18 Settembre 2021

Pubblicato il

Roma si volta dall’altra parte quando un ragazzo muore di droga

di Redazione
La storia di P. e di tanti come lui: se anche l'amministrazione taglia sul sociale

“La droga dà la droga toglie”, dicono. Non è vero la droga toglie e basta. E anche Roma lo fa. Il 31 Agosto è morto P. un ragazzo malato di eroina. È giusto dire così “malato di eroina”; la dipendenza è una malattia dalla quale bisogna guarire. È come un cancro, un tumore, ma maligno, perché ricresce sempre e lo fa quando meno te lo aspetti. P. lo combatteva da 10 anni e forse qualcosa di più.

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Lo raccontava lui stesso a Villa Maraini, l’unico centro di riabilitazione operativo e gratuito in tutto il Lazio. Lui per uscire dal tunnel dell’eroina aveva vissuto per dei mesi nella Comunità di “Villa Maraini” e grazie al lavoro di quei ragazzi ce l’aveva fatta. Non una ma tante volte. È giusto raccontare anche questo: il più delle volte la storia con la dipendenza è fatta di tira e molla, di amore e odio e quindi anche di ricadute. È difficile staccarsi dalla sostanza qualunque essa sia, nonostante tutti i dolori che ha provocato. Ed è quando si pensa di stare bene che non bisogna abbassare la guardia.

P. poche settimane fa era pulito e probabilmente lo è stato fino alla sua morte. Spesso accade così: si muore di overdose dopo tanto tempo che non ci si fa più. Il problema è che Roma è muta, Roma non parla, Roma si volta dall’altra parte quando un ragazzo muore di droga. Si volta anche quando altri 1000 e più combattono per sconfiggerla. P. è morto anche per questo, aveva la volontà, ma non aveva più i mezzi e l’aiuto necessario che l’avevano tenuto in vita per tutti questi anni.

“Villa Maraini” non riesce più ad aiutare i ragazzi che hanno bisogno di aiuto come faceva fino a poco tempo fa, fin dal 1976, questo perché il Comune di Roma ha tagliato i fondi e non paga gli arretrati a numerosi operatori che da mesi sono costretti a lavorare senza essere retribuiti. Inoltre la Fondazione non riceve più i rimborsi per il metadone dalle Asl, tuttavia è riuscita a mantenere il servizio nonostante i crediti verso Comune e Regione tenendo gli ambulatori aperti per chi ne aveva bisogno. Questo continua ad avvenire anche nei giorni festivi quando i Ser.T invece rimangono chiusi e aperti solamente sei ore al giorno durante la settimana.

Lo stesso discorso vale per l’ “Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze”, il sindaco Marino e la sua giunta a Ottobre 2013 decidono di chiudere l’istituzione che da 15 anni presta servizi di assistenza a chi ha problemi di tossicodipendenza e di internalizzare il servizio. A Marzo 2014 il Campidoglio stabilisce infine che verranno tagliati due terzi dei servizi offerti, portandoli da 21 a soli 7, lasciando a casa centinaia di operatori che da anni lavorano per alleviare i disagi sociali di numerosi cittadini romani. Non sono questi i primi tagli al sociale operati dalla giunta Marino e questi sono i primi frutti ad essere raccolti.

P. ora è morto e non si dica che è solo “un altro morto di droga”, P. non era un caso disperato, P. ce l’aveva quasi fatta.

 
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