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28 Settembre 2022

Pubblicato il

La terza giornata

Serie A super equilibrata: vetta per sei squadre

di Enrico Salvi
In testa Napoli, Roma, Milan, Lazio, Atalanta e Torino. Super Salernitana, malissimo Sampdoria e due neopromosse ancora a zero punti
Il tiro vincente scoccato da Luis Alberto per il 2-1 della Lazio sull'Inter, terza giornata di Serie A
Il tiro vincente scoccato da Luis Alberto per il 2-1 della Lazio sull'Inter, terza giornata di Serie A

Arrivano i primi big match in Serie A e le prime interessanti indicazioni. Le tre squadre a punteggio pieno (Inter, Roma e Napoli) avevano di fronte tre difficili trasferte per mantenere il ruolino di marcia intatto. A fine giornata le squadre in testa sono raddoppiate e già alla terza nessuna squadra è a punteggio pieno: l’anno scorso il Napoli inanellò ben 8 vittorie di fila prima di pareggiare a Roma.

L’Inter cade (male) a Roma: Lazio temibile per tutti

Inter che esce con le ossa rotte da Roma. Responsabilità di tutti in casa nerazzurra in una sfida che ha visto prima di tutto Sarri battere Inzaghi. Gagliardini non è riuscito a contenere Milinkovic-Savic, assistman per il gol dell’1-0 di Felipe Anderson, che ha colpito indisturbato di test a centro area. L’Inter ad inizio ripresa ha avuto l’opportunità di ribaltarla: in un minuto è arrivato il pareggio grazie all’istinto rapace di Lautaro, ma poco dopo Dumfries da posizione ghiotta con fa mettere la freccia ai suoi. Dopodiché la Lazio si riprende la scena e la chiude nell’ultimo quarto d’ora con i cambi del tecnico di Figline.

Prima Luis Alberto, con il perfetto esterno destro dal limite diretto all’angolino e poi Pedro causano la prima sconfitta stagionale dei nerazzurri, che rimangono tra i favoriti per la vittoria finale ma che sono in ritardo di preparazione, ritardi mascherati dalla vittoria allo scadere di Lecce. Troppo più forte la Lazio, anche in termini di energie, nella seconda parte di secondo tempo. La squadra di Sarri, rispetto all’anno scorso, si conferma temibile per tutte, che sulla partita secca può battere chiunque. La vera sfida sarà trovare la continuità anche con le medio-piccole, con gli acquisti propedeutici al suo gioco, al secondo anno di Sarri il salto di qualità è possibile.

Juve aggressiva ma non cinica, la Roma resiste

Anche al sabato la squadra a punteggio pieno non riesce a tenere immacolato il suo ruolino di marcia. Anzi, per la Roma il pareggio dell’Allianz Stadium contro la Juventus sa di mezza vittoria, soprattutto per quanto visto nel primo tempo. I bianconeri hanno affrontato la partita con atteggiamento quasi “contiano” e un centrocampo, guidato dal giovane Miretti, di un’aggressività che ha soffocato la squadra di Mourinho. Il peccato per Allegri è stato, dopo la punizione capolavoro di Vlahovic dopo 77 secondi di partita, non raddoppiare il vantaggio, a causa del Var (che ha annullato il gol di Locatelli) e di una ripresa molto meno arrembante.

I giallorossi, riassestatisi nella ripresa con la difesa a 4, dimostrano quest’anno di rimanere in partita e di poter essere sempre potenzialmente pericolosi. Emblematico il gol (così come quello vincente contro la Cremonese) sugli sviluppi da calcio piazzato, con Dybala che in acrobazia fa la sponda ad Abraham. A fine partita Mourinho ammette candidamente anche un pizzico (per usare un eufemismo) di fortuna, ma i suoi escono da Torino ancora da imbattuti, cosa non scontata nella storia dell’ultimo decennio allo Stadium.

Il Napoli e le altre capoliste di Serie A

Il trend non cambia alla domenica e anche il Napoli deve sporcare il suo mini en plein di inizio campionato. Il pareggio a reti bianche di Firenze tuttavia sembra quasi casuale viste le occasioni da una parte e dall’altra. Per i viola Sottil e Barak sprecano, ma anche gli azzurri possono rammaricarsi, non tanto per il gol di Osihmen annullato a fine primo tempo, quanto per il colpo di testa di Lozano da ottima posizione, imbeccato alla perfezione da Kvaratskhelia, messo a lato. Anche Raspadori ci prova a 10 dalla fine, ma arriva il primo pareggio per Spalletti, che così fa compagnia ad altre 5 squadre in testa a quota 7 punti.

Detto di Roma e Lazio, quota 7 anche per il Milan che batte serenamente il Bologna a San Siro con un gol per tempo e tante potenziali opportunità per rendere il punteggio ancora più netto. Torna al gol Rafael Leao, mentre comincia a far vedere lampi di classe De Ketelaere. Nella ripresa chiude i giochi la sforbiciata in avanti di Giroud, troppo poco il palo esterno colpito da Sansone per poter riaprire sin da subito ben indirizzata.

In testa alla classifica anche Atalanta e Torino. A Verona i bergamaschi portano a casa i tre punti con il sinistro radente da quasi 30 metri di Koopmeiners. Palla in buca d’angolo e Dea che resiste anche con l’aiuto della traversa. Il Toro dà continuità al buon inizio di stagione espugnando lo Zini di Cremona. In bella mostra i due nuovi acquisti balcanici, Radonjic e Vlasic, decisivi per entrambe le marcature. Solo interventi provvidenziali di Radu tengono in partita la Cremonese che accorcia, invano, con il bel gol di Sernicola.

Centrogruppo: super Salernitana

Prosegue l’inizio negativo del Monza alla sua prima stagione di Serie A. L’Udinese espugna l’U-Power Stadium nonostante il vantaggio inziale dei locali firmato Colpani. I friulani rimontano con due manovre di ottima fattura in mezzo all’area messe in rete da Beto e Udogie, ma tante occasioni vengono sprecate dai brianzoli che rimangono a zero punti. Muove la classifica invece il Lecce che recupera l’Empoli al Via del Mare. I salentini pareggiano il gol di Perisi con Strefezza, autore di un destro dal limite telecomandato all’angolino. Pari anche tra Spezia e Sassuolo, mentre chiude il quadro uno dei risultati più sorprendenti di questo inizio di stagione: il poker della Salernitana rifilato alla Sampdoria. Nicola asfalta Giampaolo (che non ha ancora realizzato gol) con i primi guizzi in Serie A di Dia, Vilhena e Botheim.

Ci Piace e Non Ci Piace: José Mourinho e Luciano Spalletti

Rubrica dei Top&Flop con due allenatori protagonisti. In positivo quello giallorosso, José Mourinho. In un calcio troppo chiacchierato, cervellotico di schemi, moduli, tattiche e filosofie, il portoghese ha spiegato con semplici (e molto dirette parole) cosa non ha funzionato nel primo tempo della sua squadra a Torino.

In negativo Luciano Spalletti, non tanto per lui quanto per quello che è successo a fine partita con la tifoserie viola dietro alla panchina del tecnico del Napoli. Dopo il fischio finale Spalletti si è avvicinato al pubblico e ha litigato faccia a faccia con un tifoso, che prima gli tira una bottiglietta in testa poi prova a schiaffeggiarlo. Non irreprensibile il temperamento (a caldo) dell’allenatore toscano, ma non può esistere un tifoso che insulta ripetutamente e quasi schiaffeggia un protagonista della partita.

 

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