra nella sanità reale
Nelle motivazioni riportate, la Fondazione collega esplicitamente clima lavorativo e qualità dell’assistenza: si sospende fino al ripristino di condizioni operative e relazionali adeguate, per proteggere pazienti e operatori. È un punto che, al di là del caso, fotografa una verità nota a chi vive gli ospedali: una sala operatoria funziona davvero quando competenze, leadership e rispetto professionale procedono insieme.
