Scudetto Milan, Fiorentina in Europa, Cagliari in B: i verdetti della Serie A

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Gli ultimi 90 minuti di questa Serie A hanno regalato emozioni senza ribaltoni. Alla fine i verdetti che rimanevano in sospeso sono arrivati e conquistati con merito. Andiamoli a vedere uno per uno, a cominciare dal Milan campione d’Italia.

Scudetto Milan, l’Inter si arrende

La sfida parallela tra le milanesi si conclude con due risultati identici (vittoria per 3-0). Ma tutta l’attenzione era a Reggio Emilia, la città del tricolore che regala il tricolore al Milan. Più che regalare, è stato il diavolo a prendersi il 19° Scudetto della sua storia dopo 90 minuti o meglio i primi 45 – fatti di qualità, determinazione e abnegazione, filo conduttore di queste 38 giornate.

Nei primi 10 minuti erano già quattro le occasioni per sbloccare il risultato non andate a buon fine, ma una volta stappata la partita il Milan dilaga. Nel primo tempo arrivano 3 gol in 18 minuti con alcune costanti confermate: l’aggressività senza palla, l’imprevedibilità di Leao palla al piede (3 assist) e il killer instinct di Giroud, autore dei gol decisivi di questa stagione. Il secondo tempo è un lento scorrere dei minuti in cui la festa dei 18mila rossoneri sugli spalti è salita pian piano per esplodere al triplice fischio.

A nulla è servito l’altro 3-0, quello dell’Inter sulla Sampdoria, maturato grazie a 3 gol in 8 minuti quando però si era già materializzato il 3-0 a Reggio Emilia. Nonostante l’evidente delusione, grande manifestazione di affetto del tifo nerazzurro a fine partita per una squadra che non ha fatto una cattiva stagione. Al suo primo anno, Inzaghi ottiene una Coppa Italia, Supercoppa Italiana, secondo posto in Serie A e gli ottavi di Champions persi contro una delle finaliste.

Zona Europa: Lazio 5°, Roma 6°, Fiorentina 7a

La Lazio si assicura il quinto posto al termine di un’altra partita da montagne russe. Un punto bastava col Verona, un punto è arrivato per rimanere davanti alla Roma, ma che fatica per la squadra di Sarri. Il Verona scatta subito, così come la partita contro la Roma all’Olimpico a metà campionato, e dopo un quarto d’ora è avanti 2-0. Prima Simeone poi Lasagna da fuori colpendo un doppio palo. Cabral accorcia le distanze dopo pochi secondi su invito di Felipe Anderson, che alla mezz’ora si mette in proprio e pareggia i conti. Pedro trova il 3-2 nella ripresa, il Verona impatta ad un quarto d’ora dalla fine e la Lazio ottiene il suo obiettivo. L’anno prossimo partirà direttamente dall’Europa League.

Così come la Roma, che venerdì ha battuto il Torino con un solido 3-0. La squadra di Mourinho ha conquistato il sesto posto con una prestazione attenta e concentrata, senza cadere nell’errore di essere con la testa già a Tirana. Va in doppio vantaggio sfruttando i regali del Toro in fase di impostazione e il cinismo di Tammy Abraham, salito a quota 17 gol in questo anno d’esordio in Serie A. I giallorossi quindi si sono assicurati l’Europa League a prescindere dalla finale di Conference League.

Alle spalle delle romane, la lotta europea per l’ultimo posto europeo vede la Fiorentina settima: dopo cinque anni, all’esordio sulla panchina viola, Vincenzo Italiano riporta Firenze in Europa. Il tutto ha un sapore particolare se all’ultima giornata viene sconfitta la rivale di sempre, la Juventus, dopo una partita dominata per possesso e occasioni. I due gol arrivano allo scadere di entrambi i tempi: Duncan prima dell’intervallo, Gonzalez su rigore prima del triplice fischio che qualifica ufficialmente la Fiorentina in Conference League.

Si deve arrendere all’ottavo posto l’Atalanta, che a sua volta dopo cinque anni non giocherà in Europa l’anno prossimo. Bisognava sperare in un risultato diverso da Firenze, ma per la Dea è comunque arrivata la sconfitta, l’ennesima in casa di questa Serie A. Al Gewiss Stadium sono stati conquistati 20 punti in 19 partite. Non basta il bombardamento verso la porta empolese: un super Vicario e la traversa salvano i toscani che al 79′ con Stulac firmano il gol vittoria.

Salvezza: Psicodramma Cagliari, Salernitana salva nonostante lo 0-4 subito

Una tra le lotte più belle e incerte degli ultimi anni vede la Salernitana ottenere la permanenza in Serie A al termine di una specie di miracolo sportivo. Il 10 aprile, dopo la sconfitta a Roma i campani erano quasi spacciati, ma sono riusciti nelle successive 8 partite a fare 15 punti – la metà di tutto il proprio campionato – e a superare Genoa, Venezia e Cagliari. Per fortuna è stato indolore il pesante passivo (0-4) subito all’Arechi nell’ultimo atto con l’Udinese.

Uno stadio di solito bollente, ammutolito per un intero secondo tempo in attesa di non ricevere notizie da Venezia dove, il Cagliari non è andato oltre lo 0-0 contro i lagunari già retrocessi. Una sorta di psicodramma per i sardi, che salutano la Serie A dopo 6 anni inceppandosi nell’ultima parte di stagione. Contro i veneti sono poche le occasioni create dai rossoblu, che si arenano sui riflessi di Maenpaa sul colpo di testa di Bellanova da distanza ravvicinata.