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Telemedicina nel Lazio, il futuro è la Sanità digitale a domicilio

Secondo Riccardo Starace, responsabile salute Confapi Lazio, bisogna intercettare sempre di più l’esigenza di curare i pazienti a domicilio con la telemedicina

Medico al lavoro

L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha imposto in Italia, come del resto in tutto il mondo, una accelerazione nell’utilizzo delle applicazioni della telemedicina, che prima del 2019 superava di poco il 10%. Attualmente la situazione è drasticamente cambiata: il percorso ha subito un deciso incremento con l’emergenza sanitaria ed è poi continuato con i finanziamenti, previsti dal Piano Nazionale Rinascita e Resilienza, relativi alla sanità digitale che ammontano a quasi 2,5 miliardi di Euro, di cui circa 1 miliardo proprio indirizzato alla telemedicina.

Una grande opportunità per ammodernare tutte le strutture sanitarie italiane e le piattaforme infrastrutturali e tecnologiche nell’ottica di una integrazione globale con il SSN. Un mercato però ancora basso rispetto agli altri paesi europei che nel 2019 valeva 294,1 milioni USD contro l’1,21 miliardi USD dell’Inghilterra, l’874,4 milioni della Germania, i 714,5 milioni USD dei paesi nordici ecc…

Secondo Riccardo Starace, imprenditore del settore sanitario e responsabile salute Confapi Lazio bisogna lavorare in questa direzione andando a intercettare sempre di più “l’esigenza dei pazienti a domicilio, prima che si manifesti l’evento che poi porta il paziente ad andare al pronto soccorso, nel circuito dell’ospedalizzazione. Questa sarebbe una misura strutturale che porterebbe ad un cambiamento sostanziale, andando ad abbattere del 66% gli accessi assolutamente ingiustificati al pronto soccorso, che determinano il problema delle liste d’attesa.

Bisogna quindi cambiare culturalmente l’approccio alla sanità, pensare a una sanità decentralizzata e non mono ospedale-centrica. Tutto ciò che oggi abbiamo a disposizione con le nuove tecnologie, la possibilità di intercettare i bisogni di un paziente a domicilio, sono oggi il faro da seguire, saranno la vera soluzione nel breve periodo per dare sostegno alle famiglie dei cronici”.

Ma quali sono i dati generali sulla telemedicina nel Lazio dello scorso anno? I Teleconsulti medici tra medici sono 37.322 tot. Tra un paziente e un medico specialista: 24.804. Tra Paziente/ caregiver / Centro Servizi / medici specialisti / MMG Infermieri ecc. 184.127 tot. “Le telemedicina – spiega Riccardo Staraceha una platea di campi di applicazione davvero molto ampia dal supporto psicologico alla tele riabilitazione”.

Nell’ultimo anno sono questi i numeri delle prestazioni di tele visita divisa per specialità medica: 2672 tele visite endocrinologiche, 1932 tele visite cardiologiche di controllo, 1198 tele visite internistiche di controllo, 1022 tele visite neurologiche di controllo, 984 tele-psicoterapia individuale, 558 tele visite ematologiche di controllo, 239 tele visite reumatologiche. Più bassi i numeri delle tele visite pediatriche meno di 100, oncologiche minori di 100, ortopediche, odontoiatriche e i tele colloqui psichiatrici.

Sono buoni i risultati che si iniziano a vedere nel Lazio con la gestione attuale del governatore Rocca, ma dobbiamo considerarlo solo l’inizio di un percorso perché, se da una parte – ad esempio – sicuramente l’aver richiesto al personale di lavorare di più ha notevolmente diminuito la lista d’attesa dei posti letti in corsia, non possiamo considerarlo un punto di arrivo. Insomma – rimarca – l’aumento degli stipendi del personale sanitario aiuta, ma non saranno i 100 euro in più la motivazione per non scappare all’estero a lavorare, dove si guadagnano stipendi 3-4 volte superiori a quelli italiani”.

Le misure straordinarie sono in questo momento necessarie, ma bisogna fare in modo che i pazienti non accedano inutilmente alla struttura ospedaliera. Si tratta di azioni valide, emergenziali – come le ha definite lo stesso presidente Rocca -, ma la realtà è che dobbiamo pensare a qualcosa di molto più strutturato e che duri nel tempo”, conclude Starace.