05 Maggio 2021

Pubblicato il

Ora riapertura?

Sentenza storica sull’Ospedale San Giacomo: ora i romani potranno riappropriarsene

di Redazione

Come può essere rimasto chiuso per 13 anni un polo sanitario di alta qualità pronto per ogni emergenza nel Centro Storico di Roma?

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Ospedale San Giacomo, foto di repertorio

“Ci sono voluti 4.745 giorni per mettere la parola fine sull’assurda chiusura del polo sanitario del Centro Storico di Roma grazie alla grande combattente Oliva, erede del Cardinal Salviati. In questi 13 anni Italia Nostra Roma è scesa in piazza per impedire la dismissione dello storico ospedale che, come previsto dal testamento del Cardinale Salviati doveva e deve avere un unico utilizzo: ospedale.

Due esposti alla Procura della Repubblica e alla Procura Generale della Corte dei Conti, fiaccolate e sit-in questo il contributo di Italia Nostra Roma per la salvaguardia dello storico ospedale di Roma”. E’ quanto ha scritto in una nota Italia Nostra.

La sentenza del Consiglio di Stato

“Si è omesso che sull’immobile insiste un vincolo di destinazione imposto dal proprietario alla fine del 500′, ‘non doveva disporsi la chiusura di servizi essenziali di altissima qualità, essendo il San Giacomo inserito nel Piano emergenza massimo afflusso stante la sua posizione’, ‘omissione della valutazione dei diritti ed interessi pubblici coinvolti’, ‘non considerazione contraddittorietà con piano rientro che prevedeva solo riduzioni posti letto’.

Sono i passaggi chiave della Sentenza del Consiglio di Stato che, di fatto, permette ai romani di riappropriarsi dell’ospedale San Giacomo in pieno centro storico, da 13 anni privo di qualsiasi presidio sanitario.

La Regione Lazio

La parola passa ora alla Regione Lazio. Appaiono irricevibili però le dichiarazioni a caldo dell’Assessore alla Sanità Alessio D’Amato. In buona sostanza, l’Assessore continua a sostenere che, nonostante il pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato, il San Giacomo resterà chiuso. Per quale motivo? perché ‘Sono cambiate le necessità dopo tanti anni’. In altre parole, non serve”. (Com/Red/ Dire)

 
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