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22 Settembre 2020

Pubblicato il

Roma, mamma coraggiosa fa arrestare il figlio spacciatore: “lo faccio per lui”

di Redazione

"Prima che si rovini del tutto prendetelo voi, almeno così possiamo salvarlo"

Le ha tentate tutte pur di farlo disintossicare, riportarlo in comunità, strapparlo dalle cattive amicizie e restituirlo a una vita normale. Alla fine, alla mamma non è rimasto altro che denunciare il figlio 23enne alla polizia. Ha chiamato gli agenti del commissariato Vescovio e ha indicato loro dove trovare la droga nascosta dal ragazzo: quasi mezzo chilo di marijuana e alcuni grammi di cocaina che il giovane nascondeva negli slip.

«Basta, non ne posso più di vederlo così. Prima che faccia una brutta fine, che si rovini del tutto o che qualcuno lo incastri in qualche guaio irreparabile, prendetelo voi, almeno così possiamo salvarlo», l'appello disperato della donna agli agenti.

La vita nel loro appartamento di Montesacro si era trasformata in un incubo da quando il ragazzo aveva cominciato a drogarsi. Più di una volta la polizia lo aveva sorpreso anche a cedere qualche grammo a dei coetanei. E nonostante la giovane età, il curriculum criminale del ragazzo si era riempito di precedenti.

La madre, l'altro giorno, è entrata nella camera da letto del ragazzo per controllare le sue condizioni di salute. «Si era chiuso dentro e non mi rispondeva – ha raccontato la donna ai poliziotti – sono entrata e ho visto sul mobile ancora una volta quegli orribili involucri di cellophane. Ero gonfia di rabbia. Adesso in comunità ti ci rimando io, gli ho detto». La donna ha alzato il telefono, ha contattato gli agenti e ha deciso di denunciare il figlio. «Lo faccio per lui», ha concluso.

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Un ultimo tentativo dettato dallo sconforto e dall'impotenza di dover combattere una battaglia, quella contro la droga, che da sola non riusciva a vincere.

Il ragazzo è stato portato in commissariato e trattenuto nelle celle di sicurezza a disposizione dell'autorità giudiziaria per il processo per direttissima. Il giudice ha convalidato il fermo e ha disposto per lui l'obbligo di firma, in attesa che sia effettivamente condotto di nuovo in una comunità per avviare il percorso di recupero.

 
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