Le big si annullano, il Milan ne approfitta e va in testa col Napoli: la nona giornata di Serie A

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Giornata di Serie A con due grandi scontri diretti che potevano cambiare la classifica. I pareggi scaturiti favoriscono solo il Milan, che batte il Bologna e si porta in testa a pari punti con il Napoli, che a Roma ferma la sua striscia di 8 vittorie di fila.

Napoli fermato dalla Roma

Il Napoli interrompe l’en plein di punti di questo inizio di campionato. Lo stop arriva a due passi dal raggiungere il record di vittorie da inizio Serie A: record di proprietà della Roma di Rudi Garcia, che aveva vinto le prime 10 partite della Serie A 2013/2014. È proprio la Roma a “difendere” il suo primato. All’Olimpico, in una gara senza gol ma con molte occasioni da una parte e dall’altra, i giallorossi rispondono colpo su colpo alla manovra del Napoli, a tratti avvolgente con un Anguissa ancora grande protagonista.

Le occasioni migliori per gli azzurri arrivano ancora dalla pericolosità di Osimhen, che nel giro di pochi minuti colpisce un palo ed una traversa, ma anche la Roma ha due grandi occasioni non sfruttate. Nel primo tempo Abraham davanti ad Ospina mette a lato, così come Mancini di testa a 20 dalla fine. Il Napoli mantiene l’imbattibilità e conferma la solidità difensiva (3 gol incassati in 9 partite, di gran lunga migliore retroguardia in Serie A), mentre per la Roma, in un Olimpico bollente, arriva la reazione caratteriale che ci voleva dopo l’incredibile imbarcata di giovedì sera a Bodø. Pareggio giusto, 0-0 quasi casuale per le palle gol create.

La Juve riprende l’Inter all’ultimo

Con il pareggio del Napoli, Inter e Juventus avevano l’opportunità di accorciare sulla testa. I nerazzurri per rimediare al passo falso di Roma, i bianconeri per raggiungere proprio i rivali storici. Al termine dei 95 minuti, l’1-1 non accontenta nessuno, anche se è Allegri che può vedere il bicchiere mezzo pieno, nonostante provenisse da 4 vittorie di fila. L’Inter entra in campo più decisa, con la volontà di fare la partita e passa in vantaggio con il solito Dzeko, che mette in porta il pallone stampato sul palo da un tiro da fuori di Cahlanoglu. Un primo tempo di spessore della squadra di Inzaghi che non fa respirare la Juventus, rianimata nella ripresa dagli ingressi di Chiesa e Dybala.

Gli attacchi finali dei bianconeri si concretizzano in un pareggio che arriva dal dischetto ad un minuto dal 90′ grazie all’argentino. Come spesso succede nel Derby d’Italia, farà discutere il rigore per il fallo di Dumfries su Alex Sandro, non visto da Mariani in presa diretta. L’arbitro viene richiamato dal Var e dopo 4 minuti di gioco fermo torna sui suoi passi. Le proteste veementi di Simone Inzaghi gli costano l’espulsione (così come Mourinho e a fine partita Spalletti in Roma-Napoli) ed una conferenza stampa all’attacco, ma il risultato non cambia. Inter a -7 e Juventus a -10 dalla coppia di testa.

Il Milan si complica la vita a Bologna ma vince ed è primo

Con tutti gli scontri diretti finiti in pareggio, è il Milan ad approfittare della situazione, battendo il Bologna a domicilio per 4-2 e affiancando il Napoli in testa alla classifica a quota 25. Un colpaccio vista la giornata, ma Pioli non sarà certamente soddisfatto in toto, per un match che sembrava nettamente indirizzato all’intervallo e poi riapertosi a sorpresa. Dopo il primo tempo infatti il tabellino vedeva il Diavolo avanti di due gol e di un uomo, grazie allo spunto in velocità di Leao, la sassata di capitan Calabria su ribattuta ed il fallo da ultimo uomo di Soumaoro su Krunic. In apertura di ripresa i rossoneri si fanno rimontare dai rossoblu in 10, prima con l’autogol di Ibrahimovic poi con la ripartenza fulminea conclusa da Barrow.

Da lì a poco il Bologna rimane in 9 per il fallo pericolosissimo di Soriano su Ballo Touré ed il Milan riesce a venirne a capo, vincendo la partita per la “seconda volta” negli ultimi minuti. Il sinistro al volo di Bennacer e la firma dello svedese (primo gol da quarantenne) regalano al Milan l’ottava vittoria nelle prime 9 giornate e la testa della classifica.

Stop Atalanta, batosta Lazio

L’Atalanta non rialza completamente la testa dopo il sogno sfumato di Manchester. Un rimpianto che può anche crescere vista la clamorosa sconfitta a domicilio dei Red Devils per 0-5 con i Liverpool. Dal canto suo, la Dea viene bloccata sul pari in casa dall’Udinese. Nel primo tempo i nerazzurri non sfruttano due nitide occasioni (palo di Ilicic e paratona di Silvestri su Zappacosta), ma passano nella ripresa, con una delle proverbiali sassate di Malinovsky. Una vittoria che però sfuma nel recupero con un guizzo di testa di Beto, la sorpresa portoghese dei friulani a segno da tre partite di fila.

Peggio va alla Lazio, che si conferma come squadra più discontinua di questa Serie A tra le big: se dopo la vittoria nel derby è arrivata la brutta prestazione di Bologna, stavolta dopo lo scalpo dell’Inter perde male a Verona. I quattro gol presi al “Bentegodi” potevano essere molti di più e non è bastato Immobile a rimettere i laziali in partita in apertura di ripresa. Per Sarri un’altra brutta battuta d’arresto e la necessità di avere più costanza dal punto di vista mentale e difensivo: i gol incassati sono quasi due a partita (17 in 9 nove turni).

Centrogruppo: risalgono Verona, Sassuolo, Empoli, Samp e Toro

Con scontri diretti in testa, ci sono scontri diretti anche in coda, con molti e gol e risultati meno equilibrati. Con la vittoria secca per 3-0 sul Cagliari, la Fiorentina si candida, dopo qualche anno, ad estromettersi fin da subito dalla lotta per non retrocedere. La squadra di Italiano sale a quota 15 ed è quinta in classifica a pari punti con Atalanta e Juventus. Chi ha fatto punti pesanti è il Verona, che asfalta la Lazio per 4-1 e sale all’11° posto a 11 punti. Stesso destino per il Torino, che batte 3-2 il Genoa e per il Sassuolo, che batte il Venezia nella ripresa: 3-1 per i neroverdi. Risale la classifica anche la Sampdoria, che batte e supera lo Spezia, mentre l’Empoli allunga il periodo nero della Salernitana. L’arrivo di Colantuono sulla panchina granata non ha sortito l’effetto sperato: dopo il primo tempo i toscani erano avanti 0-4 all’Arechi. Il 2-4 finale rende meno amara la sconfitta, ma l’ultimo posto in classifica comincia a pesare, date anche le vittorie altrui.

Ci Piace e Non Ci Piace: Giovanni Simeone e la gestione delle partite

Non può che ottenere il premio come migliore di giornata Giovanni Simeone, autore di un poker contro la Lazio, con due reti per tempo. Per il figlio d’arte un’exploit particolare: è la seconda volta in carriera che in Serie A segna 3 gol o più. L’altra volta è datata 29 aprile 2018: 3-0 della Fiorentina sul Napoli, nella partita che mise fine alle speranze scudetto degli azzurri. Come allora, c’era Reina in porta e Sarri in panchina.

Malus di giornata alla sensazione finale dei big match dal punto di vista prettamente tecnico. Roma-Napoli e Inter-Juventus sono stata partite molto tese e intense dal punto di vista agonistico, ma si è giocato davvero poco. Per infortuni e revisioni al Var, si sono allungate molto ma con un tempo effettivo di gioco molto basso, come spesso succede al nostro campionato rispetto a quelli esteri. Continue interruzioni causano mancanza di ritmo e possono togliere anche lo spettacolo, ma al netto dell’estetica la si può pagare anche dal punto dei vista dei risultati, e l’assenza di intensità è un delle cose che in campo europeo le italiane pagano spesso.