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08 Luglio 2020

Pubblicato il

La protesta

Roma Montecitorio, settore pirotecnico in rivolta oggi 25 giugno: l’intervista

di Redazione

L'intervista a Nobile Viviano, imprenditore di Salerno tra i più importanti del settore pirotecnico italiano per capire le ragioni del sit in

Settore pirotecnico
Settore pirotecnico

Settore pirotecnico in rivolta. Oggi, 25 giugno, si svolgerà un “sit in di protesta per chiedere risposte al governo, che dall’inizio della pandemia ha abbandonato un settore del Paese che muove ogni anno un giro d’affari di 600 milioni di euro, con oltre duemila aziende e diecimila lavoratori. Ad organizzarlo giovedì 25 Giugno alle ore 15:00 a Piazza Montecitorio sono gli operatori pirotecnici italiani che presenteranno un pacchetto di proposte al governo. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Pirotecnica Italiana (ASSPI) insieme all’Associazione Nazionale Imprese Spettacoli Pirotecnici (ANISP), vedrà la partecipazione di 100 rappresentanti delle imprese del settore.

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L’intervista a Nobile Viviano amministratore di “Viviano Pirotecnica”, tra le aziende più importanti per i fuochi d’artificio in Italia.

“La mobilitazione statica e pacifica di oggi del settore pirotecnico vuole mostrare e tutto il nostro disagio nei confronti delle istituzioni e del governo. Disagio a dir poco, perché siamo davvero in condizioni gravissime. Denunciamo non uno stato di crisi a venire ma una crisi conclamata. Il nostro lavoro è collegato direttamente agli spettacoli, grandi eventi, serate pubbliche, festeggiamenti. Il settore conta più di duemila aziende divise tra fabbricazione e produzione, magazzini di distribuzione e punti vendita. Di solito negozi frequentati nel perioodo di Capodanno.

Settore pirotecnico: risorsa di lavoro al Sud

“Parliamo di circa diecimila persone che lavorano in questo settore in Italia. L’indotto della pirotecnia è vasto e abbiamo un fatturato di oltre seicento milioni di euro l’anno. L’occupazione in ambito pirotecnico si concentra soprattutto nel Sud Italia, offrendo lavoro proprio opportunità di occupazione. La Campania rappresenta il 50% del mercato nazionale. Napoli è una delle città più importanti e prestigiose nel settore. Oltre a essere un settore economico siamo rappresentanti di una tradizione e di un’arte famosa nel mondo”.

Cosa chiedete al Governo e alle istituzioni?

“Chiediamo due cose in modo particolare: che si cambi atteggiamento nei nostri confronti perché siamo demonizzati. Sembra che solo gli assembramenti da spettacolo pirotecnico siano ancora portatori del virus. L’esecuzione dello spettacolo pirotecnico è invece compatibile con i protocolli di sicurezza messi in atto anche per altre attività. Mascherina e distanza possono essere rispettati mentre si assiste a uno spettacolo di fuochi d’artificio.

Altre richieste specifiche le abbiamo indirizzate con una lettera al presidente Conte. Noi siamo assolutamente fermi, il danno per questa estate è fatto, abbiamo i magazzini pieni e impossibilità di smaltirli. Il paradosso che noi viviamo è che noi siamo aperti, siamo aziende che considerano aperte, ma che non possono lavorare.

C’è poi una questione legata alla sicurezza che riguarda il materiale che arriva dalla Cina. Chiediamo la sospensione dei versamenti tributari fino a fine anno. E con forme di rateizzazione di almeno sessanta mensilità. Chiediamo inoltre un prolungamento della cassa integrazione dei nostri dipendenti almeno fino a fine anno”.

 
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