Deturpazione di beni pubblici e privati o arte? A processo il noto writer romano Geco

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Roma. Iniziato oggi, 25 maggio, il processo al noto writer romano conosciuto come “Geco”. Lorenzo Perris all’anagrafe, 30 anni, ha ricoperto con numerose scritte diverse strade della Capitale. Il giovane artista di strada ha composto opere dalle dimensioni grandi come la banchina del Tevere, e altre minori di grandezza come le scritte a pennarello fino ad arrivare alla divulgazione in cui ci si può imbattere in tutta la città.

Murales di Geco

Le scritte che hanno fatto discutere

Il writer romano è stato incriminato nel 2020, ed è stato citato in giudizio dalla Procura di Roma per danneggiamento. Il PM Gianfederica Dito si concentra per il processo principalmente su 36 scritte. Tra queste si ritrovano le più importanti dell’artista: la scritta sulle pareti dell’Archivio centrale di Stato, la scritta sulla banchina del Tevere a Porta Portese, quella all’Arco dei Quattro Venti a Villa Pamphili e infine quella nel Parco degli Acquedotti.

Le Accuse

Le accuse del PM sono di aver imbrattato e danneggiato strutture pubbliche di particolare interesse storico e artistico. Le indagini sono iniziate nel 2020 insieme al Nucleo Ambiente e Decoro della Polizia Locale di Roma Capitale (Nad), i quali hanno fatto irruzione nell’appartamento dell’artista nella zona di San Lorenzo. All’interno dell’abitazione hanno trovato numerosi adesivi e bombolette spray, e gli hanno sequestrato telefono e computer. Oggi 25 maggio, si è svolta la prima seduta dove il Campidoglio si è costituito parte civile.

Altri importanti murales

Tra i murales più importanti che si possono trovare nella Capitale ricordiamo quelli dedicati a Willy, il giovane pestato a sangue a Colleferro scomparso a soli 21 anni. Il collettivo Dans la Rue, che si trova in via Caduti senza Croce, angolo via Ostiense, davanti alla Facoltà di Lettere dell’Università Roma Tre, raffigura il volto di Willy che emerge da un muro. Al di sotto di questo si può leggere una scritta: “Il coraggio è la chiave all’indifferenza, il tuo sorriso contro ogni violenza”.