19 Maggio 2021

Pubblicato il

Cybercrime farmaceutico

Roma, presunti farmaci anti-Covid in vendita online: Nas oscurano 102 siti

di Redazione

Antivirali, anti-malarici, la nota idrossiclorochina e altri farmaci di dubbia provenienza e alcuni anche molto pericolosi venduti sui siti

Farmaci anti Covid venduti clandestinamente online. L’operazione di vigilanza telematica connessa con l’emergenza covid-19, si conclude con 102 siti oscurati dal Nas. È quanto si legge in una nota diramata dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute. Con questa operazione salgono a 237 i siti oscurati nel 2020, e di questi sono 217 quelli connessi con l’emergenza sanitaria. “

Le nuove frontiere dell’illegalità: Cybercrime farmaceutico

La chiusura dei siti a conclusione di una mirata operazione di vigilanza telematica contro il cybercrime farmaceutico condotta nel mese di dicembre nell’ambito della collaudata collaborazione tra i NAS e il Ministero della Salute.

I militari della Sezione Analisi del Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute hanno dato esecuzione a 102 provvedimenti d’inibizione all’accesso (cd. ‘oscuramento’) emessi dalla Direzione Generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del Dicastero.

Su proposta del citato Reparto, nei confronti di altrettanti siti web collocati su server esteri e con riferimenti di gestori non individuabili, sui quali venivano effettuate la pubblicità e l’offerta in vendita, di svariate tipologie di medicinali che, in questi mesi, sono stati a vario titolo collegati all’emergenza COVID-19.

Farmaci e anti virali contro il Covid-19

Infatti, oltre a una serie di farmaci recanti varie indicazioni terapeutiche e soggetti a obbligo di prescrizione, nonché vendibili solo in farmacia da parte di farmacista abilitato, i Carabinieri del NAS hanno individuato l’offerta in vendita di medicinali asseritamente contenenti principi attivi soggetti a particolari restrizioni d’uso e specifiche indicazioni d’impiego in relazione all’infezione da SARSCOV-2.

Soprattutto l’antimalarico clorochina, in relazione alla quale, analogamente all’idrossiclorochina, l’AIFA in data 22 dicembre 2020 ha pubblicato una scheda aggiornata contenente elementi utili a orientare la prescrizione e a definire un rapporto tra benefici e rischi sul singolo paziente.

In vendita anche gli antivirali lopinavir/ritonavir, di cui la medesima Agenzia regolatoria ha sospeso l’utilizzo off label al di fuori degli studi sperimentali clinici”.

“Presenti, sulle vetrine virtuali dei siti individuati, anche l’antivirale ribavirin, per il quale è stato autorizzato l’uso compassionevole limitatamente a pazienti ospedalizzati con difficoltà respiratorie legate al COVID-19, l’antibiotico azitromicina, rispetto al quale l’AIFA ha diramato una scheda che offre elementi necessari per una corretta prescrizione e per valutare il rapporto tra benefici e rischi sul paziente.

Si poteva acquistare anche l’antinfiammatorio colchicina, oggetto di uno studio sperimentale nel trattamento del COVID-19.

I militari si sono imbattuti anche in altri medicinali contenenti rispettivamente l’antinfiammatorio indometacina, la cui assunzione fuori stretto controllo medico può cagionare gravissimi effetti collaterali, e l’antivirale daclatasvir, offerto in rete nonostante l’EMA, a seguito del mancato rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio deciso dal titolare, ne abbia vietato l’uso in tutta l’Unione Europea.

Con i provvedimenti ora eseguiti, continua la nota, “salgono a 237 i siti oscurati dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute nel corso del 2020, ben 217 dei quali connessi con l’emergenza pandemica COVID-19”.

Il pericolo del surface web

Secondo il Nas “particolarmente a rischio è quella ampia parte di persone che consulta liberamente il surface web, ovvero la parte ‘in chiaro’ e indicizzata della rete agevolmente accessibile e alla portata di tutti, che maggiormente si presta a raggiungere una platea pressoché illimitata di utenti.

Questo costituisce un grave fattore di pericolo rispetto al potenziale acquisto e alla conseguente incontrollata assunzione di farmaci di dubbia provenienza e distribuiti al di fuori dei canali e delle modalità autorizzate, che non rispettano i rigorosi standard di qualità, sicurezza ed efficacia previsti dalle vigenti disposizioni”.

Continua la nota: “È, dunque, più che mai opportuno rinnovare, anche alla luce dell’avviata profilassi vaccinale per il COVID-19, l’invito ad attenersi solo alle indicazioni fornite dagli Organi ufficialmente preposti, consultando i relativi siti istituzionali e diffidando della presenza di offerte sul web di farmaci non autorizzati”.

Va, dunque, ricordato che l’offerta in vendita e la pubblicità dei ‘medicinali senza obbligo di prescrizione’ (SOP/OTC) possono essere effettuati on line solo attraverso i siti di farmacie ed esercizi espressamente autorizzati secondo quanto previsto dal decreto legislativo 24 aprile 2006 n. 219.

L’ elenco è consultabile sul sito del Ministero della Salute (www.salute.gov.it), riconoscibili attraverso il previsto Logo Identificativo Nazionale che deve essere chiaramente visibile su ciascuna pagina del sito web dedicata ai medicinali”.

 
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