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30 Settembre 2020

Pubblicato il

Roma, su 1100 scuole solo 50 sono a rischio sismico. E’ una buona notizia?

di Redazione

Da oltre un anno si lavora per un database che riguarda il patrimonio scolastico sulla tematica della vulnerabilità e degli interventi sismici

Un programma di verifica della vulnerabilità sismica delle scuole comunali a Roma. E' quanto sta conducendo il dipartimento capitolino del Simu (Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana) per capire se e con quale tipo di lavoro (adeguamento o miglioramento antisismico) è necessario intervenire sui casi considerati più meritevoli di attenzione dopo le indagini sia sulle strutture che sul terreno sottostante i 1.100 plessi capitolini presenti in città.

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"A valle del triste evento sismico che ha colpito Amatrice – ha spiegato in commissione capitolina Lavori pubblici il direttore del Simu, Fabio Pacciani– abbiamo fatto controlli sui 1.100 istituti con 12 squadre per verificare eventuali danni. Dopo quel primo screening sono state individuate le priorità di intervento per quegli edifici che in quella fase hanno presentato le maggiori criticità.

Da quel momento è partita l'operazione di vulnerabilità sismica, che in relazione a 1.100 edifici fa capire di quale impegno si tratti sia a livello di strutture operative che finanziario. D'intesa col dipartimento Scuola, da oltre un anno abbiamo elaborato e messo a punto un database che riguarda il patrimonio scolastico che, anche su richiesta dei tecnici, vorremmo implementare proprio sulla tematica della vulnerabilita' e degli interventi sismici"

Pacciani ha chiarito anche che "l'attività di indagine e progettazione serve a definire da un punto di vista tecnico ed economico gli interventi necessari per raggiungere il miglioramento sismico delle strutture o l'adeguamento e, trattandosi di interventi che incidono sul patrimonio edilizio dell'ente, vanno finanziati con investimenti. A quel punto si può procedere con le attività di espletamento delle gare d'appalto per la successiva esecuzione".

Dei 1.100 plessi comunali, la maggior parte "risale agli Anni 60-70, mentre la prima legge sulle costruzioni antisismiche fu fatta nel febbraio 1974 – ha spiegato Marco Simoncini, a capo della direzione Urbanizzazione secondaria- Quindi l'80% degli edifici scolastici non sono stati costruiti secondo le direttive, perché queste proprio non c'erano".

Non significa però che tutte le scuole comunali costruite a Roma prima delle normative antisismiche siano a rischio vulnerabilità sismica, cosa che solo gli esiti delle indagini potranno chiarire. "Abbiamo fatto una valutazione del rischio in base ai dati che abbiamo potuto verificare e incrociando questo dato con le zone sismiche e la tipologia delle strutture, il numero degli edifici a rischio sismico è di molto inferiore- ha detto l'architetto Maria Grazia Longo- Stiamo andando avanti per approssimazione perchè ogni anno i dati cambiano, ma dalle valutazioni fatte finora il livello di rischio non arriva nemmeno a metà".

Non tutta la città di Roma ha lo stesso livello di rischio sismico: "La parte di territorio con la classificazione sismica peggiore è a ridosso dei Castelli Romani, tutto il resto, verso il mare, è una zona sismica inferiore- ha spiegato l'ingegnere Giuseppe Solferino- Nella fase di prima ispezione visiva di tutte le scuole di Roma sono stati individuati circa cinquanta edifici che si trovano a maggiore rischio sismico".

Il Simu si è già messo al lavoro per indagare lo stato degli edifici, lavorando per fasi: "A fronte di 1.100 edifici abbiamo avviato le indagini per tutte le tipologie scolastiche in modo che fossero rispettate le priorità di rischio, visto che le procedure sono complesse e i tempi sono lunghi- ha detto l'architetto Longo- La fase uno ha riguardato un intervento pilota, dopo avere bandito una gara riguardante ciascuna delle tipologie scolastiche interessate (scuole in muratura, in cemento armato, prefabbricate e in acciaio), sulla scuola elementare Leopoldo Franchetti nel Municipio I a San Saba e alla elementare Randaccio in IV Municipio.

Per la prima gli esiti delle indagini hanno portato alla necessità di interventi di messa in sicurezza, perché è stato individuato un problema strutturale che avrebbe potuto determinare la chiusura dell'edificio. Il I Municipio sta approntando un progetto di consolidamento condiviso con la Soprintendenza di Stato. Mentre la scuola Randaccio, struttura degli Anni 50, ha bisogno di un adeguamento sismico con piccoli interventi".

Dopo il progetto sperimentale, il Simu ha pubblicato "una gara pubblica per indagini sulla vulnerabilità di 40 edifici", di questi "su 29 strutture abbiamo eseguito le indagini geognostiche, ma non ancora quelle strutturali". Quindi ci sarà una fase tre "che interesserà 11 edifici scolastici di quattro tipologie diverse. Questa parte, in corso di aggiudicazione, riguarderà servizi per i professionisti (che dovranno redigere gli eventuali progetti di adeguamento/miglioramento sismico e stimare la cifra che servirà per i lavori, ndr) e quelli per i lavori di indagine".

La difficoltà di far viaggiare in parallelo le gare per reperire i professionisti e quelle per trovare le ditte ha portato il Simu a lavorare su una quarta fase, relativa a una gara "per un accordo quadro di durata triennale e con una base d'asta da 7,2 milioni di euro" destinata a raggruppamenti temporanei di impresa che avranno al loro interno sia i professionisti che le ditte. Con i ribassi d'asta prevedibili si dovrebbero raggiungere la cifra stanziata annualmente per le indagini sulla vulnerabilità antisismica sugli edifici scolastici, pari a due milioni di euro (500mila per ognuna delle quattro tipologie) che nel triennio raggiunge un ammontare di sei milioni. (Ag. Dire)

 
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